OPINIONE DI UNA RAGAZZA AL TEMPO DEL COVID 19 (Chiara Marini)

Cuneo 6 aprile 2020

 

Il 24 gennaio è mancato mio papà, e qualche giorno dopo un ragazzo che amava i cani mi ha chiesto se ne volevo uno; ed io un po’ titubante ho risposto che mi sarebbe piaciuto. Ma mia mamma, talmente stremata, non avrebbe ancora avuto la forza di occuparsi di un cane; era stremata dal lavoro con mio padre e che ora non avrebbe voluto un cane. Era il tempo che avevamo il nostro vecchio gatto  nero Jolly che era malato e allora ho portato il cane a casa e negli ultimi anni di vita di Jolly il cane ha preso il suo posto in casa nostra; e io decisi di prendere il cane l’ho preso dal canile che aveva poco più di sei mesi circa. Quando arrivai a casa con il cucciolo di cane mia madre si arrabbiò molto. Con il passare del tempo questo cane ci tiene un’immensa compagnia. Il mio adorato Charlie (così l’ho chiamato) adesso man mano che invecchia con me esce volentieri ma in questo periodo di Covid 19, possiamo stare solo nei 200 metri cioè fare il giro dell’isolato.

Il mio cane non cammina su tutte quattro le zampe: da piccolo è stato investito, portato in canile, visitato, operato dal veterinario del canile: camminava su tre zampe, grazie ai vari interventi di varie amicizie di mia mamma di altri veterinari del Sud siamo riuscite a farlo tornare a camminare su tutte quattro le zampe, ma durante l’inverno o piove o nevica quando rientriamo dal giro ha sempre la zampa contratta e non riesce ad appoggiarla bene per terra e quindi si muove sulle altre tre zampe.

 

Chiara Marini

 

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Dislessici, autistici e iperattivi: cattive diagnosi ed esclusione

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Una nuova emarginazione, basata su diagnosi erronee di disabilità trasformate in etichette di “diversità” irrecuperabile, è in pieno sviluppo nel nostro paese e coinvolge un numero crescente di bambini e ragazzi. Si riferiscono ad abilità considerate oggi importanti anche in una prospettiva lavorativa, come leggere bene e relazionarsi agli altri adeguatamente. Spesso, infatti, ritardi di lettura vengono confusi con sintomi di dislessia, oppure si certifica l’autismo mentre si è di fronte a difficoltà del linguaggio, depressioni, mutismo selettivo, o persino transitorie timidezze. Come può avvenire tutto ciò? E con quali conseguenze? Cosa ha portato all’esplosione di diagnosi, spesso senza fondamento, negli ultimi anni? Come liberare i bambini da etichette che compromettono l’intera loro esistenza e quella delle loro famiglie? A queste e a molte altre domande risponde Michele Zappella. La ricca casistica e la profonda esperienza clinica e di ricerca dell’autore chiamano in causa la scuola, gli operatori professionali e le politiche di “sostegno” alla diversità. Zappella invita i genitori e gli educatori ad aprire gli occhi e a non cedere al fascino (in)discreto dell’etichetta, e i professionisti a mantenere aggiornata la cultura specialistica, sperimentando nuove modalità di approccio ai bambini che ne stimolino fantasia e creatività. Gli effetti possono essere sorprendenti!

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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