Nasce “Ed io ti cercai: PROGETTO SCUOLA” (Giovanni De Gregorio)

Nasce “Ed io ti cercai”: PROGETTO SCUOLA.

Ecco alcuni stralci dal Progetto:

“In una società incapace di porre attenzione ai bisogni più veri e profondi dei ragazzi e dei giovani d’oggi, portatrice di una mentalità di carenza fondata sulla paura, si strutturano i numerosi disagi che affondano il giovane nell’insicurezza, in una cronica mancanza di fiducia nel futuro e in una paura di sbagliare. La staticità e il piattume in cui spesso si vengono a ritrovare i nostri ragazzi, si traducono in una mancanza di obiettivi e naturalmente di volontà nel raggiungerli. Ciò li porta o a dipendere costantemente dall’esterno o a trasgredire in maniera eccessiva fino ad autodanneggiarsi mediante uso di sostanze o condotte autolesionistiche.

Occorre quindi, che sia il pubblico che il privato si facciano promotori di progetti e iniziative formative che aiutino i ragazzi a esprimere il proprio potenziale umano e così facendo contrastare i disagi prodotti dalla mentalità di carenza in cui purtroppo si trovano immersi.

Bisogna quindi creare movimento interiore, cercare di attivare o riattivare la loro spinta vitale, dinamicizzare le loro energie, facendogli vedere nuovi obiettivi possibili e nuove risorse interiori.

Il metodo è quello del “Teatro Psicosociale”, dove individui che hanno poca o nessuna esperienza di recitazione, diventano in grado di andare in scena, grazie ad un training che unisce il Teatro alla psicologia, nella fattispecie alla Psicosintesi di Roberto Assagioli.

OBIETTIVO?

Gli alunni destinatari del Progetto lavoreranno per presentare all’intero Istituto un cortometraggio o uno spettacolo teatrale, sul tema dei contenuti estratti dal libro “Ed io ti cercai” e sul format del PromoVideo allegato al Progetto.

https://magis.to/v/OwIOZF4AHSo7AARiCzE?l=vsm&o=i&c=w

I risultati attesi?

Eccone alcuni:

  • Esprimere le proprie emozioni con misura e presenza.
  • Riuscire a riconoscere e gestire determinate parti di sé, attraverso l’identificazione e il distacco con il personaggio da interpretare.
  • Creare nuovi e veri rapporti umani a partire dalla riscoperta e quindi dalla valorizzazione della propria sensibilità.
  • Sviluppare una nuova idea fiduciosa di sé, a partire dall’avvenuta espressione delle proprie potenzialità.
  • Attivare l’aspetto ludico necessario per superare l’inibizione dovuta all’opinione e al giudizio degli altri.

“Perché se c’è qualcuno che crede in te, allora niente è impossibile.”

[“Ed io ti cercai” p.201]

 

Giovanni De Gregorio 

Psicologo e Psicoterapeuta

Tratto da http://sintetizzando.it/nasce-ed-io-ti-cercai-progetto-scuola/

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Relazione finale
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ZONA FRANCA 

è un laboratorio di inclusione sociale, in cui si sperimentano forme alternative di partecipazione, protagonismo ed espressione.

 

È ideato e prodotto dalla Cooperativa Proposta 80 

in collaborazione con l’Associazione Culturale Kosmoki 

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Collaborano al progetto la Città di Cuneo, la Cooperativa Momo, MenteInPace, DiAPsi Cuneo e la Casa del Quartiere Donatello.                       

  

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Daniele Mencarelli

Fame d'aria

 Mondadori

Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D'un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento peggiore: di venerdì pomeriggio, in mezzo al nulla. Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese più vicino, Sant'Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall'auto è evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l'auto, padre e figlio trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, è proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant'Anna del Sannio, poche centinaia di anime, è un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana. Ad aiutare Agata nel bar c'è Gaia, il cui sorriso è perfetta sintesi del suo nome. Sarà proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneità ogni apparenza. Perché Pietro è un uomo che vive all'inferno. "I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione." Ma la povertà non è la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all'altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca. Il dolore di Pietro, però, si troverà di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l'umanità che ancora resiste, fatta il più delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole. Con "Fame d'aria", Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti più intensi: l'amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

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