IL RITORNO DI PSICORADIO (www.psicoradio.it)

DA psicoradio@gmail.com

 

15/5/2020 - 15:17

 

A  menteinpace@libero.it  

 

 

Cari amici

è da un po’ che non ricevete la nostra Psiconews! In questo periodo di emergenza però non siamo stati fermi, e abbiamo molte novità da raccontarvi.

Cominciamo dall’ultimo evento: Psicoradio ha partecipato di nuovo al Festival dei Diritti Umani (Milano, 5/7 maggio) con alcuni programmi che hanno affiancato quelli di RaiRadio3 in uno spazio dedicato ai podcast.

Potete ascoltare la trasmissione che abbiamo dedicato al Festival, “Da vicino nessuno è disabile” con una intervista al suo direttore, Danilo de Biasi.

Per quanto riguarda i programmi, abbiamo dovuto inventarci un modo per continuare a lavorare anche se non possiamo vederci di persona, non possiamo usare la redazione e lo studio di registrazione, i computer con i programmi di regia… 

Ce l’abbiamo fatta.

Dall’inizio di marzo, ci incontriamo in teleconferenza tre volte a settimana per lunghe riunioni di redazione dove progettiamo le trasmissioni. Poi ciascuno lavora da casa con programmi scaricati ed imparati di corsa; così attraverso una chat dedicata e uno spazio in cloud, ogni redattore, e tutto lo staff, lavorano in connessione per realizzare trasmissioni che leghino i temi classici della nostra produzione al periodo strano e duro che stiamo vivendo. 

Anche i nostri programmi sono cambiati: abbiamo intitolato il nuovo format “Le Finestre di Psicoradio": le finestre di casa dalle quali ci siamo affacciati in questi mesi di clausura, le finestrelle nelle quali ognuno di noi è inquadrato durante le nostre videochiamate di gruppo, le finestre sui temi della salute mentale e della psiche, che non vogliamo smettere di aprire. 

Sono programmi brevi, circa 5/7 minuti, perché si possano inserire anche in palinsesti già strutturati. 

Oltre alle radio che continuano a trasmetterci, abbiamo cercato nuovi partner per la messa in onda delle “Finestre”. 

L'idea è di diffondere su radio, blog e agenzie “pillole” di cultura sulla salute mentale, su come le persone - con disagio psichico e non - affrontano questo periodo, dando anche qualche informazione utile. Il tutto realizzato da una redazione di “esperti per esperienza” che sul tema del disagio psichico riflettono ormai da anni.

Oltre alle radio che già ci mandano in onda, le Finestre sono trasmesse anche da: 

Radio Città Fujiko - Bologna (il martedi alle 17.30)

Radio Tandem - Bolzano  (5 trasmissioni alla settimana, alle 17 dal lunedi al venerdi)

Radio Sherwood – Padova ( 5 trasmissioni alla settimana alle 12 dal lunedi al venerdi)

Radio OHM – Chieri

 

Ci sono dei podcast settimanali dedicati 

Sull’agenzia nazionale di stampa Redattore Sociale - Agenzia di comunicazione

Sul Blog del Pilastro – Bologna

 

Dei programmi parleremo nelle prossime news ma se siete arrivati fino a qui e avete voglia di leggere ancora, vi segnaliamo un articolo, che trovate sul nostro sito, con alcune raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale della Sanità per parlare di Coronavirus senza rendere la situazione attuale più terrorizzante e traumatica di quanto non lo sia oggettivamente. Come sempre, non ci stanchiamo di ripeterlo, le parole contano.

 

RISENTI TUTTE LE PUNTATE SUL NOSTRO SITO

http://www.psicoradio.it 

 

 

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Andrea Castellino

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"COSA SI FA DI BELLO?"

anni 2020-2021

PROGETTO: "COSA SI FA DI BELLO?"
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PROGETTO

"ANCORA INSIEME" Relazione finale

PROGETTO "ANCORA INSIEME"
Relazione finale
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Cooperativa Proposta 80
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ZONA FRANCA,

Per comunicare 

emozioni/interessi/passioni

con vari linguaggi, specie i video,  con l’obiettivo di costituire una redazione di una rivista crossmediale.

 

Il progetto è condotto da Silvia Bongiovanni dell’Associazione culturale Kosmoki. Rientra nel più ampio progetto Restart & Recovery che ha come capofila la Cooperativa sociale “Proposta 80”. Partecipa anche la Cooperativa sociale “Momo” e l’Associazione “MenteInPace”.

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 Silvia Ziche

La gabbia

Feltrinelli comics

 

Una storia personale e universale che unisce dramma e commedia, con una profonda e toccante analisi delle relazioni fra madre e figlia.

A soffrire si impara, e l'infelicità è un'arte che si apprende fin da piccole, grazie all'insegnamento di chi ci ha precedute. Antenate, nonne, zie, prozie si snodano in una processione che arriva da lontano, ognuna con il proprio fardello, fino a chi ci è più vicino: la madre. Una madre svalutante e glaciale nel caso di Serena, protagonista di questa storia. Costretta ad allontanarsene nel tentativo di salvarsi, Serena interrompe i rapporti con lei, recidendo i legami con il passato, gli amici, il paese dell'infanzia pieno di ricordi. Fino a quando la madre terribile muore, e la figlia dopo una lunga assenza ritorna. Per ingaggiare un dialogo interiore con il fantasma della figura più importante della sua vita e scoprirne infine un lato insospettabile. Senza perdere la comicità e l'acume tipici del suo raccontare, Silvia Ziche si misura con il suo primo libro non umoristico, condividendo una storia privata eppure capace di parlare a quella parte indifesa, nascosta in molti di noi, a cui è mancata una carezza. Un viaggio coraggioso alle radici di un'assenza, nel cuore di una domanda che brucia: perché, proprio negli affetti più cari, siamo capaci di dare il peggio di noi.

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