PROGETTO "SCUCI E RICUCI" (DiAPsi Vercelli)

Siamo finalmente giunti alla fase finale del progetto "Scuci e RIcuci" e vorremmo condividere questo bel traguardo con tutti voi che ci avete seguito, sostenuto e aiutato, donandoci i vostri capi d'abbigliamento!

 

 

 

Sabato 26 ottobre alle ore 17.00

presso il ristorante caffetteria Diqui 

in Corso Garibaldi 96 a Vercelli 

si terrà la SFILATA FINALE 

di presentazione dei capi d'abbigliamento

realizzati in questi mesi.

 

Attraverso il progetto "Scuci e RIcuci" è stata infatti data una nuova vita ad abiti e tessuti che sembravano aver perso la propria funzione e sono stati attivati 8 tirocini per persone in difficoltà che, in questo modo, si sono potute sperimentare in un ruolo sociale e lavorativo, acquisendo nuove competenze e fiducia in se stesse.  

Modelle per un giorno saranno le ragazze della scuola Danzarte.

Al termine della sfilata, avremo il piacere di chiacchierare con chi avrà voglia di condividere pensieri e impressioni con noi, durante un piccolo aperitivo.

Per informazioni: 0161.092294, cell. 393.6096370, e-mail: info@diapsivercelli.it

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Commenti: 1
  • #1

    Antonietta (giovedì, 17 ottobre 2019 22:16)

    Grande paco una buona cosa grandi

 Questo sito è iniziato

il 02-06-2014

 

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Farhad Bitani

L'ultimo lenzuolo bianco

Edizioni Neri Pozza

 

«Sono tante, forse troppe, le cose che ho visto nei miei primi trentatré anni di vita. Adesso le racconto. Ho lasciato le armi per impugnare la penna. Traccio i fatti senza addolcirli, senza velarli. Dopo aver vissuto l’infanzia, l’adolescenza e la prima giovinezza nell’ipocrisia, ho un tremendo bisogno di verità».

Inizia così la sconvolgente testimonianza di Farhad Bitani, ex capitano dell’esercito, un giovane uomo che ha attraversato da osservatore privilegiato la storia dell’Afghanistan: dal potere dei mujaheddin ai talebani fino al governo attuale, che vive sotto l’ombrello occidentale.
Farhad nasce a Kabul nel 1986, ultimo di sei fratelli. Suo padre è un generale dell’esercito di Mohammad Najibullah Ahmadzai, il quarto e ultimo presidente della Repubblica Democratica dell’Afghanistan. Ma, con la presa del potere da parte dei 
mujaheddin, nel 1992, le cose cambiano. Solo rinnegando il passato e diventando un mujahed, il padre di Farhad avrà salva la vita.

Da quel momento l’esistenza del giovane Farhad cambia radicalmente. La sua famiglia si trasferisce in una grande casa, presidiata dagli uomini della scorta. È a loro che Farhad chiede in prestito le armi, per i suoi giochi di bambino. Quello che sogna è un futuro da combattente, alla testa di un manipolo di uomini. Sparare, uccidere, avere potere e ricchezza: non c’è nulla che desideri di più. Ma le cose sono destinate a mutare ancora. Quando i talebani strappano il potere ai mujaheddin, la sua famiglia cade in disgrazia. Mentre suo padre si trova in prigione, Farhad conosce la fame, la miseria, l’indottrinamento forzato all’Islam. Condotto allo stadio, viene costretto ad assistere alle lapidazioni del venerdì, le punizioni per gli infedeli, coloro che trasgrediscono le leggi del fondamentalismo. Sarebbe facile cedere all’imbarbarimento, credere a ciò che viene inculcato, diventare come coloro che professano la pace, alimentando la guerra. Ma se fosse possibile un destino diverso? Si può attraversare l’inferno e uscirne redenti?
Da guerriero islamista a dialogatore per la pace, attraverso questo libro possente e drammatico Farhad Bitani offre al mondo il vero volto dell’Afghanistan, raccontando in maniera vivida la guerra civile, la violenza gratuita, le perversioni del potere e l’uso della religione come strumento politico. 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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