LA PANDEMIA VISSUTA DA DUE UTENTI DEI SERVIZI PSICHIATRICI (interviste di Andrea Castellino)

Gli intervistati sono due utenti che frequentano i Servizi psichiatrici territoriali. Hanno voluto mantenere l’anonimato.

 

(la foto del Salone del Centro Diurno è stata scattata prima del DPCM del 4 marzo 2020)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ciao, come va?

 

1 - In questo periodo non molto bene.

 

2 - Eh… come vuoi che vada, per noi non è che cambi tanto, non si può uscire ma neanche prima… il tempo è quello che è, le gambe sono quello che sono.

 

Ti fa piacere venire intervistato? Puoi dire cosa vuoi, chiedere cosa vuoi, persino sfogarti, se ti fa stare meglio.

 

Di solito non mi piace essere intervistata. Speriamo che tutto questo finisca in fretta, perché persone come noi patiscono molto di più.

 

Questa pandemia, per noi persone che siamo già deboli, ci scarica ancora di più. Anche se non siamo colpiti dall’epidemia, noi che siamo soggetti deboli, quando la situazione diventa difficile… siamo ancora più fragili.

 

Cosa fai durante la giornata?

 

Durante la giornata faccio parole incrociate, oppure ricamo; la TV l’accendo per compagnia.

 

Mi sveglio, faccio un po’ di pulizie, mangio a mezzogiorno. Poi scendo a comprare qualcosa e guardo la televisione. Compro il giornale.

 

Ti pesa la solitudine? Quale è per te il momento della giornata più pesante?

 

Tutta la giornata è pesante essendo sola. Il momento più pesante è il mattino quando mi sveglio e non c’è più nessuno al mio fianco.

 

La solitudine… abbastanza! Anche se io ci sono abbastanza abituato.

Il momento più pesante è il pomeriggio verso le ore 18:00 / 19:00. Poi si guarda la televisione e si va a dormire.

 

Ti pesa stare a casa e non poter uscire?

 

Molto… molto!! Molto, sono abituata ad uscire…

 

Eh… pesa un po’ tutto.

 

Esci per fare la spesa o qualcuno te la porta?

 

Dipende. Quando ho bisogno di acqua la ordino e me la portano a casa, il pane me lo portano perché qui dove abito io non ci sono panetterie, cioè praticamente non c’è niente, allora lo ordino a un panettiere di Cuneo.

 

La spesa… vado ogni tanto, prendo l’autobus. Riduco un po’ gli acquisti. Vado di sera.

 

Cucini da solo o qualcuno ti porta piatti pronti?

 

No, cucino da sola.

 

Cosa cucini di buono? Hai qualche ricetta facile da consigliare?

 

Un po’ di tutto. Le ricette se ci metti un po’ d’impegno sono tutte facili da fare. I piatti che mi piace fare di più sono i dolci.

 

Per i pasti, come te la cavi?

 

Mi portano il mangiare a mezzogiorno. E mangio un bel pranzo.

Mi portano un po’ di tutto, primo, secondo, contorno, frutta. Me lo faccio portare dalla Markas. L’assistente sociale me lo porta.

 

Riesci a fare qualcosa per contrastare la noia? Che cosa?

 

Eh… la noia… come ho detto prima la noia cerco di evitarla, facendo parole incrociate, pulendo casa, perché in questo periodo bisogna tenerla molto pulita.

 

Leggo i giornali, tengo la casa un po’ pulita, cerco di non farmi coinvolgere più di tanto dallo scoraggiamento.

 

Come t’informi sulle disposizioni del governo e sul coronavirus? Tramite TV, internet…?

 

M’informo tramite Facebook, televisione, internet… sono sempre aggiornata.

 

Guardo anche la TV oltre ai giornali. Il coronavirus: speriamo che la sanità tenga, dopo che l’hanno tagliata del 40% in questi ultimi anni. Della pandemia, nessuno poteva aspettarsela. Le polemiche son tante, ma non bisogna farci caso. È stata una cosa grave come tutte le pandemie della storia.

