QUEL BACIAMANO E QUELLA LETTERA DI SCUSE Riflessioni sul conformismo (Gianfranco Conforti)

 

 

È recente la sentenza della Corte d’Assise di Roma sulla morte di Stefano Cucchi. Non entro nel merito. Una cosa, però, mi ha colpito: il baciamano fatto dal Maresciallo superiore Salvatore Caporaso alla sorella del geometra morto a causa delle percosse subite. Il maresciallo ha affermato che è stato un gesto spontaneo, determinato dalla conoscenza della famiglia Cucchi avvenuta in questi anni di dibattimento processuale.

Ma, oltre al gesto di educazione e di galanteria, ho percepito altro. Sarà una mia impressione, anzi senz’altro lo è, ma in quel gesto ho visto la voglia di liberarsi di un peso. Vi ho visto il desiderio di lavare l’uniforme dell’Arma a cui lui appartiene e che è stata oltraggiata dal comportamento di alcuni commilitoni.

Ecco che inizio ad affrontare il senso di queste mie riflessioni: anche in ambienti in cui vige l’ordine dell’obbedienza ai superiori e dell’uniformità (dove non a caso si indossa un’uniforme) si può alzare la testa, ci si può esporre per ciò che è giusto e non adagiarsi nell’opportunismo.

Un fatto analogo, seppur con molto meno clamore mediatico, è avvenuto in ambito psichiatrico. Mi riferisco al caso della morte di Francesco Mastrogiovanni, ricoverato in regime di Trattamento Sanitario Obbligatorio presso la psichiatria di Vallo della Lucania, avvenuta dieci anni fa; nel 2009, proprio come Stefano Cucchi. È notizia di questi giorni la lettera1 in cui un infermiere del reparto chiede scusa alla famiglia di Mastrogiovanni, ammettendo che il comportamento di chi doveva assisterlo fu barbaro. Anche in questo caso non entro nel merito ma mi limito a sottolineare che tutti gli articoli sottolineano come il paziente fu tenuto legato per più di 80 ore senza mangiare né bere e la constatazione della morte avvenne sei ore dopo il decesso.

Si può mantenere l’umanità anche in trincea? Mi ritornano in mente le parole che scrisse Luciano Jolly: “affermare il diritto al sentimento, nel maschio, è quasi un atto rivoluzionario: in tutte le caserme del mondo si è insegnato che esso è una debolezza”2. In certi ambienti sembra che non ci possa essere spazio per tentennamenti romantici, perché chiamati ad assolvere compiti a contatto con l’urgenza, con la violenza, con pericoli da gestire. Eppure vi è chi non accetta l’omologazione all’urlo, alla sopraffazione, alla cieca obbedienza agli ordini, all’essere sbrigativi. Penso che anche dove il conformismo ti induce a violare o, nella migliore delle ipotesi, a non curarti dei diritti di chi viene a contatto con te in una posizione più debole sia giusto opporsi. Certo ciò non rende la vita facile perché si entra nel campo dell’eresia. Lo sottolineano chiaramente Giulia Bonavia e Alessandra Ferrari quando scrivono che “eretico è chi si ribella al sonno delle coscienze, chi non si rassegna alle ingiustizie”3. Eppure opporsi alla violenza è non solo eticamente giusto ma anche utile onde impedire che il sonno della ragione causato dal conformismo e dall’abbruttimento generi effetti non calcolati, non voluti. Ma mi preme, qui e ora, sottolineare che occorre saper dire no a certi comportamenti non solo perché possono essere egoisticamente dannosi.

Occorre farlo perché è giusto e basta.

 

Gianfranco Conforti

 

1       – Vedi, tra i molti articoli, https://www.ilmattino.it/salerno/caso_mastrogiovanni_la_lettera_siamo_stati_barbari_nell_assistere_franco-4869146.html;

2       – Luciano Jolly, Un ciclo della vita, in Gianfranco Conforti, Sarà bello rivederti, Fusta Editore, Saluzzo, 2011, pag.4;

3       – Giulia Bonavia e Alessandra Ferrari, La scia di un aereo, in Rendiconti Cuneo 2019, pag.172.

