DA SOLI CON SE STESSI: LA VERA SFIDA! (Giovanni De Gregorio)

di Giovanni De Gregorio

 

Tifosi senza partite..!
Insegnanti senza alunni..!
Commercianti senza clienti..!
Preti senza fedeli..!
Decreti governativi che si superano ogni volta nelle restrizioni per cercare di favorire una riduzione del danno.
Macchine degli uffici comunali che girano invitando le persone a starsene a casa!
La massacrante mole di informazioni inutili che superano quelle necessarie, fornite dai Media!
E qui mi fermo:...ma è peggio!

Può essere che siano solo questi gli effetti di una paradossale situazione imposta dal Coronavirus?

Ma no, Giò!!! C’è anche altro!

Si! C’è anche un corteo di paure interne che tirano fuori le nostre migliori rigidità per proteggerci dai pericoli e salvaguardare il nostro bisogno di sicurezza!

Ci sono quelle necessarie risposte rigide sopra le righe, che costringono le forze dell’ordine a fare delle ronde e ad incarnarsi in “Giustizieri” che in nome della salute cercano di evitare ogni possibilità di contagio, reale o presunto che sia.

C’è la ragione che sta facendo capolinea, sbattendo la testa contro il muro dell’imprevedibile e scatenando una gara sulle previsioni più o meno catastrofiche che ci aspettano.

Ci sono quei vuoti che risalgono a galla, adesso che non possiamo più riempirli con cose da fare all’esterno: adesso che le trottole sono costrette a fermarsi.

C’è l’attesa ardente che tutto finisca presto...

Ci sono i ricordi di quanto era bello un tempo…

Ce l’umorismo che serve a stemperare tutte quante le paure…

Ce la riscoperta del valore dei social, che in un momento così disperato ci aiutano a superare la monotonia e l’isolamento!

C’è il riscoprire lo stare insieme in famiglia…o qualcosa di simile!

C’è la speranza che tutto ritorni presto alla normalità..!!!

Ma nulla tornerà “normale” come prima! Così come dopo ogni grande dolore niente ritorna come prima, così anche in un sistema ferito al cuore nel suo principale “bisogno di sicurezza”, nulla tornerà come prima: potrà solo essere meglio… o peggio!

Ma allora Giò, noi che cosa possiamo farci?? Questa è la realtà! Questo è ciò che stiamo vivendo! Che dobbiamo fare, forse dovremmo fregarcene? O trasgredire a ciò che ci viene detto?? O a cercare continuamente di capire chi ti dice la verità e chi la falsità??? Insomma la solita storia del tipo: non credete a nessuno la verità ve la dico io?????
IO NON CE LA FACCIO PIUUUUU'!!!!

Assolutamente nooooo!!! Diceva qualcuno: “Diamo a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio!”

E vabbè, allora vuoi dire che dobbiamo pregare un po’? Ma a me questo non basta!!!!

Voglio dire che è giusto fare la nostra parte, attenersi alle disposizioni che le principali forze di governo e le autorità sanitarie ci stanno indicando: dopodiché la possibilità di quale direzione dare a tutto ciò che sta accadendo dipende solo da noi. E ciò che è indiscutibile, è che tutto ciò che sta accadendo ci sta inevitabilmente portando al distacco dai contatti con l’esterno, e che ci piaccia o no, ci sta riportando a una strada, l’unica strada dove in questo momento ci è consentito andare: DENTRO NOI STESSI!

Vogliamo ritenere che tutto questo che stiamo vivendo oggi rappresenti un evento del caso? Liberi di farlo. Ma ciò che a un livello chiamiamo caso, su altri livelli si chiamano possibilità di scelta..., in una direzione di senso, ...su risonanze profonde, ...che intercettano certe frequenze dell’universo, e che da qualunque direzione o modo si indichi una realtà superiore o Divina, stanno dando indicazioni per una strada. E non è la strada peggiore! Forse la più scomoda in questo momento, soprattutto se per tanto tempo, tanti anni, abbiamo cercato di evitarla. Ma tutto oggi concorre a ritornare lì, e voglio ripeterlo: DENTRO NOI STESSI! Questa strada ognuno puo’ trovarla. Ognuno puo’ imboccarla. Limportante è partire: e partiamo!

Gio’, ma cosa potrò mai trovare dentro me stesso?? Meglio non andare a riesumare cose del passato. Meglio non rimestare nel torbido!

