CRONISTORIA DI UNA PANDEMIA (Maria Grazia Craveri)

 

 

DA silvanapalleria@hotmail.it

 

 

 

23/04/2020 15:04

 

A  menteinpace@libero.it   

 

 

 

 

 

Sotto le feste di Natale, mentre tutti eravamo indaffarati a fare decorazioni ( come lo faccio l’albero? Rosso/ oro o bianco e blu? Qual è la tendenza quest’anno?), a comprare regali (alla zia facciamo la solita sciarpa che tanto le porta, a Gio compriamo GRANDALAND), e a studiare il menù (lasagne o tagliatelle? Arrosto o tacchino? E poi il panettone … lo farciamo con il gelato di FIOCA?) arrivavano sporadiche le notizie di un virus che, maledetto, aveva iniziato la sua diffusione in un mercato nella lontana Cina, dove si vendevano pesce e pipistrelli (che schifo!).

“Vabbè, ma tanto è laggiù, cosa vuoi che sia, è solo una semplice influenza!”

E poi si iniziano a contare le vittime, principalmente nella città di WUHAN, dove si è sviluppata, gli scienziati isolano il virus e lo battezzano: SARS-COV-2 danno il nome pure alla malattia COVID-19 , CORONAVIRUS per gli amici.

Però intanto festeggiamo il Natale, “buono il panettone con il gelato”, andiamo a sciare, facciamo qualche festa di carnevale … , no, della donna no perché arriva la bomba anche da noi, passando per CODOGNO, MILANO e BERGAMO.

La gente inizia ad ammalarsi, gli ospedali si riempiono, c’è bisogno di posti di terapia intensiva.

“Ma tanto muoiono solo i vecchi…”

Chiudono le scuole, chiudono i locali, chiudono una marea di attività… iniziamo a sfoggiare mascherine fai da te, perché quelle medicali non si trovano, nei negozi manca l’alcool, il gel disinfettante, inizia la fobia per accaparrarsi il lievito (l’ho imparato solo ora che non si dice LO LIEVITO) e la farina, la gente si fionda nei supermercati a fare spese come se non ci fosse un domani, rigorosamente in coda a debita distanza di sicurezza ( come i tedeschi fanno da sempre).

Si inizia a fare SMART WORKING, che non so se tutte le mamme sono poi così contente, si fa la spesa nel negozietto sotto casa, dove si entra timidamente perché non ci abbiamo mai messo piede, convinti che andando al centro commerciale si risparmi e , pure lo zio del “ah no, mi wazzapp sai nen duvrelu”, fa bonifici e operazioni con l’home banking manco fosse un broker di Wall Street .

Esce fuori la vera essenza delle persone , chi è buono da il meglio, e chi è stronzo non si smentisce nemmeno in una situazione difficile come questa. Ok, una buona occasione per fare un po’ di pulizia intorno a sé...

Iniziano le guerre della mascherina “se mi dici che sono obbligato ad usarla sei obbligato a darmela”, battaglie all’ultimo colpo di mouse per la domanda dei 600€ all’INPS, distribuzioni di “BUONI SPESA” da parte dei Comuni.

Troppa gente in giro, “dovevano chiudere tutto già a gennaio”...Seee....hai idea di che rivoluzione avrebbero fatto quelli che ancora oggi non hanno capito che bisogna stare a casa? Fioccano ammende, denunce e multe e c’è sempre ancora troppa gente in giro ...

Il mio negozio modifica l’orario, come misura di contenimento del contagio, apertura solo la mattina, il pomeriggio tutto è chiuso ( anche banca, posta e municipio) e quindi non s’ha da uscire.

Pasquetta a casa… davvero? Ho sempre lavorato a Pasquetta, mi ha fatto un po’ effetto passare una festa come una persona normale, alzandomi alle 8.30, facendo colazione con la famiglia e poi preparare pranzo per quattro…videochiamate alle nipoti…, un po’ di ginnastica con SILVICOST …

Sarebbe bello che alla fine di tutto ciò, che io spero sia abbastanza vicina, certe cose rimanessero, dalle file ordinate al cucinare per i propri cari, dal vedere l’estratto conto on-line (invece di stressare il cassiere) alla spesa nel negozietto di paese, dal mio pomeriggio libero anche ad agosto al ringraziare il Sindaco che ci ha donato le mascherine.

SI POTRÀ’ ANCHE DOPO, VOGLIO CREDERLO!

 

Maria Grazia Craveri

 

Pubblicato con il consenso dell’Autrice

 

 

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Benedetto Saraceno

LE LINGUE DELLA PAURA

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In un bosco nei dintorni di Ginevra, in circostanze casuali, si consuma il cruento omicidio del vicedirettore della HEGA, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di economia sanitaria mondiale.

L’autore materiale è un alto funzionario della stessa agenzia, Andreas Krause, per il quale la vittima rappresenta l’unico ostacolo apparentemente insormontabile alle proprie ambizioni di carriera. Assediato dal timore di essere scoperto e dai sospetti che cominciano ad addensarsi su di lui, si ritrova lentamente risucchiato in un gorgo di paure e ossessioni, che degenera in un’autentica paranoia. Arriva addirittura ad assoldare un killer per sbarazzarsi di un collega che, secondo il suo lucido delirio, sarebbe pronto a denunciarlo. In breve tempo la sua vita privata e professionale va a rotoli, e ogni tentativo di fare marcia indietro e confessare il proprio delitto è vanificato da continue oscillazioni emotive e confusi progetti di fuga. Nel chiuso, ovattato quanto spregiudicato ambiente diplomatico internazionale affiorano intanto intrighi e personaggi di dubbia moralità, disposti a tutto pur di non perdere potere e privilegi. Tra rituali bizantini, scandali messi sotto silenzio e subdoli conflitti d’interesse, emerge un quadro a tinte fosche tratteggiato con inquietante precisione. Nella sua pur riluttante connivenza, di questo perverso mosaico Krause è un tassello fondamentale.

 

Le lingue della paura è un raffinato noir psicologico, una storia intrisa di cinismo, avidità e umana fragilità, con un finale sorprendente.

 

L’Autore

Psichiatra, dal 1999 al 2010 è stato direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Abuso di Sostanze dell’Organizzazione mondiale della Salute a Ginevra. In precedenza ha lavorato all’Ospedale psichiatrico di Trieste sotto la direzione di Franco Basaglia e Franco Rotelli, ed è stato a capo del Laboratorio di Epidemiologia e Psichiatria sociale presso l’Istituto Mario Negri.

Membro onorario del Royal College of Psychiatry, attualmente è segretario generale del Lisbon Institute of Global Mental Health. Ha all’attivo oltre duecento articoli su riviste scientifiche internazionali.

Tra i suoi ultimi volumi pubblicati ricordiamo: Psicopolitica. Città, salute, migrazioni (DeriveApprodi, 2019); Sulla povertà della psichiatria (DeriveApprodi, 2017); Discorso globale, sofferenze locali. Analisi critica del Movimento di salute mentale globale (il Saggiatore, 2014).

 

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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