 

 

questo articolo uscirà anche su IL GRANELLO DI SENAPE di Dicembre 2019

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Marie Francois Delatour

 

Alimentazione e salute mentale

 

Pendragon.Edizioni

 

dalla Newsletter n.623 di PSICORADIO

 

In questa puntata parliamo dei corpi delle persone con un disturbo psichico; quel corpo che è quasi un rimosso, quando si parla di salute mentale. Corpi che troppo spesso sono vittima degli effetti collaterali di psicofarmaci e di cattivi stili di vita di cui ci si occupa troppo poco, come fossero conseguenze inevitabili del disturbo psichico.

Un esempio: alcuni psicofarmaci provocano un forte acquisto di peso, anche 10 o 20 chili, che in breve tempo trasforma il corpo.

Marie Francois Delatour , presidente del CUFO (Comitato Utenti, Familiari e Operatori), che riunisce 34 associazione della salute mentale, insieme alla nutrizionista Anna di Muzio , ha scritto un libro dal titolo “ Alimentazione e salute mentale ”, edito da Pendragon.

“ Lo spunto principale del libro è stata proprio la preoccupazione dei familiari e dei pazienti rispetto agli effetti collaterali di molti psicofarmaci. - racconta Delatour - Da qui nel 2015 è partito un percorso con l’Azienda USL di Bologna, per migliorare il benessere fisico delle persone con disagio psichico, attraverso piani alimentari, diete personalizzate, attività fisica e un continuo monitoraggio degli obiettivi raggiunti dai singoli pazienti.

I risultati sono stati subito evidenti: riduzione del peso, migliore qualità del sonno, un’attività intestinale più regolare e in alcuni casi anche una riduzione delle quantità di farmaci assunti ”. Il programma ha coinvolto famiglie, utenti accolti in gruppi appartamento o in altre strutture residenziali; molti all’inizio del progetto non cucinavano mai in casa e spesso non sapevano realizzare neanche le ricette più semplici. Poi “ hanno scoperto il piacere di cucinare insieme e anche della convivialità della tavola. Il cibo è diventato lo strumento per stare con gli altri”.

“ Alimentazione e salute mentale” non insegna solo a mangiare meglio : una parte del libro è dedicata a teorie di cui oggi si sente parlare sempre più spesso, che collegano alcuni disturbi mentali con il sistema immunitario, lo stato di alcuni organi, primo tra tutti l’intestino, ed i livelli di infiammazione presenti nel corpo. Per esempio, viene ricordata la recente traduzione di un libro di Edward Bullmore - neuropsichiatra, neuroscienziato e dal 1999 professore di psichiatria all'università di Cambridge: La mente in fiamme – un nuovo approccio alla depressione , (Bollati-Boringhieri). Il testo inizia con spiegazioni sul funzionamento del sistema immunitario e con risultati di studi secondo i quali l’infiammazione del corpo puo’ rientrare tra le cause della depressione (per chi vuole approfondire ) .
Secondo questo approccio, curare un disturbo psichico non vuol dire solo attenuarne i sintomi, ma prendersi cura del paziente nel suo complesso, corpo e mente - che non sono ambiti così separati.

 

 

clicca sulla scheda del libro: 

http://www.pendragon.it/libro.do?id=2849

 

Turismo
in Langa

 

Regala un’emozione… nelle Langhe

In occasione del Natale 2019, l’Associazione Turismo in Langa vi propone alcune idee regalo nella meravigliosa cornice delle Langhe e del Roero.

clicca su http://www.turismoinlanga.it/it/regala-unemozione-nelle-langhe/

PANETTONE GELATO

 

Ogni anno a Natale il panettone non può mancare sulla tua tavola, ma quest’anno vorresti cambiare un po’? Eccovi accontentati! Questa è una soluzione velocissima per creare un dessert al cucchiaio goloso e gradito da tutti, a partire da un panettone classico. Ti mostro come preparare il panettone gelato, questa volta farcito con gelato alla stracciatella, ma puoi sbizzarrirti secondo i tuoi gusti, con gelato dai gusti cremosi o alla frutta, oppure utilizzare un panettone al cioccolato, o ancora, un panettone classico all’uvetta, senza canditi, e arricchito con gocce di cioccolato. 

 

Per la ricetta clicca su

https://unabloggerincucina.it/panettone-gelato/