LE PAROLE RITROVATE: COORDINAMENTO NAZIONALE DEL 9 NOVEMBRE (Renzo De Stefani)

Carissime e Carissimi

L’incontro di coordinamento del 9 novembre ci ha visto numerosi e molto partecipi. Ottimo clima e una bella discussione davvero! Si sono ‘aggiunti’ un bel numero di new entry (dal Veneto in particolare e la cosa fa particolarmente piacere) ma anche da altre realtà.

Ricordo l’ordine del giorno per chi non ha potuto venire:

1.       Sede del prossimo incontro nazionale

2.       Organizzazione di una 2 giorni sul supporto tra pari, in linea di massima a Bologna a inizio aprile 2020

3.       Il cammino del ‘nostro’ libro

4.       La missione India

5.       Varie ed eventuali

 

  1. Sede del prossimo incontro nazionale

È stato indubbiamente il punto che più ha suscitato un vivace scambio di idee e ha occupato la più parte dell’incontro. Del resto era chiaro a tutti che si stava prendendo una decisione destinata a incidere sul futuro del movimento  in maniera non certo leggera! Nel dibattito sono intervenuti praticamente tutti i presenti, che con argomentazioni diverse e sempre appassionate, hanno saputo contribuire al meglio per arrivare ad una decisione che tenesse conto dei pro e dei contro che una decisione di questa portata avrebbe comportato. Come penso ricordiate un po’ tutti l’argomento è ormai da alcuni anni sul tappeto e credo sia stato più che giusto arrivare finalmente ad una decisione! Un po’ in tutti gli interventi, o quanto meno nella netta maggioranza, sono stati sottolineati 2 punti: il primo riguardante il grande lavoro fatto dai trentini nell’organizzazione dei primi 20 Incontri nazionali, grande lavoro che forse ha creato con Trento un legame che negli anni si è talmente consolidato da finire per essere considerato ‘eterno’; il secondo, l’opportunità, una volta maturata la consapevolezza che il movimento è cresciuto sempre all’insegna del cambiamento, di mettere seriamente in discussione ‘l’eternità’ di Trento per far si che l’Incontro nazionale, nel diventare itinerante, portasse a più realtà i vantaggi che un Incontro del genere offre alla realtà dove viene organizzato. Come in tutti i cambiamenti sono emerse anche incertezze e ‘paure’. Si è discusso molto su cosa significasse lasciare Trento per un’altra città. Per qualcuno il rischio era il venir meno dei contributi di marca più trentina. Rischio che si è progressivamente sciolto quanto più si è chiarito che quanto andava in scena a Trento era frutto dei contributi di persone e gruppi provenienti da tutta Italia, e non solo o soprattutto dai pur ‘bravi’ trentini.  Anche l’aspetto più tecnico-organizzativo ha suscitato comprensibili apprensioni, visto che la squadra che organizza l’Incontro da ormai 20 anni è costituito da un gruppo compatto di appassionati operatori, utenti familiari e volontari del Servizio di salute mentale di Trento.  Ma anche a questo proposito alla fine ha prevalso l’idea che ancora una volta il cambiamento avrebbe dato l’opportunità a nuove squadre di crescere e in questo modo di far crescere il movimento, cosa che sopra ogni altra ci interessa.

Non sono in grado di trasmettere tutto quanto è stato detto nelle 2 ore di discussione e lascio a chi c’era aggiungere cose importanti che in questo momento sicuramente ho dimenticato. Mandatemele con il consueto impegno da parte mia di girare tutti i contributi e le riflessioni alla mailing list.

Prima di arrivare al voto finale che ci ha visto tutti unanimi nella decisione di rendere l’incontro itinerante, ovviamente è stata individuata la sede che ospiterà l’Incontro del 2020. Se ne era già parlato al coordinamento di settembre e si è confermata la candidatura di Roma. Al riguardo l’immortale vetero Giovanni Fiori si è caricato dell’impegno, consapevole che al momento le forze sono ancora poche, ma che in corso d’opera ne arriveranno sicuramente tante e di valide e che comunque i trentini resteranno sullo sfondo a dare una mano per quello che la loro esperienza potrà servire.

Ora Giovanni approfondirà i contatti già presi e entro l’anno potrà sciogliere la ‘riserva’ e  confermare al mondo che a ottobre 2020 saremo almeno in 1000 a Roma capitale! Se qualcosa dovesse andare storto (ma non succederà!!!!) si troveranno altre soluzioni, avendo anche il paracadute di Trento se proprio quest’anno non ce la facessimo a cambiare. Si è anche accennato a come operare qualche cambiamento nel ‘format’ dell’Incontro. Sono anche spuntate delle idee ma si è rimandato a gennaio approfondire e definire le possibili ‘novità’.

