CORONAVIRUS. DA PSICOLOGI E FARMACISTI UN VADEMECUM SU COME GESTIRE LA PAURA (quotidianosanita.it)

Il vademecum nasce dalla collaborazione tra il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi e la Federazione dell'Ordine dei Farmacisti. L’obiettivo è quello di fornire ai cittadini una serie di consigli ed indicazioni su come gestire la paura provocata dall’attuale situazione di emergenza sanitaria, evitando che diventi eccessiva rispetto ai rischi oggettivi. IL VADEMECUM

 

 

 

 

09 MAR - Dalla collaborazione tra Consiglio Nazionale degli Ordini degli Psicologi e Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani è nata un’iniziativa rivolta ai cittadini per aiutarli ad affrontare anche dal punto di vista psicologico l’emergenza dell’epidemia di COVID-19.

 

Si tratta di un “Vademecum”, che sarà veicolato dalle farmacie, in cui si inquadrano i timori diffusi, gli atteggiamenti positivi da adottare, e quelli negativi che vanno invece evitati, per ricondurre alla corretta percezione l’attuale situazione di crisi.

 

“Voglio innanzitutto ringraziare il Consiglio Nazionale degli Ordini degli Psicologi e il suo presidente, professor David Lazzari, per questa realizzazione, che dimostra l’efficacia della sinergia delle professioni della salute”, ha detto il presidente della FOFI, Andrea Mandelli.

 

“Come illustrato in questo vademecum, è giusto avere paura del contagio, ma soltanto finché questo timore ci guida a evitare l’esposizione al pericolo, non quando si traduce in comportamenti irrazionali, sempre controproducenti”, spiega Mandelli.

 
“Altrettanto importante è evitare i rischi della cosiddetta infodemia, cioè il proliferare di informazioni non verificate e non verificabili oggi ingigantito da un uso poco responsabile dei social-media. Tutti dobbiamo riferirci alle fonti di informazione ufficiali ed evitare di diffondere, anche senza volerlo, notizie scorrette”. Il presidente della FOFI conclude sottolineando che “Possiamo superare anche questa emergenza ma dobbiamo agire insieme, come collettività e in questo senso non cedere al panico è fondamentale tanto quanto rispettare le norme igieniche. I cittadini sappiano di poter contare sempre su di noi e su tutti i professionisti che si occupano della loro salute”.

 

Gli psicologi ricordano che la paura è un’emozione potente e utile, selezionata dall’evoluzione della specie umana per permettere di prevenire i pericoli e, quindi, funzionale a evitarli. La paura funziona bene se è proporzionata ai pericoli. Oggi molti pericoli non dipendono dalle nostre esperienze, ma ne veniamo a conoscenza perché sono descritti dai media e sono ingigantiti dai messaggi che circolano sulla rete. Si ha più paura dei fenomeni sconosciuti, rari e nuovi, e la diffusione del nuovo Coronavirus ha proprio queste caratteristiche.

"L’iniziativa - spiega la Fofi - si colloca nell’ambito delle numerose esperienze di collaborazione con la professione di psicologo che valorizzano il ruolo della Farmacia dei servizi, mettendo a disposizione dei cittadini un utile strumento per la gestione dell’emergenza sotto il profilo psicologico".

 

In particolare, nel vademecum vengono riportate 5 indicazioni anti-panico:
- attenersi al pericolo oggettivo;
- non confondere una causa unica con un danno collaterale;
- farsi prendere dal contagio collettivo del panico ci porta a ignorare i dati oggettivi e la nostra capacità di giudizio può affievolirsi;
- mantenere un equilibrio tra sentimento di paura e rischio oggettivo;
- una ricerca ossessiva dell'invulnerabilità è controproducente perché ci rende eccessivamente paurosi.
 
Oltre a questo, vengono suggerite 3 buone pratiche per affrontare il coronavirus:
- evitare la ricerca compulsiva di informazioni, usare e diffondere fonti informative affidabili;
- capire che è un fenomeno collettivo e non personale;
- agire collettivamente per un fenomeno collettivo.

 

 

tratto da quotidianosanita.it

 

http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=82284&fr=n

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Benedetto Saraceno

LE LINGUE DELLA PAURA

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In un bosco nei dintorni di Ginevra, in circostanze casuali, si consuma il cruento omicidio del vicedirettore della HEGA, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di economia sanitaria mondiale.

L’autore materiale è un alto funzionario della stessa agenzia, Andreas Krause, per il quale la vittima rappresenta l’unico ostacolo apparentemente insormontabile alle proprie ambizioni di carriera. Assediato dal timore di essere scoperto e dai sospetti che cominciano ad addensarsi su di lui, si ritrova lentamente risucchiato in un gorgo di paure e ossessioni, che degenera in un’autentica paranoia. Arriva addirittura ad assoldare un killer per sbarazzarsi di un collega che, secondo il suo lucido delirio, sarebbe pronto a denunciarlo. In breve tempo la sua vita privata e professionale va a rotoli, e ogni tentativo di fare marcia indietro e confessare il proprio delitto è vanificato da continue oscillazioni emotive e confusi progetti di fuga. Nel chiuso, ovattato quanto spregiudicato ambiente diplomatico internazionale affiorano intanto intrighi e personaggi di dubbia moralità, disposti a tutto pur di non perdere potere e privilegi. Tra rituali bizantini, scandali messi sotto silenzio e subdoli conflitti d’interesse, emerge un quadro a tinte fosche tratteggiato con inquietante precisione. Nella sua pur riluttante connivenza, di questo perverso mosaico Krause è un tassello fondamentale.

 

Le lingue della paura è un raffinato noir psicologico, una storia intrisa di cinismo, avidità e umana fragilità, con un finale sorprendente.

 

L’Autore

Psichiatra, dal 1999 al 2010 è stato direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Abuso di Sostanze dell’Organizzazione mondiale della Salute a Ginevra. In precedenza ha lavorato all’Ospedale psichiatrico di Trieste sotto la direzione di Franco Basaglia e Franco Rotelli, ed è stato a capo del Laboratorio di Epidemiologia e Psichiatria sociale presso l’Istituto Mario Negri.

Membro onorario del Royal College of Psychiatry, attualmente è segretario generale del Lisbon Institute of Global Mental Health. Ha all’attivo oltre duecento articoli su riviste scientifiche internazionali.

Tra i suoi ultimi volumi pubblicati ricordiamo: Psicopolitica. Città, salute, migrazioni (DeriveApprodi, 2019); Sulla povertà della psichiatria (DeriveApprodi, 2017); Discorso globale, sofferenze locali. Analisi critica del Movimento di salute mentale globale (il Saggiatore, 2014).

 

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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