Dentro me stesso, posso trovare un mondo altrettanto ricco di quello esterno! È questo che ci hanno indicato uomini e anime ispirate del passato, quale quella di Roberto Assagioli:

“Il mondo interiore è un vero universo, magnifico e grandioso come quello esterno.
Esso pure ha le sue cime scintillanti e i suoi abissi tenebrosi,
le sue aride lande ed i suoi tesori nascosti, i suoi fiori olezzanti e le sue messi che nutricano;
esso pure ha i suoi impetuosi torrenti ed i suoi placidi fiumi, le sue pigre nebbie ed i suoi uragani devastatori.
Anch’esso ha i suoi ritmi e i suoi cicli dalle brevi e dalle ampie volute;
ha le sue chiare albe e i suoi tramonti purpurei, le sue liete primavere, le sue estasi opulente, i suoi rigidi inverni…”

È questa, dunque, la vera sfida: Imparare a rimanere da soli con se stessi, per meglio conoscere e indirizzare le energie di cui siamo portatori, e spesso e volentieri portatori non sani. Sfruttare questo tempo come occasione di grazia per rientrare in se stessi e iniziare a recuperare quegli spazi abbandonati, dove situazioni sospese hanno originato radici di dipendenze da cose e da persone.
Non è un tempo bello quello che oggi stiamo vivendo, ed è inutile volercelo far piacere a tutti costi. Però come il letame che puzza ma che se usato per concimare il terreno può diventare fertilizzante, così possiamo fare di questi momenti del Coronavirus:

Una sfida a rientrare in noi stessi per fare ordine e trasformare il caos in ricchezza.

“Mi sai dire tu come può andar bene questo mondo, se ciò che è essenziale viene trattato come qualcosa di superfluo?
L’uomo è l’elemento essenziale che porta avanti tutte le attività di questo pianeta, e tutto avviene prima nella sua mente.
Ma se lui la sua mente non la conosce e non la sfrutta, e addirittura finisce per subirla, come farà mai a migliorare quest'umanità? È nell'educazione alla conoscenza di sé e dell'altro il futuro del mondo..”

[Ed io ti cercai, p.183]

 

 

Tratto da: http://sintetizzando.it/da-soli-con-se-stessi-la-vera-sfida/

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Benedetto Saraceno

LE LINGUE DELLA PAURA

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In un bosco nei dintorni di Ginevra, in circostanze casuali, si consuma il cruento omicidio del vicedirettore della HEGA, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di economia sanitaria mondiale.

L’autore materiale è un alto funzionario della stessa agenzia, Andreas Krause, per il quale la vittima rappresenta l’unico ostacolo apparentemente insormontabile alle proprie ambizioni di carriera. Assediato dal timore di essere scoperto e dai sospetti che cominciano ad addensarsi su di lui, si ritrova lentamente risucchiato in un gorgo di paure e ossessioni, che degenera in un’autentica paranoia. Arriva addirittura ad assoldare un killer per sbarazzarsi di un collega che, secondo il suo lucido delirio, sarebbe pronto a denunciarlo. In breve tempo la sua vita privata e professionale va a rotoli, e ogni tentativo di fare marcia indietro e confessare il proprio delitto è vanificato da continue oscillazioni emotive e confusi progetti di fuga. Nel chiuso, ovattato quanto spregiudicato ambiente diplomatico internazionale affiorano intanto intrighi e personaggi di dubbia moralità, disposti a tutto pur di non perdere potere e privilegi. Tra rituali bizantini, scandali messi sotto silenzio e subdoli conflitti d’interesse, emerge un quadro a tinte fosche tratteggiato con inquietante precisione. Nella sua pur riluttante connivenza, di questo perverso mosaico Krause è un tassello fondamentale.

 

Le lingue della paura è un raffinato noir psicologico, una storia intrisa di cinismo, avidità e umana fragilità, con un finale sorprendente.

 

L’Autore

Psichiatra, dal 1999 al 2010 è stato direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Abuso di Sostanze dell’Organizzazione mondiale della Salute a Ginevra. In precedenza ha lavorato all’Ospedale psichiatrico di Trieste sotto la direzione di Franco Basaglia e Franco Rotelli, ed è stato a capo del Laboratorio di Epidemiologia e Psichiatria sociale presso l’Istituto Mario Negri.

Membro onorario del Royal College of Psychiatry, attualmente è segretario generale del Lisbon Institute of Global Mental Health. Ha all’attivo oltre duecento articoli su riviste scientifiche internazionali.

Tra i suoi ultimi volumi pubblicati ricordiamo: Psicopolitica. Città, salute, migrazioni (DeriveApprodi, 2019); Sulla povertà della psichiatria (DeriveApprodi, 2017); Discorso globale, sofferenze locali. Analisi critica del Movimento di salute mentale globale (il Saggiatore, 2014).

 

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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