FILOFOBIA: LA PAURA DI AMARE (Teresita Forlano)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La parola filofobia deriva dal greco “philos” (amore) e “fobia” paura irrazionale; è la paura di amare o di innamorarsi, che impedisce di instaurare relazioni sentimentali, anche quando si provano sentimenti intensi per l’altra persona.

La filofobia è diffusa sia tra uomini, che tra le donne ed insorge quando si è in procinto di intraprendere o approfondire una relazione sentimentale.

Si manifesta con gli stessi sintomi dell’ansia, e nei casi più estremi con attacchi di panico. I filofobici, quando avvertono i presupposti per una relazione coinvolgente oppure la possibilità di instaurare un rapporto più stabile, sentono di non essere in grado di gestire le emozioni che l’esperienza comporta.

Per difendersi mettono in atto comportamenti di evitamento, come: mostrarsi distaccati, poco interessati, ridurre i contatti fino ad allontanarsi o interrompere la relazione. Maggiore è la tendenza a scappare, più forte è la paura.

Alcuni filofobici razionalizzano il problema con riflessioni tipo: “ Non era il momento….non poteva funzionare”, riversando le cause del fallimento relazionale all’altro o alla situazione.

Altri invece soffrono per la propria condizione, riconoscendo che le difficoltà affettive sono dovute alle proprie resistenze, ma preferiscono non rischiare e restare ancorati al proprio guscio protettivo.

Spesso si tratta di persone realizzate nel lavoro, integrate socialmente, dedite a numerose attività con cui compensare il senso di solitudine interiore. Quando decidono di intraprendere una relazione sentimentale, scelgono storie complicate, poco impegnative, o a distanza, in modo da evitare di provare sentimenti intensi.  In questo modo, possono coinvolgersi in modo limitato, senza oltrepassare una certa soglia emozionale. Provocano litigi per far si che sia il partner a chiudere la relazione. Oppure ricercano difetti nel loro partner per utilizzare questi presunti difetti come giustificazione per non andare più a fondo nei loro sentimenti. Altri, si tirano indietro quando sentono che la relazione sta per diventare più seria, smettono di uscire con il partner, evitano di rispondere al telefono e inventano continuamente scuse per non vederlo.

Alla base di questi comportamenti c’è la paura di instaurare relazioni intime, percepite come una minaccia alla propria stabilità emotiva, la convinzione che amare equivale a soffrire, per tanto il coinvolgimento affettivo è vissuto come un’esperienza da cui è necessario proteggersi.

Ogni persona possiede le proprie predisposizioni individuali ed ha una sua storia affettiva e familiare, per tanto la paura di amare può avere diversi nuclei portanti.

  • Una delusione amorosa o una serie di rapporti fallimentari possono inibire la possibilità di intraprendere una nuova relazione, per tutelarsi dal rischio di un’altra delusione e della conseguente sofferenza.
  • Contesti familiari affettivamente freddi, svalutanti o in cui si sono verificati lutti, abbandoni, separazioni, generano vissuti di insicurezza affettiva da cui deriva un atteggiamento di diffidenza verso l’altro. Spesso queste persone tendono a proteggersi dall’innamoramento per paura di essere nuovamente rifiutate o abbandonate, com’è accaduto con i propri genitori.
  • Questa fobia può essere presente in persone che non sono disposte a perdere il controllo e a mostrare le proprie debolezze. Anche perché amare e instaurare una relazione comporta l’esposizione di sé all’altro, comprese le proprie debolezze.

È possibile curare e guarire la filofobia chiedendo aiuto ad uno psicoterapeuta, se realmente motivati e consapevoli del proprio problema/ disagio, e delle conseguenze che il comportamento fobico sta provocando nella propria vita, ossia il vissuto di solitudine che può cronicizzarsi e, la perdita di fiducia in sé e negli altri.

 

Teresita Forlano

Psicolopga, Psicoterapeuta e Sessuologa 

Aversa

tratto da: https://www.teresitaforlano.it/filofobia.html

Scrivi commento

Commenti: 0

 Questo sito è iniziato

il 02-06-2014

 

TOTALE

VISITE: 93817

 

MEDIA 

GIORNALIERA

VISITE 

negli ultimi 30 giorni: 66

Dati aggiornati

al 15-04-2021

---------------------------------

DATI COMPLETI SITO MENTEINPACE
anni 2014-2019
DATI SITO 2014-2019.pdf
Documento Adobe Acrobat 797.1 KB

PROGETTO

"COSA SI FA DI BELLO?"

anni 2020-2021

PROGETTO: "COSA SI FA DI BELLO?"
anni 2020-2021
cosa si fa di bello.pdf
Documento Adobe Acrobat 523.8 KB

PROGETTO

"ANCORA INSIEME" Relazione finale

PROGETTO "ANCORA INSIEME"
Relazione finale
ANCORA INSIEME - REL. FINALE.pdf
Documento Adobe Acrobat 83.2 KB
PROGETTO RESTART AND RECOVERY. Una rete di comunità per la salute mentale
Cooperativa Proposta 80
PROGETTO Restart and Recovery.pdf
Documento Adobe Acrobat 1'011.6 KB

---------------------------

---------------------------------------------

NEWSLETTER DI MENTEINPACE

per riceverla

     scrivi una mail a      menteinpace@libero.it

----------------------------------------------

 

GUARDA LE NOVITA' della

CASA DEL QUARTIERE DONATELLO

http://www.casadelquartieredonatello.it

---------------------------------------------------------

 

 Elena Marchesini

Quando un bocciolo si sente gemma

Una favola per raccontare la disforia di genere

In Riga Edizioni

Il libro affronta, in modo delicato, il tema della disforia di genere dal punto di vista del bambino che la vive. È la storia di un piccolo che nasce bocciolo ma si sente gemma. Usando la metafora del mondo dei fiori e della natura, si entra nel cuore e nella mente di questo germoglio che inizia un percorso di ricostruzione della sua identità nel rispetto di sé stesso. Ogni personaggio che incontra sul suo cammino arriva al momento giusto per dare un insegnamento, stimolare una riflessione, ascoltare uno sfogo. Pagina dopo pagina, si comincia un viaggio dentro le emozioni dei personaggi e si scoprono alcune delle sensazioni che proviamo quotidianamente noi tutti. Una favola adatta per giovani adulti e grandi bambini, che sa insegnare come si possa essere felici in modo unico e speciale. La felicità non si copia dagli altri. Ognuno deve cercare la propria. I genitori che vogliono accompagnare i bambini in questo viaggio possono trovare in questo libro uno strumento per accedere, esplorare, accettare e gestire le emozioni e le diversità. Età di lettura: da 7 anni.

 

CLICCA QUI

 

 

-----------------------------------------------------------

 UNA BLOGGER IN CUCINA

 

Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

Cucini insieme a me?

 

Per visitare il blog

CLICCA QUI