I GRUPPI “DARSI PACE” (www.darsipace.it)

“Il marciume che c’è negli altri c’è anche in noi, continuavo a predicare, e non vedo nessun’altra soluzione, veramente non ne vedo nessun’altra, che quella di raccoglierci in noi stessi e di strappare via il nostro marciume. Non credo più che si possa migliorare qualcosa nel mondo esterno senza aver prima fatto la nostra parte dentro di noi. E’ l’unica lezione di questa guerra: dobbiamo cercare in noi stessi, non altrove.”  

(Etty Hillesum)

Darsi pace: liberazione interiore —————> trasformazione del mondo

Darsi pace è un Movimento Culturale che si esprime attraverso Gruppi di liberazione interiore, in cui la fede cristiana viene rilanciata come esperienza concreta e costante di nuova nascita: scioglimento del nostro vecchio io ego-centrato, dominato dalla paura e dall’odio, ed emersione di un nuovo io spirituale, più libero e più felice.

Questo passaggio da una figura di umanità sostanzialmente bellica ad un’altra più pacificata e capace di relazioni pacifiche si sta manifestando come l’unica possibilità evolutiva per l’intero genere umano. L’io ego-centrico infatti si mostra di decennio in decennio come un principio incapace di governare la vita umana su questa terra, e anzi orientato alla sua distruzione.

I processi della globalizzazione stanno rivelando apocalittica-mente, e cioè in modo del tutto evidente, in diretta mondiale, l’insostenibilità di un governo egoico del pianeta, e la necessità di un capovolgimento innanzitutto interiore.

dobbiamo vedere tutte le possibilità di bene che ci sono, le speranze, le nuove possibilità di vivere. E in ultimo, finalmente, vedere attraverso il momento attuale la necessità di una svolta, annunciarla, annunciare che essa non può avvenire senza una conversione interiore”. (Benedetto XVI)

Urge perciò un passaggio di umanità, che tutte le menti più illuminate annunziano, anche al di fuori della visione cristiana.

I cristiani possono di conseguenza dialogare in forma nuova con i non credenti e con chi segua diverse fedi, offrendo la chiave cristiana di interpretazione del passaggio antropologico in atto, e cioè che esso rilancia ad un nuovo livello il mistero della Nuova Umanità, postbellica appunto e relazionale, inaugurata da Gesù Cristo.

Si apre dunque il tempo di una inedita forma di dialogo annunciante.

“Ritengo che ci troviamo al punto di svolta verso una transizione epocale a un’economia ‘climacica’ globale e a un radicale riposizionamento della presenza umana sul pianeta. L’era della ragione sta per essere sostituita dall’era dell’empatia (…) Il sé esclusivo autonomo, implicito nei rapporti di proprietà privata, lascia il posto a un sé inclusivo relazionale, partecipante alla piazza pubblica globale, virtuale e reale”. (Jeremy Rifkin)

 

E’ in questo contesto di svolta antropologica che nascono nel 1999, sotto l’impulso di Marco Guzzi, i Gruppi Darsi pace.

 

 

Tratto da: http://www.darsipace.it/identita/

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 Matteo Spicuglia

Noi due siamo uno

Storia di Andrea Soldi, morto per un Tso

add editore

 

Il 5 agosto 2015 la città è caldissima, qualcuno è già in vacanza, altri cercano un po’ d’aria nei giardini del quartiere.

Anche Andrea Soldi è seduto su una panchina, ma quella è la “sua” panchina sempre, in ogni stagione. Lì si rifugia quando i pensieri lo assalgono, lì trova conforto e si sente a casa. Andrea soffre da anni di schizofrenia, la madre, il padre e la sorella sono il suo sostegno e piazza Umbria il posto del cuore.

Ha quarantacinque anni, non è violento, non è mai stato pericoloso, eppure, quel 5 agosto morirà a causa di un Trattamento sanitario obbligatorio eseguito da alcuni vigili urbani e dal personale medico. Il processo è arrivato ora alla fase d’appello, ma questa forse è la cosa meno importante della storia.

Dopo la morte, la famiglia Soldi ha trovato alcune pagine che erano il diario di Andrea in cui la trascrizione lucidissima della sofferenza illumina il percorso psicologico e i silenzi che per anni lo avevano avvolto.

Matteo Spicuglia è un giornalista che ha seguito il caso e che non ha voluto fermarsi alla cronaca: a partire da quel diario allarga lo sguardo dalla panchina su cui è morto Andrea alla realtà dei TSO, dalla sua esistenza difficile al mondo della malattia psichica, dalla famiglia torinese alle tante altre che si trovano a convivere con pregiudizi e inadeguatezza dei servizi medici e sociali nella gestione di patologie che soffrono ancora lo stigma sociale.

Nel diario Andrea aveva scritto di sperare che la sua fatica e il suo dolore non passassero invano; questo libro è il motivo per cui ciò non avverrà.

 

Per visualizzare il sito della casa editrice e la pagina dedicata al libro

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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