SPEGNERE IL PROPRIO ODIO (Diego T., La Fenice-il giornale dal carcere)

Oggi ho avuto la fortuna di leggere un articolo prodotto da uno dei nostri più anziani membri appartenenti al gruppo de La Fenice. Un volto molto noto e molto simpatico, sicuramente non solo a me. Mi ha dato l’ispirazione per incominciare questo nuovo testo, soprattutto in relazione alla lettura del suo ultimo paragrafo, che citava l’importanza di “portare fuori dal carcere la nostra voce”, non solo con lo scopo di sfogare la sofferenza, la solitudine e la pena che proviamo noi detenuti, bensì con l’intento più aulico e nobile di trasmettere come si vive dietro le sbarre, fornendo informazioni e riportando emozioni, sentimenti, dinamiche relazionali a coloro che sono fuori, liberi, ma che possono proprio come noi commettere uno sbaglio, che sull’attimo può sembrare banale, ma le cui conseguenze possono comportare successivi esiti disastrosi. Una sorta di monito, di voce che dice “attento, non finire in galera”. Da quando si entra in carcere, inizia il vortice della Giustizia, con la sua lenta e macchinosa burocrazia, i frequenti errori umani e la disorganizzazione metaforica di questo Paese. La vita di ognuno di noi cambia drasticamente ed in peggio ovviamente.
C’è un detto sarcastico che circola tra noi detenuti: “Sai quando entri, ma non saprai mai quando e se uscirai”. E’ una frase che ha del vero, nonostante possa sembrare assurda. Chi ha la possibilità di avere una TV in cella e di essere aggiornato sulle news che circolano tra il territorio limitrofo e quello internazionale, si può benissimo rendere conto della crisi socio-culturale che sta affliggendo il mondo occidentale, soprattutto tra più giovani… Liti, omicidi, suicidi, violenze e crimini più disparati e sempre più frequenti in famiglia o tra droghe e vita notturna senza regole. Tanti valori umani stanno scomparendo e pare proprio che il senso del rispetto verso il prossimo e le cose o i beni altrui, oltre che il senso di autocontrollo stia sfuggendo di mano a moltissimi. La situazione generale è davvero complicata e porta a pensare che peggiorerà sempre di più nel tempo. Io stesso che all’età di 32 anni sogno ancora una famiglia e di poter avere dei figli, sono seriamente preoccupato per il futuro di questa società impazzita, quasi anarchica.

Oggi è molto facile (come già citavo sopra) finire in galera per un “piccolo sbaglio”, un raptus, per emulazione, per un beffardo senso di onnipotenza e mancanza di educazione. Ma una volta qui dentro… La vita ti presenta il conto, con tutti gli interessi. E’ davvero difficile tener duro.

Prima di tutto occorre prendere consapevolezza di ciò che si è commesso e non è affatto semplice, siccome spesso ci nascondiamo dietro a molte giustificazioni inutili per proteggerci dalla nostra stessa sporca coscienza. Sempre ammesso che riusciamo ad essere crudelmente sinceri con noi stessi, dobbiamo imparare subito le regole del carcere, a partire dal comportamento e dagli atteggiamenti da mostrare e non mostrare in cella, fino a quelli della sezione tra detenuti ed infine tra detenuti e le guardie di polizia giudiziaria. Il carcere è un mondo a parte, dove tempo e spazio sono deformati ed incostanti, le emozioni personali sono incostanti, così al pari le relazioni tra le persone. Tutto può cambiare in pochissimo tempo e spesso le novità non portano molto di buono, anzi…

Prendo atto che la Libertà e l’Amore non sono più solo metaforicamente i valori più importanti della vita, ma diventano solidamente (almeno per me) i punti cardine per interpretare i giorni che ho da vivere in una maniera differente, forse un po’ all’antica, ma basata sull’umiltà, sull’aiuto verso il più debole, sul donare e non aspettarsi necessariamente di ricevere qualcosa in cambio. Nutro la speranza di un mondo migliore, forse illusoria, ma è una forte motivazione per continuare a vivere e convivere qui dentro, aspettando la Libertà.

Auguro lì fuori a chiunque di spegnere il proprio odio, di aspettare e ragionare con calma prima di agire e soprattutto di reagire in forma violenta (che sia essa psicologica, piuttosto che fisica). Auguro di stare il più lontano possibile dalle situazioni pericolose e dai guai. Credo che “ciò che è fatto, poi torna sempre”.
Spero che questa flebile voce possa raggiungervi e contribuire a farvi ragionare ed a non sbagliare più volte come ho fatto io.

