L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’IRRESPONSABILITÀ (Vittoria Gentile)

Siamo stati tutti molto turbati da queste immagini d’indecenza e vandalismo (perché è giusto dare alle cose il loro nome) che, purtroppo, ci stiamo anche abituando a ricevere come foto sgradite e ingombranti di ciò che resta dei fine settimana notturni nell’insostenibile “leggerezza delle non conseguenze”.

Sappiamo bene, che l’abuso di alcol, soprattutto (ma non solo) nelle fasce giovanili con i binge drinking, abbuffate alcoliche, delle notti a perdere del fine settimana, ma anche infrasettimanali, non sono un problema esclusivo di questa città. Così come i vandalismi annessi che vedono la luce del giorno come testimonianze imbarazzanti di disordinate e rumorose identità apparentemente vuote a perdere, come le bottiglie esibite su panchine, moli, strade.

Sappiamo anche che numerose sono le telecamere funzionanti, h24, in diverse piazze e sui porti di questa città. Ci chiediamo banalmente: perché le immagini raccolte non sono utilizzate per elevare multe, sanzioni, ammende ai diretti responsabili? Non è possibile crescere in assenza di valutazioni, ed esperienze sulle conseguenze dei propri comportamenti. O meglio, si cresce onnipotenti e vacui, di un piacere che si prende e si consuma senza confini tra le libertà personali e i diritti altrui. Non si è respons-abili verso gli altri.. e figuriamoci verso se stessi.

Chiediamo come cittadini alle istituzioni controlli e sanzioni, chiediamo, in fin dei conti, che questi ragazzi siano visti! In qualunque modo, “visti”. A partire dalle conseguenze molto tangibili delle loro azioni.

Sappiamo, peraltro, che quello di cui parliamo è un problema complesso, che non si risolve nella sola sanzione. Benché le sanzioni quelle “meritate”, e tutte.. in pubblico come privato, aiutino a crescere; come solo i No (sensati) possono fare! Chiamiamo sempre in causa le famiglie, perché chi è più adulto aiuti i più piccoli nel proprio nucleo a diventarlo a propria volta. Che compito difficile, l’autorevolezza non autoritaria di dare confini e limiti da piccoli, e poi continuando nella crescita, per avere adulti autenticamente liberi. E non falsamente onnipotenti.

(...omissis...)

Vittoria Gentile

 

copia integrale del testo si può trovare al seguente link: https://www.manfredonianews.it/2020/02/14/linsostenibile-leggerezza-delle-non-conseguenze/


(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.cufrad.it)

 

 

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 Matteo Spicuglia

Noi due siamo uno

Storia di Andrea Soldi, morto per un Tso

add editore

 

Il 5 agosto 2015 la città è caldissima, qualcuno è già in vacanza, altri cercano un po’ d’aria nei giardini del quartiere.

Anche Andrea Soldi è seduto su una panchina, ma quella è la “sua” panchina sempre, in ogni stagione. Lì si rifugia quando i pensieri lo assalgono, lì trova conforto e si sente a casa. Andrea soffre da anni di schizofrenia, la madre, il padre e la sorella sono il suo sostegno e piazza Umbria il posto del cuore.

Ha quarantacinque anni, non è violento, non è mai stato pericoloso, eppure, quel 5 agosto morirà a causa di un Trattamento sanitario obbligatorio eseguito da alcuni vigili urbani e dal personale medico. Il processo è arrivato ora alla fase d’appello, ma questa forse è la cosa meno importante della storia.

Dopo la morte, la famiglia Soldi ha trovato alcune pagine che erano il diario di Andrea in cui la trascrizione lucidissima della sofferenza illumina il percorso psicologico e i silenzi che per anni lo avevano avvolto.

Matteo Spicuglia è un giornalista che ha seguito il caso e che non ha voluto fermarsi alla cronaca: a partire da quel diario allarga lo sguardo dalla panchina su cui è morto Andrea alla realtà dei TSO, dalla sua esistenza difficile al mondo della malattia psichica, dalla famiglia torinese alle tante altre che si trovano a convivere con pregiudizi e inadeguatezza dei servizi medici e sociali nella gestione di patologie che soffrono ancora lo stigma sociale.

Nel diario Andrea aveva scritto di sperare che la sua fatica e il suo dolore non passassero invano; questo libro è il motivo per cui ciò non avverrà.

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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