RIGENERARE LA SOLIDARIETÀ NEI TERRITORI (www.animazionesociale.it)

 

 

 

Il seminario “Rigenerare la solidarietà nei territori” (7- 8  febbraio 2020) si inserisce all’interno delle numerose iniziative che si terranno a Padova: Capitale  europea del Volontariato 2020.

 

 

Durante il seminario cercheremo di capire come oggi sia possibile rigenerare la solidarietà universale nei diversi contesti di vita delle persone.  Una solidarietà che alimenti il legame tra diversi, sviluppi senso di appartenenza alla collettività e rafforzi l’importanza della responsabilità sociale diffusa.

 

Attraverso il seminario e le altre iniziative programmate si intende coinvolgere il mondo del volontariato e dell’impegno civile. La sfida è trasformare Padova in città-laboratorio per  attrarre idee, attivare progetti, promuovere confronti sulle diverse esperienze locali, nazionali ed europee.  

 

Il seminario è organizzato dal Comune di Padova, dal CSV di Padova in collaborazione con la Rivista Animazione Sociale ed è pensato in preparazione a un Convegno europeo che si terrà a Padova a fine 2020.

 

Interverranno (in ordine alfabetico):

-Emanuele Alecci,

-Maurizio Ambrosini,

-Stefano Bolognesi,

-Roberto Camarlinghi,

-Francesco d’Angella,

-Franco Floris,

-Niccolò Gennaro,

-Franca Olivetti Manoukian,

-Sergio Manghi,

-Claudia Marabini,

-Michele Marangi,

-Gino Mazzoli,

-Salvatore Natoli,

-Stefania Pasqualin,

-Stefano Pasta,

-Marco Rossi Doria,

-Maria Pia Veladiano.

 

Segreteria organizzativa: Animazione Sociale 

e-mail: solidarieta.padova@gmail.com – tel.  331 5753829

 

tratto da: www.animazionesociale.it

link: http://www.animazionesociale.it/solidarieta-padova/

 

 

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Daniele Mencarelli

Fame d'aria

 Mondadori

Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D'un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento peggiore: di venerdì pomeriggio, in mezzo al nulla. Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese più vicino, Sant'Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall'auto è evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l'auto, padre e figlio trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, è proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant'Anna del Sannio, poche centinaia di anime, è un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana. Ad aiutare Agata nel bar c'è Gaia, il cui sorriso è perfetta sintesi del suo nome. Sarà proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneità ogni apparenza. Perché Pietro è un uomo che vive all'inferno. "I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione." Ma la povertà non è la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all'altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca. Il dolore di Pietro, però, si troverà di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l'umanità che ancora resiste, fatta il più delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole. Con "Fame d'aria", Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti più intensi: l'amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

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