 

Stai per caso leggendo qualche bel libro? Lo consiglieresti per questo periodo di quarantena?

 

No. Leggo i giornali: La Stampa, La Repubblica

 

Segui volentieri questi notiziari o ti creano angoscia?

 

Ma…, un po’ di angoscia la creano, perché tutto questo non ha mai una fine. Mettono una data e poi la rinviano sempre.

 

Cerco di non farmela creare. È un po’ triste e angosciante quando ti fanno vedere le bare…!

 

Guardi anche programmi più rilassanti, quali ad esempio?

 

Io guardo soprattutto Film d’azione in TV.

 

Si, sul Canale 60 c’è lo sport storico (SportItalia). Guardo anche qualche film. Ieri sera ho guardato Piero Angela che ha presentato Roma, Piazza San Pietro e la Basilica di San Pietro.

È stato impressionante vedere il Papa che ha dato la Benedizione l’altro giorno, in quella Basilica tutta vuota.

 

Sei d’accordo sul modo in cui viene gestita questa pandemia in Italia?

 

Purtroppo c’è il distanziamento sociale. Dobbiamo adeguarci alle regole che ci hanno messo.

 

Hai contatti con qualcuno per telefono? Chi?

 

Ho contatti con varie persone, (tua mamma, Dida, Matteo…). Si, ho abbastanza contatti esterni via telefono.

 

Si, mi telefonano ogni tanto il Dottor Silvestro, Paco e qualche mio amico.

 

Ti farebbe piacere che ti chiami qualche volta?

 

Certo!!

 

Che cosa vorresti chiedere ai medici e agli operatori del Centro Diurno?

………………………………………………..

Passa ad un'altra domanda, va!!

 

Non mi esprimo, guarda, ho avuto dei contrasti.

 

In questo momento che cosa ti manca di più?

 

Una compagnia!!

 

Quello che mi manca di più è la libertà! Secondo me, se bisogna accettare uno accetta… Speriamo che le istituzioni ci stiano vicino: perché se hai notato, anche a Milano e in altri posti, quello che è mancato è stata l’assistenza diretta alle persone, l’assistenza domiciliare, l’assistenza del Medico di base.

 

Se potessi esprimere un desiderio, che cosa chiederesti alla fata turchina?

 

Eh!! Alla fata turchina?! Un desiderio, ce l’avrei: poter terminare la scuola e diventare autonoma in tutto!!!

 

Come vedi il nostro futuro?

 

Ehh… Bisogna sperare che da questa crisi sanitaria non si passi ad una gravissima crisi economica. Purtroppo secondo me, sarà inevitabile una gravissima crisi economica.

 

Grazie, ti ha pesato rispondere a queste domande o no?

 

 

No, è stato bello!!

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Commenti: 1
  • #1

    Ciao sono Concetta (martedì, 21 aprile 2020 11:36)

    Bravi intervistatore e intervistati. Elementi e considerazioni comuni a tutti .isolamento e solitudine i mali peggiori. Come ne usciremo psicologicamente?

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A Capo Nord bisogna andare due volte

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Può una persona disabile andare a Capo Nord? Può, in generale, viaggiare? Certo che può. Anzi: deve. Tuttavia per arrivare ad avere un po’ di autonomia personale, che spinga una persona con una qualche disabilità a desiderare un viaggio e che le consenta di progettarlo, occorre anche un’autonomia di contesto di vita, di educazione, di crescita che permetta l’uscita da casa. Il cosiddetto “contesto di fiducia” come lo chiamano al Centro Documentazione Handicap di Bologna. Un contesto, a partire dalla famiglia, che infonda fiducia anche nella pur minima capacità residua, un contesto in cui, per esempio, se tu riesci a muovere un solo dito di una mano, si possa credere che tu con quel dito potrai sollevare il mondo, senza sentirti limitato e incapace. Ma come si costruisce un contesto di fiducia?
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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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