E' nata la Chat INCONTRI PAROLE RITROVATE (Renzo De Stefani)

ma 31/3/20 13:20

DA renzodestefani48@gmail.com

A menteinpace@libero.it

 

 

Carissime & Carissimi

 

Come penso ormai sapete tutti l’Incontro nazionale 2020, fissato nell’autunno scorso a Roma nel consueto periodo della prima metà di ottobre, è stato cancellato il mese scorso per motivi indipendenti dalle nostre volontà e di cui parleremo la prima volta che avremo occasione di incontraci di persona! (speriamo presto!!!!)

Doveva essere il 21° Incontro, il primo finalmente itinerante, abbandonando l’abituale sede trentina che ci aveva ospitato per 20 anni! Hanno rinviato le Olimpiadi e 1000 altre cose, possiamo rinviare anche il nostro Incontro! Ma siccome non tutto il male viene per nuocere l’idea è di approfittare di questa sosta per combattere il virus e soprattutto l’isolamento a cui sta costringendo moltissimi di noi. 

Restando ancora per qualche riga all’Incontro nazionale cancellato va detto che col senno di oggi non è stata una cosa del tutto negativa, anzi. Perché fissare un Incontro nazionale di questi tempi sarebbe stato a dir poco un azzardo, tanto che le realtà che a febbraio avevano ipotizzato di rendersi disponibili a sostituire Roma hanno all’inizio di marzo giustamente fatto un passo indietro. Spero tutti capiate e condividiate che far partire la complicata macchina di un Incontro nazionale col rischio più che possibile di non riuscire poi a organizzarlo, o nella migliore delle ipotesi a far spostare centinaia di persone da tutta Italia, esponeva chi si faceva carico dell’organizzazione a un rischio insostenibile e metteva tutti noi in una situazione probabilmente impercorribile.

 

In queste ultime settimane ho scambiato idee e suggestioni con qualcuno di voi e ho trovato in tutti l’adesione a un percorso ‘prudente’, ma che ci potrà permettere di organizzare iniziative, le più diverse e fantasiose, su base regionale o macroregionale nel prossimo autunno; #assiemecelafaremo

 

Organizzare iniziative regionali o macroregionali costituisce un impegno del tutto diverso da quello richiesto da un Incontro nazionale. Si può senza particolari problemi, solo a titolo di esempio, deciderli a settembre e tenerli a novembre.  Se ne possono organizzare in diverse città di Italia coprendo il più possibile tutte le regioni italiane. Oppure si possono inventare altre cose ancora, sempre navigando di necessità a vista, ma pronti a mettersi in moto quando la situazione, che oggi è poco prevedibile, si facesse percorribile.

 

L’idea che ho condiviso con alcuni di voi è quella di attivare una Chat di WathsApp titolata INCONTRI PAROLE RITROVATE aperta ad un gruppo significativo, ma non pletorico, di amici di Parole ritrovate rappresentativi di tutte le regioni italiane dove siamo presenti.

 

Chi è iscritto alla Chat può proporre idee, tante e diverse. All’inizio magari saranno intuizioni incerte, sogni confusi, o anche iniziative già quasi strutturate. L’importante è che ci stimolino a pensare, a credere che manca poco alla ripartenza, a restare assieme, oggi virtualmente, domani di nuovo in un abbraccio, in un girotondo che ci riporterà il sorriso. Troveremo un mondo diverso, non ci saranno più parenti e amici portati via dal morbo. Il nostro modo di vita subirà inevitabili cambiamenti. Ma noi saremo lì, ancora a credere che il nostro ‘fareassieme’ farà il miracolo, come ha già fatto migliaia di volte per migliaia di noi. Il miracolo che a partire dalle situazioni più estreme, più disperate, ci porta a ritrovare il desiderio della vita, il piacere della vicinanza, la bellezza della condivisione.

 

Perché questa è la cosa più importante. RESTARE VIVI NELLA TESTA E NEL CUORE! Quanti di noi ogni giorno si fanno prendere dallo sconforto, dalla solitudine, dalla paura del presente e ancor più del futuro e vorrebbero in certi momenti poter scendere dal pianeta!