Nel corso della discussione sulla sede dell’Incontro nazionale si è sempre più spesso fatto rimando alla opportunità/necessità (e il nostro libro è nato in fondo per questo) che in tutte le Regioni dove siamo presenti si mettano in campo iniziative addizionali, altre e diverse, per rendere il movimento presente e visibile non solo nell’Incontro nazionale, ma il più possibile in tutte le realtà italiane dove siamo già presenti e provare a entrare in quelle dove ancora manchiamo.

Per questo le realtà presenti si sono prese l’impegno di dedicare i prossimi 2 mesi a dare libero sfogo alla fantasia per arrivare al prossimo coordinamento di Bologna, che è già stato fissato per sabato 18 gennaio 2020 dalle 10.00 alle 17.00 con cibarie portate un po’ da tutti per evitare interruzioni, nella consueta sede e con proposte una più bella dell’altra, non escludendo di inventarsi un evento nazionale o internazionale come in passato più volte e con grande successo abbiamo fatto.

Parlando dei presenti mi riferisco a: Lombardia, Veneto, Trentino, Emilia e Romagna, Toscana, Umbria, Lazio. Non erano presenti ma do per scontato che porteranno il loro contributo il 18 gennaio: Friuli, Liguria, Piemonte, Marche, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e spero anche Sardegna.  Meglio ancora se se ne aggiungeranno altre!!!

Una bellissima scommessa che possiamo solamente vincere! A questo proposito è stato suggerito a tutte le realtà regionali/provinciali di organizzare o riorganizzare dei coordinamenti locali, che dove sono stati fatti nascere, hanno dimostrato tutto il loro valore nel poter diffondere il movimento e renderlo più presente e forte. E qui mi fermo!

 

  1. Organizzazione di una 2 giorni sul supporto tra pari, in linea di massima a Bologna a inizio aprile 2020

Chi non ne era al corrente compiutamente è stato informato dell’iniziativa nata circa 6 mesi fa, in modo del tutto casuale, di organizzare una 2 giorni sul ‘supporto tra pari’. Negli ultimi anni sempre più spesso si sono resi presenti e operativi nel Servizi di salute mentali utenti (e qualche familiare) per andare a costituire un importante valore aggiunto nell’operatività dei Servizi portandovi tutto il valore preziosissimo del proprio sapere esperienziale maturato attraverso l’esperienza personale del disagio. La 2 giorni ha 2 promotori, Le Parole ritrovate con i loro UFE presenti in alcune regioni italiane e la Regione Emilia Romagna con la rete diffusa in tutte le provincie degli ESP. Si aggiungeranno altre realtà associative e istituzionali per dare maggior forza e visibilità all’evento. Obiettivo dichiarato quello di rendere esplicito e forte il valore del sapere esperienziale e di fare il punto sullo stato dell’arte di esperienze di supporto tra pari che sono al momento poco collegate tra loro e caratterizzate da difformità che non ne aiutano lo sviluppo in una dimensione nazionale e di contrattualità con il Ministero, le Regioni, le ASL, i DSM. Senza ovviamente voler omologare tutto a fattor comune la 2 giorni sarà una occasione preziosa per trovare comuni denominatori che facciano del supporto tra pari un interlocutore sempre più importante del mondo della salute mentale. Per dare un’idea di cosa andremo ad approfondire, a partire da quanto in essere nelle varie realtà coinvolte, abbiamo pensato ad esempio a confrontarci in particolare su: selezione e reclutamento dei pari; pari utenti e familiari o solo utenti; la formazione dei pari; le regole di ingaggio dei pari rispetto a DSM/ASL/Regioni e la loro rappresentanza nel sistema della salute mentale; Il riconoscimento economico; i rischi di istituzionalizzazione; le aree di attività dei pari; la loro valutazione. La 2 giorni si concluderà auspicabilmente con la stesura di un documento che funga da Carta nazionale sul supporto tra pari, che orienti le diverse esperienze in essere e costituisca la base per i necessari confronti con gli interlocutori istituzionali.

