AUGURI DI BUONA PASQUA CON AGGIORNAMENTI (DiAPsi Vercelli)

DA info@diapsivercelli.it

A  menteinpace@libero.it

Cari amici,

quest'anno è difficile scambiarsi dei normali auguri di Pasqua, perché la situazione nella quale stiamo vivendo sta cambiando molte cose.

Noi di DIAPSI ci teniamo in ogni caso a farvi arrivare, anche se solo virtuale, un caldo abbraccio per augurarvi una Buona Pasqua.

Insieme ai nostri auguri ci teniamo a farvi sapere che, malgrado il diffondersi del virus COVID-19 abbia imposto uno stop forzato a gran parte delle nostre attività, Diapsi non si è fermata. Riteniamo infatti che sia di fondamentale importanza non abbandonare i nostri utenti in questo momento storico così complesso. I pazienti psichiatrici e le persone fragili in generale sono infatti tra i soggetti più esposti alle paure e alle psicosi che l’instabilità causata dal diffondersi del Coronavirus porta con sé; oltre all’emergenza sanitaria è importante non sottovalutare anche le ripercussioni che questo periodo di forte stress avrà sulla psiche delle persone. Per questa ragione Diapsi si sta tenendo in contatto con il Servizio di Psichiatria dell’ASL di Vercelli, per capire quali siano le esigenze che emergono e poter lavorare in sinergia con quanto viene già fatto. Non essendo noi dei dottori purtroppo non ci possiamo occupare degli aspetti medici, ma possiamo cercare di impegnarci per far stare meglio le persone che sono costrette a restare a casa.
In questo momento infatti il Laboratorio di Segreteria e il Laboratorio artigianale BREIN sono chiusi e gli utenti inseriti in queste attività riabilitative sono a casa. Ma i volontari di Diapsiseppur a distanza, non hanno interrotto il loro lavoro di sostegno a chi è più fragile; oltre alle telefonate quotidiane agli utenti, è stato infatti attivato un gruppo whatsapp per scambiarsi saluti, pensieri e per far sì che nessuno si senta abbandonato o dimenticato. Neanche il sostegno psicologico dello psicoterapeuta è stato interrotto, ha solo cambiato forma, trasformando il contatto “vis a vis” in una videochiamata a distanza.
Un rischio forte in questo momento è che le persone più fragili e gli utenti psichiatrici costretti a restare in casa per molti giorni di fila, perdano la cognizione del tempo e dello spazio, e si lasciano andare, trascurando se stesse e ciò che hanno intorno; ecco allora che diventa importante, soprattutto per chi è solo, sentire la presenza di qualcuno “accanto” per fare qualcosa insieme, fosse anche solo bere un caffè nello stesso momento in luoghi diversi. Inoltre i volontari si stanno impegnando per tenere aggiornati gli utenti con difficoltà economiche su quali siano gli aiuti messi a disposizione per le persone bisognose.
Per il resto la nostra attività sta proseguendo anche da casa, seppur a ritmi rallentati; i volontari e il personale di Diapsi stanno portando avanti alcuni aspetti burocratici e amministrativi, cercando di farsi trovare pronti al momento della ripresa che, ci auguriamo, arrivi presto.

Lo sportello telefonico d’ascolto di Diapsi non è però solo rivolto alle persone che fanno già parte dell’Associazione, ma è a disposizioni di chiunque ne senta il bisogno al seguente numero: 393 6096370.

Noi di Diapsi desideriamo ringraziare con tutto il cuore medici, infermieri e tutto il personale sanitario impegnato in questa lunga e logorante battaglia; senza il loro impegno quotidiano il nostro lavoro non avrebbe senso. Ci auguriamo di poter uscire tutti al più presto da questo periodo, più forti e più consapevoli del valore delle cose.

Per concludere condividiamo con voi una foto. 

In questo momento così buio e difficile la Protezione Civile ci ha fatto un grande regalo: ieri mattina la nostra Presidente Lorena Chinaglia è andata a ritirare le uova di Pasqua che ci sono state donate e che i volontari di Diapsi hanno distribuito ai propri utenti, alle persone ricoverate presso il Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura dell'Ospedale e ai Gruppi Appartamento per persone con patologie psichiatriche della città. Un gesto che può sembrare piccolo, ma che è in realtà molto importante per le persone che soffrono e che, spesso, si sentono dimenticate dalla società; il dono che Diapsi ha ricevuto  così generosamente dalla Protezione Civile si è così trasformato in una catena di solidarietà e di calore.
Il regalo più bello per noi oggi è stato lo scorgere il sorriso sincero dietro le mascherine delle persone alle quali abbiamo consegnato le uova. Questo periodo di privazioni, in cui il tempo sembra sospeso, ci sta insegnando ogni giorno di più a dare importanza alle piccole cose e ci auguriamo che questo gesto possa portare un po' di felicità nelle vite delle persone che l'hanno ricevuto.

Grazie di cuore alla Protezione Civile

e grazie a Ferrero che ha donato le Uova.

 

 

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Daniele Mencarelli

Fame d'aria

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Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D'un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento peggiore: di venerdì pomeriggio, in mezzo al nulla. Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese più vicino, Sant'Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall'auto è evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l'auto, padre e figlio trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, è proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant'Anna del Sannio, poche centinaia di anime, è un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana. Ad aiutare Agata nel bar c'è Gaia, il cui sorriso è perfetta sintesi del suo nome. Sarà proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneità ogni apparenza. Perché Pietro è un uomo che vive all'inferno. "I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione." Ma la povertà non è la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all'altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca. Il dolore di Pietro, però, si troverà di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l'umanità che ancora resiste, fatta il più delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole. Con "Fame d'aria", Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti più intensi: l'amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

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