ALBA: QUANDO UN CAMIONCINO FA UNA RIVOLUZIONE CULTURALE (Nicola Villa)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il 16 e 17 novembre ho partecipato a due giornate di formazione ad Alba, provincia di Cuneo, in Piemonte, organizzate dal circolo Arci Cinema Vekkio a chiusura del terzo anno di un progetto chiamato Cultura in movimento. Ci sono stato poche ore, ma mi sono fatto un’idea di chi lavora e fa progetti in quei luoghi.

In realtà il circolo Arci non si trova ad Alba ma a Corneliano d’Alba.

Il Circolo, come dice il nome, ha sede in uno ex cinema che può ospitare fino a cinquecento persone e negli ultimi venticinque anni ha animato un calendario di concerti di musica indipendente. (…)

Non ci troviamo in una zona depressa del nord, al contrario qui il territorio è ricco e popoloso (…), ma si tratta di una zona rurale e periferica molto frammentata dove i luoghi e le occasioni di aggregazione sono pochi specialmente per i più giovani. Qui da più di quindici anni lavora un nucleo di educatori di strada e operatori sociali guidato da Alberto Contu, soprannominato dai ragazzi Albi, che da qualche anno si sta interrogando su come agire su un territorio così vasto e tutt’altro che omogeneo.

Tre anni fa il gruppo di educatori, composto da Oreste Borra, Claudio Gorlier, Chiara Tarditi e Matteo Ternavasio, ha avuto l’idea di uscire dal circolo Arci e raggiungere i paesi intorno ad Alba: hanno acquistato un furgoncino Porter della Piaggio usato di colore rosso e con quello riescono, innanzitutto, a improvvisare un cinema all’aperto itinerante durante i mesi caldi. Basta poco: una piazza libera, ce ne sono centinaia dove non succede mai nulla, un proiettore, il telo arrotolato e le sedie, tutte cose che entrano agilmente nel Porter. Ma questo è solo l’inizio e l’obiettivo del progetto non è intrattenere, portare occasioni di svago nel territorio per bambini e ragazzi.

“Agiamo pensando che un cambiamento radicale delle nostre comunità non possa prescindere da un approccio popolare che parta dai vissuti, dalle condizioni reali dei ragazzi/e (e di noi tutti) e li colleghi ai grandi temi della società; – si legge nel documento che hanno scritto alla fine di questi tre anni – e che per unire pedagogia e politica in un rapporto fecondo di percorsi liberatori si debbano mutare e rendere sempre più calde le relazioni umane”. Sono quattro gli assi su cui si basa l’intervento sociale di questo gruppo: l’educazione, l’interrogarsi cioè criticamente sui metodi di approccio e le tecniche per includere chi si incontra; l’inchiesta sulla mappa e sul territorio in cui si lavora ponendosi anche le domande banali (dove si incontrano i ragazzi in quel paese?, quali sono i loro interessi? esiste una parrocchia attiva? che musica ascoltano?); la politica e quindi il puntare sul collettivo e tendere a delle domande trasformative; e infine la cultura, qui intesa come autoproduzione dei ragazzi cioè la restituzione in forma canzoni hip-hop, video, flash mob di quello che è stato il percorso.

In questi tre anni sono stati coinvolti 13 territori (da Alba a Barolo, passando per Bra, Murazzano, Cherasco e Bossolasco), più di cinquecento bambini dai 3 ai 14 anni e più di trecento ragazzi dai 15 ai 25 anni, in collegamento con gli enti pubblici e le associazioni già presenti.

La regola del progetto, mi sembra, quello di ramificare le possibilità e aprirsi all’inaspettato. Nel concreto, ad esempio, a San Damiano quest’anno, un paese di 8mila abitanti, la richiesta di un gruppo di adolescenti di avere un campetto da calcio dove giocare il pomeriggio si è trasformata in una riappropriazione di un giardino pubblico abbandonato che in poco tempo, oltre all’installazione delle agognate porte da calcetto, ha visto la nascita di uno skate park e un’arena all’aperto per il cinema e il teatro.

Da una richiesta banale si è arrivati a una riflessione sullo spazio pubblico: cosa possiamo fare per migliorare il luogo in cui viviamo ogni giorno?

Un anno fa Alberto Contu ha messo per iscritto i ragionamenti che hanno portato alla nascita del progetto: si può leggere qui. In questo articolo c’è scritta la teoria ma nella pratica ho notato un aspetto, durante le giornate di formazione, che è quasi sempre assente in contesti simili: l’assenza di autoreferenzialità.

Il problema, infatti, delle realtà che lavorano in contesti di educazione non formale, fuori o affiancate alla scuola e altre istituzioni, è il bisogno costante di autopromuoversi, di subordinare tutte le attività all’immagine che si vuole mostrare, perché in sostanza il referente è istituzionale e capisce solo quel linguaggio.