 

  1. ll cammino del ‘nostro’ libro

Unanime il consenso sull’ottima idea che abbiamo avuto nel mettere in circolo il libro sulla nostra storia arricchita da tante esperienze che amici di tutta Italia hanno scritto per il libro rendendolo un vero manuale di istruzioni per l’uso in tema di ‘‘fareassieme’’. Altrettanto unanime il giudizio positivo che il libro sta raccogliendo dove viene diffuso. Motivo questo che ci siamo (ri)detti ci deve stimolare a presentarlo nel maggior numero di posti possibile. Occasione splendida per far conoscere meglio il movimento e stringere alleanze fino ad oggi difficili da costruire, specie con il mondo istituzionale. Le presentazioni fatte sino ad ora si sono rilevate sempre molto piacevoli e utili e merita davvero fare qualche piccolo sforzo per proporsi dalle alpi alle Piramidi….. Se ci fossero realtà che si sentono più sicure dalla presenza del vostro antico segretario o di qualche storico di Parole ritrovate basta dirlo. Massima disponibilità da parte di tutti. Venerdì pomeriggio c’è stata una bellissima presentazione del libro  a Thiene organizzata da Sabrina e dalla sua band. Il momento più bello è stato quando ha preso la parola Rosita una utente del luogo che ci ha raccontato di come si è trovata la prima volta che è venuta ad un incontro nazionale di Parole ritrovate. “Era forse la prima volta che andavo ad un convegno e non sapevo cosa aspettarmi. Ma dopo un po’ che sentivo utenti familiari e operatori parlare delle loro esperienze e rendere le loro testimonianze ho sentito  una cosa bellissima ’la fragranze della libertà’”. Grazie Rosita in quelle 2 parole hai regalato a tutti noi che eravamo presenti e a tutti quelli che ti leggeranno in questa mail l’immagine più bella delle Parole ritrovate!

Come penso sappiate Erickson ha già fatto a inizio ottobre una prima ristampa che credo sia già andata più o meno esaurita. Per chi fosse interessato ad acquisirne un numero significativo (dai 20 in su)  è bene scriva a Cecilia che segue la situazione ( mail cecilia.piffer@erickson.it). Se Erickson fosse in difficoltà tenute conto che Trento ha fatto scorte e può supplire per un certo periodo.

 

  1. La missione India

Come era già stato accennato nel coordinamento di settembre Parole ritrovate è stata ufficialmente coinvolta nel progetto che gli amici di Prato hanno sviluppato in India da ormai quasi 15 anni. Era presente Lamberto Scali, pratese, storico amico di Parole ritrovate e uno degli animatori del progetto India. Ci ha raccontato la storia del Progetto che per molti anni ha visto gruppi di utenti, operatori, volontari pratesi, legati al DSM e alla Polisportiva Aurora, accompagnati spiritualmente e fisicamente dalla vulcanica Suor Paola, recarsi a Kochi nella regione del Kerala per rendere vivibile, sia da un punto di vista alloggiativo che relazionale, una struttura che ricorda i nostri manicomi pre 180. Col cuore e con le braccia quel luogo dantesco ha ripreso un po’ alla volta sembianze umane con grande soddisfazione di tutti. Purtroppo negli ultimi 2 anni le cose sono ‘precipitate’ e a causa di un cambiamento nella politica locale tutto il lavoro fatto è andato in larga misura perso. Negli ultimi mesi a complicare le cose ci sono stati alcuni scandali legati a una gestione economica truffaldina della struttura. Alla fine forse non tutto il male è venuto per nuocere e l’amministrazione ha deciso che la struttura verrà chiusa entro il 31 dicembre di quest’anno. I 200 ospiti verranno trasferiti in altre strutture (50 saranno accolti dalle suore di Paola) con un sicuro giovamento. Negli stessi mesi era intanto partito un altro progetto che vedeva, da parte delle Suore, la volontà di dar vita ad una comunità terapeutica in locali già individuati e fruibili. Gli amici di Prato hanno pensato (male) di chiedere al vostro antico segretario di andare con loro a Kochi e provare a dare una mano non solo nell’attivazione della comunità terapeutica, ma nel provare a dar vita a qualcosa che assomigli ai nostri Centri di salute mentale, realtà che in India non esiste. L’India ha una salute mentale che richiama un po’ quella americana (strutture di eccellenza  per i ricchi che pagano le assicurazioni, strutture fatiscenti per i poveri che non sono in grado di coprirsi le spese di una sanità che va pagata se la si vuole di qualità). Ci sono peraltro iniziative legate al volontariato e alle ONG oltre che al mondo religioso che sono attive e una rete sociale che funziona abbastanza bene. Oltre al ruolo fondamentale che gioca la famiglia nella cultura indiana. Insomma una realtà complessa e una grande scommessa da cui speriamo di veder nascere quello che Parole ritrovate hanno saputo portare in altre realtà nei 4 continenti (ci manca l’Australia!). La missione India si svolgerà nell’ultima settimana di novembre e nella prima di dicembre.  Al rientro vi aggiorneremo, sicuri di portarvi buone nuove!!!

