L'INNAMORAMENTO E IL DISTURBO OSSESSIVO (www.cufrad.it)

Se sei innamorato, rischi di più. Siamo nel territorio del Disturbo ossessivo-compulsivo (Doc) in cui il pensiero si fissa, la testa può venire occupata da numeri o musiche non volute, c’è un idea dominante che, appunto, domina. Notate qualche somiglianza con la fissità mentale sull’amato/a di chi è “caduto nell’amore”, come dicono gli inglesi?

LA RICERCA

A tirar fuori la passione e a metterla in laboratorio è una studiosa australiana, Emma M. Thompson partita da questa osservazione: in chi ha già alcuni sintomi tipici del Doc (grande precisione, idee fisse, maniacalità nel mettere in ordine ecc,..) il passaggio al disturbo completo è più rapido, impiega circa sette anni. La distanza si accorcia a cinque anni quando siano presenti queste caratteristiche: sesso maschile, altri disturbi psichiatrici, vissuto romantico. Gli studiosi della Monash University hanno esaminato i dati di 954 pazienti sotto cura, d’età media 35 anni, 358 sposati, 520 single, 62 divorziati. La gran parte di loro non lavorava all’epoca dell’indagine e circa la metà aveva una storia di disturbo ossessivo-compulsivo in famiglia.

L’UOMO PIU’ PORTATO ALL’OSSESSIONE

I ricercatori australiani per accedere a un così alto numero di pazienti sotto esame hanno potuto avvalersi di un noto Consorzio brasiliano concentrato sullo spettro del Disturbo ossessivo-compulsivo. La ricerca è stata, poi, pubblicata sul Journal of Affective Disorders. Ogni tre anni i ricercatori visitavano i quasi mille sotto esame e stabilivano lo stadio della malattia secondo consolidate scale di valutazione. Hanno così scoperto che i pazienti di sesso maschile, quelli sofferenti di agorafobia (paura degli spazi aperti o affollati) ma senza disturbo di panico, infine le persone affette da disturbo bipolare 2 di solito transitavano dal doc sotto soglia al doc pieno in cinque anni.

L’INNAMORAMENTO E I SUOI EFFETTI SUL CERVELLO

Altre caratteristiche che si sono rivelate pesare sulla velocità nell’aggravarsi del disturbo ossessivo-compulsivo: il maggior rigore nei sintomi religiosi/sessuali, più alti livelli di disturbo d'ansia generalizzata (Gad). Più veloci degli altri, come già accennato, nell’entrare in pieno nel doc sono gli innamorati che nella rivista scientifica sono descritti in stato di amorosa attrazione, di persone agli inizi di una storia intima o in procinto di sposarsi. Quelle palpitazioni in più in certi momenti di una storia d’amore sarebbero parenti prossimi del pensiero patologico che “palpita” sempre sugli stessi tasti.

LA PRIMA RICERCA SULLA SCARSA SEROTONINA

Ma questa ricerca, così suggestiva, ha avuto dei precedenti proprio nel nostro paese. Come rievoca una delle autrici dell’indagine, la dottoressa Donatella Marazziti, psichiatra dell’Università di Pisa: «Che l’amore "renda pazzi" è un’opinione comune e condivisa, da sempre, ma oggi supportata anche da numerosi dati scientifici. Il primo lavoro che ha dimostrato come alcuni innamorati avessero un basso livello di serotonina, un messaggero chimico del cervello, simile a quello in pazienti con disturbo ossessivo-compulsivo, risale infatti al 1999».

(...omissis...)

 

copia integrale del testo si può trovare al seguente link: https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/neuroscienze/se-lamore-diventa-doc-linnamoramento-e-il-disturbo-ossessivo

 


(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.cufrad.it)

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 Matteo Spicuglia

Noi due siamo uno

Storia di Andrea Soldi, morto per un Tso

add editore

 

Il 5 agosto 2015 la città è caldissima, qualcuno è già in vacanza, altri cercano un po’ d’aria nei giardini del quartiere.

Anche Andrea Soldi è seduto su una panchina, ma quella è la “sua” panchina sempre, in ogni stagione. Lì si rifugia quando i pensieri lo assalgono, lì trova conforto e si sente a casa. Andrea soffre da anni di schizofrenia, la madre, il padre e la sorella sono il suo sostegno e piazza Umbria il posto del cuore.

Ha quarantacinque anni, non è violento, non è mai stato pericoloso, eppure, quel 5 agosto morirà a causa di un Trattamento sanitario obbligatorio eseguito da alcuni vigili urbani e dal personale medico. Il processo è arrivato ora alla fase d’appello, ma questa forse è la cosa meno importante della storia.

Dopo la morte, la famiglia Soldi ha trovato alcune pagine che erano il diario di Andrea in cui la trascrizione lucidissima della sofferenza illumina il percorso psicologico e i silenzi che per anni lo avevano avvolto.

Matteo Spicuglia è un giornalista che ha seguito il caso e che non ha voluto fermarsi alla cronaca: a partire da quel diario allarga lo sguardo dalla panchina su cui è morto Andrea alla realtà dei TSO, dalla sua esistenza difficile al mondo della malattia psichica, dalla famiglia torinese alle tante altre che si trovano a convivere con pregiudizi e inadeguatezza dei servizi medici e sociali nella gestione di patologie che soffrono ancora lo stigma sociale.

Nel diario Andrea aveva scritto di sperare che la sua fatica e il suo dolore non passassero invano; questo libro è il motivo per cui ciò non avverrà.

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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