CON CHI È PIÙ RILASSANTE DIALOGARE? (Franco Fornari)

Anche se conversare con chi ha una visione del mondo più simile alla nostra è certamente meno faticoso rispetto al confronto con chi ne ha una diametralmente opposta, non è questa la condizione che metterei in cima alla classifica come la più gratificante e proficua in assoluto.
Come diceva Freud: "Se due persone la pensano sempre esattamente allo stesso modo, vi posso assicurare che una delle due pensa anche per l'altra!".

Piuttosto, le persone con cui è più piacevole conversare sono quelle che:

1. se ti chiedono come stai, hai la sensazione che gli interessi veramente saperlo;

2. quando proponi un argomento di conversazione, ti seguono su quel tema oppure ti dicono sinceramente che non ne sanno nulla o che non lo trovano interessante;

3. ti ascoltano con la sincera intenzione di capire quello che stai dicendo e non sono convinte di aver già capito tutto, prima ancora che tu abbia espresso il tuo pensiero compiutamente;

4. non ti parlano sopra, ma sanno rispettare i turni di una conversazione: uno parla e l'altro ascolta, a turno, appunto;

5. se parli di A, loro non rispondono parlando di B, casomai lo faranno in un secondo momento come argomento separato e distinto da A;

6. se esprimi un'opinione su un argomento specifico, anche un'eventuale loro opinione contraria sarà comunque centrata su quell'argomento;

7. se sono in disaccordo con te, sono in grado di argomentare la loro divergenza di opinione restando "sul pezzo" senza divagare;

8. non ti attribuiscono pensieri o intenzioni che non hai mai avuto, né tanto meno parole che non hai mai pronunciato.

In sintesi? Si chiama "riconoscimento dell'Altro"! Un'acquisizione della mente, tutt'altro che scontata.

 
Franco Fornari

Psicologo, Psicoterapeuta

 

tratto dal profilo facebook: https://www.facebook.com/100005128412323/posts/1510319175815682/?sfnsn=scwspwa&extid=BGVrYUP5gHIlPh2E

 

Segnalato da Alice Lorenzin, volontaria di MenteInPace,

 

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 Claudio Giunta

«Ma se io volessi diventare una fascista intelligente?»

L'educazione civica, la scuola, l'Italia

Rizzoli, 2021

 

Agile, ironico, allo stesso tempo equilibrato e tagliente, ma soprattutto profondamente antimanicheo, questo libro riflette con intelligenza sugli spazi, i tempi, i metodi e i contenuti di un approccio alla scuola che non sembra più in grado di intercettare i veri bisogni educativi dei ragazzi italiani, e osserva secondo una prospettiva nuova un insegnamento cruciale che fin qui è stato affrontato in maniera sconclusionata, retorica e persino controproducente.

«Ma se io volessi diventare una fascista intelligente, perché mai la scuola e lo Stato dovrebbero impedirmelo?» Claudio Giunta se l'è sentito chiedere da una studentessa alla fine di una lezione in un liceo. Una domanda niente affatto banale – anzi, acuta e attualissima – che avrebbe meritato una risposta chiara e articolata, se un insegnante non l'avesse subito bollata come «provocazione», troncando ogni possibilità di dialogo. Questo libro nasce anche dal desiderio di dare una risposta sensata al quesito che la studentessa ha posto con ovvio intento polemico: «Lo Stato e la scuola» osserva Giunta «non dovrebbero impedirle di diventare una fascista intelligente, ma dovrebbero agire in modo tale da non fargliene venire la voglia, e prima della voglia l'idea».

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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