 

  1. Varie ed eventuali

Siamo arrivati quasi alle 3 e se anche c’erano varie ed eventuali nessuno si è proposto, colpito da fame e voglia di riprendere la strada di casa.

 

Vi ricordo l’appuntamento di sabato 18 gennaio, Bologna consueta sede, ore 10.00-17.00 per riprendere alcuni aspetti dell’Incontro nazionale e soprattutto portare le proposte di iniziative aggiuntive che ci dovranno vedere impegnati un po’ in tutta Italia.

 

Baci tanti

 

Renzo

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Commenti: 1
  • #1

    Rosita Grazian (domenica, 17 novembre 2019 20:51)

    Sono molto emozionata perché ho appena letto il messaggio che ha voluto condividere con me, la dottoressa Sabrina Marangon via Messenger! Dal dottor Renzo De Stefani sulla riunione del coordinamento di LE PAROLE RITROVATE Sono sbalordita dal fatto di essere stata così considerata per la mia testimonianza . Ho solo detto la Verità! Sono arrivata a Trento nel 2010 grazie all'associazione Ri...trovarsi di cui Sabrina è stata socia fondatrice. Già da 2 anni frequentavo l'associazione dopo un t.s.o. Ma non ero ancora riuscita a superare il mio auto-stigma. Sicuramente la conoscenza del movimento, il clima che ho respirato in quel primo convegno, è stato un grande passo del mio percorso per una ricostruzione personale! Grazie di esistere! Grazie dottore Renzo de Stefani! Grazie della grande sorpresa! Buona vita a tutti!

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Marie Francois Delatour

 

Alimentazione e salute mentale

 

Pendragon.Edizioni

 

dalla Newsletter n.623 di PSICORADIO

 

In questa puntata parliamo dei corpi delle persone con un disturbo psichico; quel corpo che è quasi un rimosso, quando si parla di salute mentale. Corpi che troppo spesso sono vittima degli effetti collaterali di psicofarmaci e di cattivi stili di vita di cui ci si occupa troppo poco, come fossero conseguenze inevitabili del disturbo psichico.

Un esempio: alcuni psicofarmaci provocano un forte acquisto di peso, anche 10 o 20 chili, che in breve tempo trasforma il corpo.

Marie Francois Delatour , presidente del CUFO (Comitato Utenti, Familiari e Operatori), che riunisce 34 associazione della salute mentale, insieme alla nutrizionista Anna di Muzio , ha scritto un libro dal titolo “ Alimentazione e salute mentale ”, edito da Pendragon.

“ Lo spunto principale del libro è stata proprio la preoccupazione dei familiari e dei pazienti rispetto agli effetti collaterali di molti psicofarmaci. - racconta Delatour - Da qui nel 2015 è partito un percorso con l’Azienda USL di Bologna, per migliorare il benessere fisico delle persone con disagio psichico, attraverso piani alimentari, diete personalizzate, attività fisica e un continuo monitoraggio degli obiettivi raggiunti dai singoli pazienti.

I risultati sono stati subito evidenti: riduzione del peso, migliore qualità del sonno, un’attività intestinale più regolare e in alcuni casi anche una riduzione delle quantità di farmaci assunti ”. Il programma ha coinvolto famiglie, utenti accolti in gruppi appartamento o in altre strutture residenziali; molti all’inizio del progetto non cucinavano mai in casa e spesso non sapevano realizzare neanche le ricette più semplici. Poi “ hanno scoperto il piacere di cucinare insieme e anche della convivialità della tavola. Il cibo è diventato lo strumento per stare con gli altri”.

“ Alimentazione e salute mentale” non insegna solo a mangiare meglio : una parte del libro è dedicata a teorie di cui oggi si sente parlare sempre più spesso, che collegano alcuni disturbi mentali con il sistema immunitario, lo stato di alcuni organi, primo tra tutti l’intestino, ed i livelli di infiammazione presenti nel corpo. Per esempio, viene ricordata la recente traduzione di un libro di Edward Bullmore - neuropsichiatra, neuroscienziato e dal 1999 professore di psichiatria all'università di Cambridge: La mente in fiamme – un nuovo approccio alla depressione , (Bollati-Boringhieri). Il testo inizia con spiegazioni sul funzionamento del sistema immunitario e con risultati di studi secondo i quali l’infiammazione del corpo puo’ rientrare tra le cause della depressione (per chi vuole approfondire ) .
Secondo questo approccio, curare un disturbo psichico non vuol dire solo attenuarne i sintomi, ma prendersi cura del paziente nel suo complesso, corpo e mente - che non sono ambiti così separati.

 

 

clicca sulla scheda del libro: 

http://www.pendragon.it/libro.do?id=2849

 

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