ROCK SPECTRUM: AUTISMO E MUSICOTERAPIA (Psicoradio, news n. 629)

In questa puntata parliamo di autismo con Stefano Cainelli, musicoterapeuta e fondatore di  Mente Locale. Il progetto tratta con la musica le persone con autismo ad alto funzionamento. Da questa sperimentazione è nato un gruppo musicale,   Rock Spectrum (nella foto la band in concerto): la musica suonata è il rock e i suoi musicisti tutte persone con autismo. “Queste persone percepiscono la musica come la percepiamo noi. Questo significa che la musica è un terreno di condivisione”.

 

Il progetto Mente Locale

 

Stefano Cainelli, musicoterapeuta, collaboratore del Dipartimento di Psicologia dell’Università   di Trento, ha creato il progetto Mente Locale che tratta con la musica persone nello spettro autistico ad alto funzionamento. I disturbi dello spettro autistico si determinano quando il bambino è ancora nella pancia della madre. Possono comportare in seguito diverse alterazioni nelle abilità sociali: per esempio mantenere viva l’attenzione, mettersi nei panni degli altri, capire le persone e la reciprocità delle emozioni. Spesso i comportamenti sono ripetitivi, e alcuni interessi possono assorbire completamente la persona. Le cause di questo disturbo sono molteplici e ancora al vaglio degli studiosi. È un disturbo che dura tutta la vita ma che può migliorare con la terapia precoce.

 

Rock Spectrum

 

Il gruppo nato dai laboratori musicali si chiama “Rock spectrum”: rock è la musica suonata, spectrum perché tutti i suoi musicisti sono persone con autismo. Obiettivo di questi laboratori è faviorire l’incontro e l’interazione tra queste persone attraverso la musica. Come spiega il dott. Stefano Cainelli: “Le persone con autismo percepiscono la musica come la percepiamo noi. La valenza emotiva dei brani musicali è percepita nello stesso modo. Questo significa che la musica è un terreno di condivisione”. Quali sono gli stereotipi da sfatare sull’autismo?  “Che non provano emozioni, ad esempio. Oppure che non hanno voglia di relazione - in realtà ne hanno molto bisogno - ma non sanno come fare. Devono acquisire delle competenze per stare con gli altri. Per questo Asperger ha creato il termine neuro diversità: è una mente che funziona in modo diverso e va accettata per quello che è”.

 

Sono bizzarro sono originale

e mi chiedo se lo sei anche tu

sento voci nell’aria

vedo che per te non è lo stesso e non lo trovo giusto

non voglio sentirmi blu (…)

 

Queste parole sono di Benjamin, un bambino con la sindrome di Asperger, a cui era stato assegnato il compito di scrivere una poesia che iniziasse con “Io sono”.

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Francesca Mannocchi

Bianco è il colore del danno

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Il corpo di una scrittrice, in apparenza integro eppure danneggiato, diventa lo specchio della fragilità umana e insieme della nostra inarrestabile pulsione di vita. Francesca Mannocchi guarda il mondo attraverso la lente della malattia per rivelare, con una voce letteraria nuda, luminosa, incandescente, tutto ciò che è inconfessabile.


Quattro anni fa Francesca Mannocchi scopre di avere una patologia cronica per la quale non esiste cura. È una giornalista che lavora anche in zone di guerra, viaggia in luoghi dove morte e sofferenza sono all'ordine del giorno, ma questa nuova, personale convivenza con l'imponderabile cambia il suo modo di essere madre, figlia, compagna, cittadina. La spinge a indagare sé stessa e gli altri, a scavare nelle pieghe delle relazioni piú intime, dei non detti piú dolorosi, e a confrontarsi con un corpo diventato d'un tratto nemico. La spinge a domandarsi come crescere suo figlio correndo il rischio di diventare disabile all'improvviso e non potersi quindi occupare di lui come prima. Essere malata l'ha costretta a conoscere il Paese attraverso le maglie della sanità pubblica, e ad abitare una vergogna privata e collettiva che solo attraverso l'onestà senza sconti della letteratura lei ha trovato il coraggio di raccontare.

 

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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