OPINIONE DI UNA RAGAZZA AL TEMPO DEL COVID 19 (Chiara Marini)

Cuneo 6 aprile 2020

 

Il 24 gennaio è mancato mio papà, e qualche giorno dopo un ragazzo che amava i cani mi ha chiesto se ne volevo uno; ed io un po’ titubante ho risposto che mi sarebbe piaciuto. Ma mia mamma, talmente stremata, non avrebbe ancora avuto la forza di occuparsi di un cane; era stremata dal lavoro con mio padre e che ora non avrebbe voluto un cane. Era il tempo che avevamo il nostro vecchio gatto  nero Jolly che era malato e allora ho portato il cane a casa e negli ultimi anni di vita di Jolly il cane ha preso il suo posto in casa nostra; e io decisi di prendere il cane l’ho preso dal canile che aveva poco più di sei mesi circa. Quando arrivai a casa con il cucciolo di cane mia madre si arrabbiò molto. Con il passare del tempo questo cane ci tiene un’immensa compagnia. Il mio adorato Charlie (così l’ho chiamato) adesso man mano che invecchia con me esce volentieri ma in questo periodo di Covid 19, possiamo stare solo nei 200 metri cioè fare il giro dell’isolato.

Il mio cane non cammina su tutte quattro le zampe: da piccolo è stato investito, portato in canile, visitato, operato dal veterinario del canile: camminava su tre zampe, grazie ai vari interventi di varie amicizie di mia mamma di altri veterinari del Sud siamo riuscite a farlo tornare a camminare su tutte quattro le zampe, ma durante l’inverno o piove o nevica quando rientriamo dal giro ha sempre la zampa contratta e non riesce ad appoggiarla bene per terra e quindi si muove sulle altre tre zampe.

 

Chiara Marini

 

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Benedetto Saraceno

LE LINGUE DELLA PAURA

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In un bosco nei dintorni di Ginevra, in circostanze casuali, si consuma il cruento omicidio del vicedirettore della HEGA, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di economia sanitaria mondiale.

L’autore materiale è un alto funzionario della stessa agenzia, Andreas Krause, per il quale la vittima rappresenta l’unico ostacolo apparentemente insormontabile alle proprie ambizioni di carriera. Assediato dal timore di essere scoperto e dai sospetti che cominciano ad addensarsi su di lui, si ritrova lentamente risucchiato in un gorgo di paure e ossessioni, che degenera in un’autentica paranoia. Arriva addirittura ad assoldare un killer per sbarazzarsi di un collega che, secondo il suo lucido delirio, sarebbe pronto a denunciarlo. In breve tempo la sua vita privata e professionale va a rotoli, e ogni tentativo di fare marcia indietro e confessare il proprio delitto è vanificato da continue oscillazioni emotive e confusi progetti di fuga. Nel chiuso, ovattato quanto spregiudicato ambiente diplomatico internazionale affiorano intanto intrighi e personaggi di dubbia moralità, disposti a tutto pur di non perdere potere e privilegi. Tra rituali bizantini, scandali messi sotto silenzio e subdoli conflitti d’interesse, emerge un quadro a tinte fosche tratteggiato con inquietante precisione. Nella sua pur riluttante connivenza, di questo perverso mosaico Krause è un tassello fondamentale.

 

Le lingue della paura è un raffinato noir psicologico, una storia intrisa di cinismo, avidità e umana fragilità, con un finale sorprendente.

 

L’Autore

Psichiatra, dal 1999 al 2010 è stato direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Abuso di Sostanze dell’Organizzazione mondiale della Salute a Ginevra. In precedenza ha lavorato all’Ospedale psichiatrico di Trieste sotto la direzione di Franco Basaglia e Franco Rotelli, ed è stato a capo del Laboratorio di Epidemiologia e Psichiatria sociale presso l’Istituto Mario Negri.

Membro onorario del Royal College of Psychiatry, attualmente è segretario generale del Lisbon Institute of Global Mental Health. Ha all’attivo oltre duecento articoli su riviste scientifiche internazionali.

Tra i suoi ultimi volumi pubblicati ricordiamo: Psicopolitica. Città, salute, migrazioni (DeriveApprodi, 2019); Sulla povertà della psichiatria (DeriveApprodi, 2017); Discorso globale, sofferenze locali. Analisi critica del Movimento di salute mentale globale (il Saggiatore, 2014).

 

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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