Nel caso di Cultura in movimento mi è sembrato che la relazione fosse messa al centro e non l’autorappresentazione del progetto. Una relazione con i giovani, che in effetti partecipano a tutte le diramazioni durante l’anno dal teatro ai laboratori di compiti a casa fino alla sala prove dove registrare le canzoni con il proprio gruppo, ma anche una relazione con gli adulti.

Durante le giornate di formazione buona parte dei laboratori erano, com’è naturale, diretti ai ragazzi e tenuti da ospiti esterni: per quello sul rap Militant A degli Assalti Frontali, Damiano Grasselli del Teatro Caverna per il teatro, Davide Crudetti di Zalab per quello sul video e sul fumetto Federico Manzone di Canicola. Ma buona parte dell’appuntamento era dedicato agli adulti, con tavoli sui quattro assi (politica, educazione, cultura e inchiesta) tenuti da ospiti esterni come Checchino Antonini, Stefano Laffi e Christian Raimo, in un clima più da assemblea che da formazione vera e propria.

L’ambizione è quindi alta e concreta: “praticare l’obiettivo” come diceva un grande sindacalista piemontese Pino Ferraris. Come si legge nel documento a conclusione di questi primi tre anni di sperimentazione: “Il tema di fondo è quello di costruire una pedagogia militante propedeutica ad un cambiamento radicale della società, non in modo ideologico e didattico, contenutistico, ma provando a far nascere il sentimento di una critica e di una ricerca pratica alternativa all’esistente per le nostre esistenze alienate e sfruttate.”

 

Nicola Villa

 

Tratto da: https://www.che-fare.com/cultura-movimento-alba/

Scrivi commento

Commenti: 0

PROGETTO

"COSA SI FA DI BELLO?"

anni 2020-2021

PROGETTO: "COSA SI FA DI BELLO?"
anni 2020-2021
cosa si fa di bello.pdf
Documento Adobe Acrobat 523.8 KB

PROGETTO

"ANCORA INSIEME" Relazione finale

PROGETTO "ANCORA INSIEME"
Relazione finale
ANCORA INSIEME - REL. FINALE.pdf
Documento Adobe Acrobat 83.2 KB

---------------------------

 Questo sito è iniziato

il 02-06-2014

 

TOTALE VISITATORI:52780

 

TOTALE VISITE:  77474

 

MEDIA GIORNALIERA VISITATORI

negli ultimi 30 giorni: 

39

 

MEDIA 

GIORNALIERA

VISITE 

negli ultimi 30 giorni: 

55

 

Dati aggiornati

al 06-07-2020

---------------------------------

DATI COMPLETI SITO MENTEINPACE
anni 2014-2019
DATI SITO 2014-2019.pdf
Documento Adobe Acrobat 797.1 KB

---------------------------------------------

NEWSLETTER DI MENTEINPACE

per riceverla

     scrivi una mail a      menteinpace@libero.it

----------------------------------------------

 

GUARDA LE NOVITA' della

CASA DEL QUARTIERE DONATELLO

http://www.casadelquartieredonatello.it

 LA FILIERA PSICHIATRICA IN ITALIA

da Basaglia a Bibbiano e fino al tempo del coronavirus

 

di Vincenza Palmieri

 

Armando Editore

 

https://www.armandoeditore.it/catalogo/la-filiera-psichiatrica-in-italia-da-basaglia-a-bibbiano-e-fino-al-tempo-del-coronavirus/

 

La Tutela dei Bambini non è una questione di partito, né di colore politico. Non è il Partito di Bibbiano, né di altra città. E non può essere trattata con frettolose soluzioni pasticciate in nome del Coronavirus. È una tragica questione umanitaria. È la FILIERA PSICHIATRICA!” A partire dalla Riforma Basaglia – che chiuse i manicomi – quarant’anni di storia italiana attraverso l’analisi delle tendenze normative e sociali; fino ad arrivare ai recentissimi fatti di cronaca del Covid-19, che dimostrano come ancora oggi taluni strumenti legislativi, economici, diagnostici e terapeutici si tramutino in armi, al servizio di un sistema che vede in bambini, famiglie e persone fragili, anziché soggetti da tutelare, occasioni da mettere a profitto.

 

 

Turismo
in Langa

 

Turismo in Langa
Corso Torino 4
12051 Alba (Cn)
Tel 0173.364030
SMS 331.9231050
info@turismoinlanga.it 

 

Clicca per visualizzare la home page dell'Associazione

http://www.turismoinlanga.it/it/

 UNA BLOGGER IN CUCINA

 

Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

Cucini insieme a me?

 

 

VISITA IL BLOG

 https://unabloggerincucina.it/