DOPO IL COVID. NON C’È RIPRESA SENZA “SALUTE MENTALE” (Fabrizio Starace)

DA quotidianosanita@qsedizioni.it

 

ve 15/05/2020 -  23:55

 

A menteinpace@libero.it

 

 “I servizi di salute mentale sono una parte essenziale di tutte le risposte del governo a COVID-19. Devono essere ampliati e interamente finanziati. Le politiche devono supportare e prendersi cura delle persone affette da condizioni di salute mentale e proteggere i loro diritti umani e la loro dignità”, così Segretario Generale delle Nazioni Unite Guterres il 13 maggio scorso lanciando un documento dell'Onu sulla salute mentale. IL DOCUMENTO.

 

15 MAG - Il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha lanciato il 13 maggio un Policy Brief per dare impulso alle azioni globali per la Salute Mentale nel corso della pandemia da coronavirus. Nel suo discorso Antonio Guterres (vedi video a fondo pagina) ha sottolineato come il virus COVID-19 non stia solo attaccando la nostra salute fisica ma anche aumentando la sofferenza psicologica.

Ha quindi passato in rassegna le cause principali di queste sofferenze: “Dolore per la perdita dei propri cari ... Shock per la perdita di posti di lavoro ... Isolamento e restrizioni ai movimenti ... Dinamiche familiari difficili ... Incertezza e paura per il futuro ...” “Quelli più a rischio sono operatori sanitari in prima linea, anziani, adolescenti e giovani, quelli con problemi di salute mentale preesistenti e quelli coinvolti in conflitti e crisi.”
 
Si è quindi soffermato sullo stato dei Servizi di salute mentale, impoveriti da anni di abbandono e investimenti insufficienti, e sulla necessità di rafforzarli perché siano in grado di rispondere alla crisi sociale ed economica che la pandemia di COVID-19 ha determinato. "Anche quando la pandemia sarà sotto controllo, il dolore, l'ansia e la depressione continueranno a colpire persone e comunità.”

 
Quindi Guterres è passato ad interpellare i Governi degli Stati Membri perché operino concretamente per dare risposta ai bisogni di salute mentale delle popolazioni esposte alla pandemia da coronavirus.

 

“I servizi di salute mentale sono una parte essenziale di tutte le risposte del governo al COVID-19. Devono essere ampliati e interamente finanziati. Le politiche devono supportare e prendersi cura delle persone affette da condizioni di salute mentale e proteggere i loro diritti umani e la loro dignità.”

 

“Chiedo ai governi – ha concluso Guterres – di annunciare impegni ambiziosi in materia di salute mentale in occasione della prossima Assemblea Mondiale della Sanità.”
 
Nell'UN Policy Brief le azioni da intraprendere sono chiaramente sintetizzate:


• Applicare un approccio globale (whole-of-society) per promuovere, proteggere e aver cura della salute mentale. L’inclusione dei temi della salute mentale e psicosociale nella risposta nazionale al COVID-19 è essenziale perché migliora la qualità della programmazione, le capacità di coping delle persone durante la crisi, riduce la sofferenza e consente di accelerare la ripresa e la ricostruzione delle comunità.

 

• Assicurare una ampia disponibilità di interventi di salute mentale e supporto psicosociale in emergenza. Occorre sostenere un’azione comunitaria, che rafforzi la coesione sociale, la solidarietà e capacità di gestire la salute, riduce la solitudine e promuove il benessere psicosociale. Va implementato l’uso innovativo delle tecnologie per favorire i contatti da remoto. Attenzione prioritaria va dedicata a proteggere e promuovere i diritti umani delle persone con disturbi mentali gravi e disabilità.

 

• Sostenere la costruzione dei servizi di salute mentale del futuro, attraverso più cospicui investimenti che attenuino le attuali disuguaglianze. L’assistenza va orientata verso il superamento dell’istituzionalizzazione e il rafforzamento di servizi di comunità. Tutti i programmi per affrontare e ridurre i problemi di salute mentale creati dalla pandemia devono essere, infine, monitorati e sottoposti a valutazione.

 

Ora che nel nostro Paese i dati sulla pandemia sembrano mostrare un andamento più rassicurante, e che l'attenzione si sposta su misure e modalità di rilancio, è più che mai necessario ricordare che "non c'è ripresa senza salute mentale".



Fabrizio Starace
Presidente Società italiana di epidemiologia psichiatrica (SIEP) e Componente Consiglio Superiore di Sanità

 

 

 

Tratto da: http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=85241&fr=n

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In un bosco nei dintorni di Ginevra, in circostanze casuali, si consuma il cruento omicidio del vicedirettore della HEGA, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di economia sanitaria mondiale.

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Psichiatra, dal 1999 al 2010 è stato direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Abuso di Sostanze dell’Organizzazione mondiale della Salute a Ginevra. In precedenza ha lavorato all’Ospedale psichiatrico di Trieste sotto la direzione di Franco Basaglia e Franco Rotelli, ed è stato a capo del Laboratorio di Epidemiologia e Psichiatria sociale presso l’Istituto Mario Negri.

Membro onorario del Royal College of Psychiatry, attualmente è segretario generale del Lisbon Institute of Global Mental Health. Ha all’attivo oltre duecento articoli su riviste scientifiche internazionali.

Tra i suoi ultimi volumi pubblicati ricordiamo: Psicopolitica. Città, salute, migrazioni (DeriveApprodi, 2019); Sulla povertà della psichiatria (DeriveApprodi, 2017); Discorso globale, sofferenze locali. Analisi critica del Movimento di salute mentale globale (il Saggiatore, 2014).

 

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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