IO RESTO A CASA (Andrea Castellino)

24/3/2020 11:06

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IO RESTO A CASA

 

In   questo   periodo   siamo   costretti   tutti  a  restare   a   casa   per  un   flagello  che   attanaglia   il mondo.

Conoscete l’antica leggenda africana del colibrì?

Vi invito ad andarla a leggere:

https://www.qumran2.net/ritagli/index.php?ritaglio=9688

 

Anche io nel mio piccolo cerco di fare la mia parte, restando a casa perché non voglio rischiare di contagiare la mia famiglia che è la mia vita.

 

Cerco di occupare il tempo rendendomi utile: ho concimato le rose del giardino, tutti i giorni lavo i piatti, scrivo al computer come adesso, guardo dei film, gioco a carte con Papà...

Certamente è snervante stare a casa e non poter uscire. Ma non è un dramma.

Ho sentito l’altro giorno in TV una frase che mi ha fatto molto riflettere: “Ai nostri padri e nonni hanno chiesto di partire in guerra! A noi chiedono semplicemente di stare a casa, comodamente seduti sul sofà!”. Non è poi così tanto drammatico se ci pensiamo bene.          

Mi dispiace però tanto per le persone sole e fragili, e ce ne sono purtroppo tante tra i miei amici del Centro Diurno!! Li penso spesso e li abbraccio virtualmente per farli

sentire meno soli.

Non poter vedere le persone a cui voglio bene è stressante e mi crea parecchia ansia.

MI MANCATE TANTO, tutti quanti!!

MI MANCANO le partite a carte con gli amici del Centro Diurno.

MI MANCANO le chiacchierate sul terrazzo mentre si fumava una sigaretta.

MI MANCANO le partite a bocce del martedì pomeriggio.

MI MANCANO i trekking con gli amici del Gruppo Montagna.

MI MANCA rallegrare i miei amici del Centro Diurno con la proiezione di film: mi faceva sentire utile e importante.

MI MANCANO le gite del sabato organizzate da MenteInPace.

MI MANCANO i pranzi al Qi con i volontari di MenteInPace..

MI MANCA il laboratorio teatrale del sabato con gli AnimAttori.

MI MANCA ridere, scherzare con i miei amici e gli Operatori del Centro Diurno.

MI MANCA non potere più condividere i miei momenti di ansia con il Dottor Palomba ed essere rassicurato.

MI MANCA non poter più stringere la mia ragazza.

MI   MANCATE   TANTO   TUTTI   QUANTI   E   SPERO   DI   POTERVI   RIABBRACCIARE PRESTO!!

Perché questo, avvenga al più presto, fate come me: RESTIAMO TUTTI A CASA!!

Spero di tutto cuore, che questa situazione di disagio finisca presto. E che la normalità torni il più presto possibile.

 

Vi voglio bene. Un abbraccio.

 

Andrea Castellino

 

 

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 Matteo Spicuglia

Noi due siamo uno

Storia di Andrea Soldi, morto per un Tso

add editore

 

Il 5 agosto 2015 la città è caldissima, qualcuno è già in vacanza, altri cercano un po’ d’aria nei giardini del quartiere.

Anche Andrea Soldi è seduto su una panchina, ma quella è la “sua” panchina sempre, in ogni stagione. Lì si rifugia quando i pensieri lo assalgono, lì trova conforto e si sente a casa. Andrea soffre da anni di schizofrenia, la madre, il padre e la sorella sono il suo sostegno e piazza Umbria il posto del cuore.

Ha quarantacinque anni, non è violento, non è mai stato pericoloso, eppure, quel 5 agosto morirà a causa di un Trattamento sanitario obbligatorio eseguito da alcuni vigili urbani e dal personale medico. Il processo è arrivato ora alla fase d’appello, ma questa forse è la cosa meno importante della storia.

Dopo la morte, la famiglia Soldi ha trovato alcune pagine che erano il diario di Andrea in cui la trascrizione lucidissima della sofferenza illumina il percorso psicologico e i silenzi che per anni lo avevano avvolto.

Matteo Spicuglia è un giornalista che ha seguito il caso e che non ha voluto fermarsi alla cronaca: a partire da quel diario allarga lo sguardo dalla panchina su cui è morto Andrea alla realtà dei TSO, dalla sua esistenza difficile al mondo della malattia psichica, dalla famiglia torinese alle tante altre che si trovano a convivere con pregiudizi e inadeguatezza dei servizi medici e sociali nella gestione di patologie che soffrono ancora lo stigma sociale.

Nel diario Andrea aveva scritto di sperare che la sua fatica e il suo dolore non passassero invano; questo libro è il motivo per cui ciò non avverrà.

 

Per visualizzare il sito della casa editrice e la pagina dedicata al libro

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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