ALZHEIMER: DECRETO SU RIABILITAZIONE AMPLIA POSSIBILITÀ ASSISTENZIALI (quotidianosanità.it)

Lo ha precisato la sottosegretaria Zampa rispondendo a un'interrogazione di Italia Viva in Commissione Affari Sociali facendo riferimento al decreto sui "Criteri di appropriatezza dell'accesso ai ricoveri di riabilitazione ospedaliera". "Il decreto prevede un'ampia possibilità di codifica per i disturbi cognitivi e per altri quadri patologici riscontrabili nelle demenze, quali, ad esempio: i deficit cognitivi, la degenerazione cerebrale, l'aprassia e una serie di problemi psichici".

 

01 NOV - "Le misure contenute nel decreto sui criteri di appropriatezza dei ricoveri ospedalieri consentiranno di attribuire, caso per caso, i pazienti al più adeguato livello di intensità assistenziale, con la possibilità di accedere a tutti i livelli della riabilitazione (intensiva ad alta complessità; intensiva a minore complessità; estensiva). Infatti, l'utilizzo appropriato e razionale di tutti i vari 'setting' assistenziali disponibili in funzione dei bisogni specifici consentirà il collocamento di ogni paziente nell'ambiente più adeguato a fornire le cure ospedaliere anche ai casi che presentano una particolare complessità clinica ed assistenziale. Ciò premesso, assicuro l'impegno del Ministero della salute nel pervenire quanto prima ad una definizione del decreto e nel monitorarne l'attuazione, al fine di garantire una concreta ed effettiva assistenza sul territorio dei pazienti affetti da tali patologie".

 
Così la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, rispondendo ieri in Commissione Affari Sociali all'interrogazione sul tema presentata da Vito De Filippo (Iv). per sapere "se il Governo non ritenga necessario individuare specifici livelli essenziali di assistenza relativi alla presa in carico dei pazienti affetti da Alzheimer con insorgenza anticipata, anche individuando all'interno dello schema di decreto volto a definire i criteri di appropriatezza nell'accesso ai ricoveri di riabilitazione ospedaliera, dei protocolli specifici di presa in carico delle persone affette da Alzheimer con insorgenza anticipata tali da garantire una riabilitazione continuativa in grado di mantenere e stimolare le abilità residue".

 
Di seguito la risposta integrale della sottosegretaria Zampa:

 
"Ringrazio gli On.li interroganti perché, con il quesito posto, mi consentono di affrontare un tema di fondamentale rilevanza: garantire l'assistenza dei pazienti affetti da demenza in modo uniforme sull'intero territorio nazionale.


Preliminarmente, desidero rassicurare i presenti sulla circostanza che i livelli essenziali di assistenza vigenti già annoverano le prestazioni per l'assistenza dei pazienti affetti da demenza, ivi compresi i pazienti affetti da Alzheimer.

 
Al riguardo, lo schema di decreto recante «Criteri di appropriatezza dell'accesso ai ricoveri di riabilitazione ospedaliera» — che è in corso di definizione e che nei prossimi giorni sarà discusso in Conferenza Stato-Regioni — amplia e definisce la tutela della salute e l'adeguatezza dell'assistenza verso tali pazienti.


Tale decreto ha la duplice finalità:


a) individuare regole per l'accesso appropriato dei pazienti al «setting» ospedaliero di riabilitazione;
b) rendere, in tal modo, più agevole l'accesso al ricovero ospedaliero, incentivandone l'appropriatezza mediante la definizione di criteri specifici ed omogenei a livello nazionale.
 
Il decreto prevede un'ampia possibilità di codifica per i disturbi cognitivi e per altri quadri patologici riscontrabili nelle demenze, quali, ad esempio: i deficit cognitivi, la degenerazione cerebrale, l'aprassia e una serie di problemi psichici.

I criteri di appropriatezza individuati nel decreto scaturiscono anche da un percorso di condivisione con la Comunità Scientifica e le Associazioni dei pazienti, e tengono conto delle particolarità legate alle differenti patologie.

 
Le misure contenute nel decreto consentiranno di attribuire, caso per caso, i pazienti al più adeguato livello di intensità assistenziale, con la possibilità di accedere a tutti i livelli della riabilitazione (intensiva ad alta complessità; intensiva a minore complessità; estensiva).
Infatti, l'utilizzo appropriato e razionale di tutti i vari «setting» assistenziali disponibili in funzione dei bisogni specifici consentirà il collocamento di ogni paziente nell'ambiente più adeguato a fornire le cure ospedaliere anche ai casi che presentano una particolare complessità clinica ed assistenziale.
 
Ciò premesso, assicuro l'impegno del Ministero della salute nel pervenire quanto prima ad una definizione del decreto e nel monitorarne l'attuazione, al fine di garantire una concreta ed effettiva assistenza sul territorio dei pazienti affetti da tali patologie".

 

 
Sara Moretto (Iv), replicando, confida di poter prendere visione in tempi rapidi dello schema di decreto ministeriale in via di definizione richiamato nella risposta, precisando che l'interrogazione presentata trae spunto da un caso specifico di persone colpite da Alzheimer intorno ai quarantacinque anni, con figli minori a carico, le quali hanno incontrato molte difficoltà sia rispetto a un tempestivo riconoscimento della malattia sia rispetto alla possibilità di ottenere terapie adeguate al fine di rafforzare le capacità residue per poter svolgere una vita il più possibile autonoma. Nel ricordare come questo genere di patologia metta fortemente in crisi i progetti di vita delle famiglie colpite, auspica che queste persone possano trovare un alleato nel Servizio sanitario nazionale.

 

tratto da quotidianosanità,it

http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=78352&fr=n

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