 

Diego T.

 

 

Per contattare la Redazione La Fenice o commentare l’articolo scrivi a 

redazione.lafenice@varieventuali.it 

oppure accedi a Facebook alla pagina la fenice – il giornale dal carcere di Ivrea

 

 

Tratto da: http://lafenice.varieventuali.it/?p=446

Scrivi commento

Commenti: 0

 Questo sito è iniziato

il 02-06-2014

 

TOTALE

VISITE: 98265

 

MEDIA 

GIORNALIERA

VISITE 

negli ultimi 30 giorni: 80

Dati aggiornati

al 17-06-2021

---------------------------------

DATI COMPLETI SITO MENTEINPACE
anni 2014-2019
DATI SITO 2014-2019.pdf
Documento Adobe Acrobat 797.1 KB

PROGETTO

"COSA SI FA DI BELLO?"

anni 2020-2021

PROGETTO: "COSA SI FA DI BELLO?"
anni 2020-2021
cosa si fa di bello.pdf
Documento Adobe Acrobat 523.8 KB

PROGETTO

"ANCORA INSIEME" Relazione finale

PROGETTO "ANCORA INSIEME"
Relazione finale
ANCORA INSIEME - REL. FINALE.pdf
Documento Adobe Acrobat 83.2 KB
PROGETTO RESTART AND RECOVERY. Una rete di comunità per la salute mentale
Cooperativa Proposta 80
PROGETTO Restart and Recovery.pdf
Documento Adobe Acrobat 1'011.6 KB

---------------------------

---------------------------------------------

NEWSLETTER DI MENTEINPACE

per riceverla

     scrivi una mail a      menteinpace@libero.it

----------------------------------------------

 

GUARDA LE NOVITA' della

CASA DEL QUARTIERE DONATELLO

http://www.casadelquartieredonatello.it

---------------------------------------------------------

 GIOVANNI MARIA FLICK, MAURIZIO FLICK

ELOGIO DELLA FORESTA

Dalla selva oscura alla tutela costituzionale

Il Mulino

 

Il nuovo Testo Unico in materia di Foreste e Filiere forestali (d.lgs. n. 34/2018) offre l’occasione per approfondire il tema dell’evoluzione della vita della foresta nel suo incontro-scontro con gli obiettivi dell’uomo. Il diritto interviene in questa relazione col suo ruolo regolatore, ricercando un punto di equilibrio tra la funzione ambientale e quella economico-produttiva e superando le polemiche che le scelte del legislatore hanno provocato tra gli studiosi della materia. Con un linguaggio piano e accessibile il libro approfondisce alcune tra le questioni giuridiche maggiormente dibattute a livello forestale e ambientale e le loro premesse di ordine costituzionale. Si analizzano le problematiche legate alla governance nella tutela della foresta, così come viene affrontato il tema della frammentazione delle proprietà boschive. Fra la categoria dei beni privati e quella dei beni pubblici si affaccia quella dei beni comuni; ne vengono prospettati pregi e difetti, prospettive di sviluppo e collegamenti con le tradizioni e con il principio di solidarietà. Si ipotizza poi un nuovo approccio alla «fiscalità ambientale», affinché venga abbandonata la funzione soltanto disincentivante e risarcitoria del tributo e vengano invece maggiormente apprezzate e incentivate le condotte virtuose. Si evidenziano i principi richiamati con decisione dall'enciclica «Laudato si'» di papa Francesco e il sempre più importante ruolo dell’Unione Europea rispetto all’ambiente e in particolare nell’azione di contrasto al commercio illegale del legno. Si guarda, infine, al futuro approccio del mondo economico-finanziario rispetto alle tematiche ambientali.

Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte costituzionale, ministro della Giustizia nel governo Prodi I, è professore emerito di diritto penale. È autore di monografie sui temi della Costituzione, della giustizia, dei rapporti fra diritto penale ed economia, della criminalità organizzata, dei diritti umani e del diritto ambientale. Maurizio Flick, avvocato, è presidente della Camera civile di Genova. Collabora dal 2005 con la cattedra di Diritto civile dell’Università della medesima città, dove insegna nella Scuola di specializzazione per le professioni legali.

 

 

CLICCA QUI

-----------------------------------------------------------

 UNA BLOGGER IN CUCINA

 

Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

Cucini insieme a me?

 

Per visitare il blog

CLICCA QUI