 

Ma noi siamo quelli del ‘fareassieme’ e abbiamo imparato, con la passione che anima tutte le piccole grandi imprese, a mettere assieme le idee, le risorse, le capacità, i sogni, i desideri, i progetti di tutti per migliorare la qualità della nostra vita e del pianeta che ci ospita. E mai come oggi il pianeta ha bisogno di persone vive e vitali nella testa e nel cuore! Persone che in questi mesi, in cui ancora troppo spesso il futuro ci apparirà solo come un nemico, sappiano chiudere gli occhi e sognare quello che di tanto piccolo quanto grande realizzeremo in un futuro che tornerà ad esserci amico.   

 

Veniamo alle cose pratiche. La chat di WathsApp titolata INCONTRI PAROLE RITROVATE è stata attivata domenica 29 marzo pomeriggio e già sono arrivate 4 suggestioni/proposte! In allegato trovate la lista delle persone che fanno parte della Chat e che mi sembrano rappresentino le diverse regioni. Ho cercato di limitare ad un massimo di 4-5 le presenze per regione per evitare una MacroChat che rischierebbe di fare più confusione che altro.

Naturalmente questo non vuole escludere nessuno. Quello di individuare dei referenti regionali è un sistema che abbiamo già usato ai tempi del viaggio a Pechino. Chi riceve questa mail e non è tra i membri della chat ma ha un’idea, un sogno, un’iniziativa che vuole comunicare basta che la giri a un referente della sua regione o a chi sente più vicino. Chi la riceve è impegnato a girarla a suo nome sulla Chat.

 

Tenete conto che la prima e fondamentale regola di questa Chat è fermarsi al tema INCONTRI PAROLE RITROVATE. Per discutere di altri temi, coronavirus su tutti o altri di attualità, c’è un’altra chat che si chiama Coord. Parole ritrovate e che è amministrata da Elena Van Westerhout e a cui potete chiedere se siete interessati di partecipare. Infine con le persone con cui mi sono confrontato abbiamo tutti convenuto che era meglio tenere le 2 Chat separate per evitare un miscuglio poco utile alla causa.  Sarà poi mia cura tenere periodicamente aggiornati gli iscritti alla mailing list generale di Parole ritrovate che conta quasi 2.000 indirizzi, e che non può essere ovviamente travasata in una Chat, di quello che sta maturando sulla Chat degli INCONTRI.

Dimenticavo: nelle scorse settimane si era parlato di fare un collegamento via internet aperto al maggior numero di persone possibile in alternativa all’Incontro previsto per il 28 marzo. In questo momento non è la cosa migliore da fare. Alcuni interessati non sono attrezzati e dovrebbero andare a casa di chi lo è. E favorire spostamenti e incontri in questo momento è cosa che non dobbiamo ASSOLUTAMENTE fare.  Verranno tempi migliori!!!

Fiducia e speranza!!!

Baci tanti

Renzo

 

PS. Pensierino della sera

All’indomani le acque s’erano ritirate nei letti e ricettacoli consueti e il sole era già alto sull’orizzonte, quando il Duca si svegliò. Si avvicinò ai merli per considerare un momentino la situazione storica. Uno strato di fango ricopriva ancora un poco la terra, ma qua e là piccoli fiori blù stavano già sbocciando.  

 

 

(I fiori blu, Raymond Queneau, Traduzione di Italo Calvino, Einaudi editore – merita leggerlo se non l’avete già fatto)

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Daniele Mencarelli

Fame d'aria

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Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D'un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento peggiore: di venerdì pomeriggio, in mezzo al nulla. Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese più vicino, Sant'Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall'auto è evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l'auto, padre e figlio trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, è proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant'Anna del Sannio, poche centinaia di anime, è un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana. Ad aiutare Agata nel bar c'è Gaia, il cui sorriso è perfetta sintesi del suo nome. Sarà proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneità ogni apparenza. Perché Pietro è un uomo che vive all'inferno. "I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione." Ma la povertà non è la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all'altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca. Il dolore di Pietro, però, si troverà di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l'umanità che ancora resiste, fatta il più delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole. Con "Fame d'aria", Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti più intensi: l'amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

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