PRIMA LA VITA: LE DONNE IN NERO TORNANO A MANIFESTARE AD ALBA (Associazione di promozione sociale altritasti)

 

DA info@altritasti.it

28/05/2020 – 15:37

A menteinpace@libero.it  

 

a cura delle Donne in Nero contro la guerra di Alba.

 

La pandemia ci ha fatto scoprire quanto siamo fragili e come lo smantellamento della sanità pubblica, avvenuto negli ultimi anni, abbia favorito la diffusione del contagio provocando migliaia di vittime...

Abbiamo capito che SICUREZZA significa disporre di strutture sanitarie e cure adeguate e questo implica investire di più nella SANITÀ PUBBLICA. Invece, anche nel periodo di chiusura, il Governo ha deciso di:

- permettere alle industrie belliche di continuare a produrre (sono “essenziali”??);

- continuare ad acquistare cacciabombardieri F35 (un F35 costa 135 milioni di euro, pari a 1350 letti per terapia intensiva), un nuovo sottomarino (che costa 650 milioni di euro, quanto basterebbe per 6550 letti per terapia intensiva), nuovi blindati, elicotteri, missili per una spesa - in 6 anni - di 5miliardi di euro (con cui si potrebbero acquistare 4200 letti ospedalieri in più all’anno)

Investimenti che portano morte, alimentano i conflitti e peggiorano i rapporti sociali (fonte: https://www.disarmo.org/rete/a/47596.html e https://www.disarmo.org/rete/a/47409.html)

ABBIAMO BISOGNO DI UNA SICUREZZA ARMATA O DI UNA SICUREZZA CHE SIA DIFESA E CURA DELLA VITA?

Per questo riteniamo urgente ridurre drasticamente le spese militari (spendiamo 70 milioni di euro al giorno!) e convertire l’attività delle industrie belliche per produrre attrezzature e dispositivi utili per la sanità.

Per questo saremo in via Maestra, Alba - in silenzio - sabato 30 maggio 2020 dalle 18 alle 19

 

 

Tratto da: http://www.altritasti.it/index.php/cuneo-e-provincia/4376-prima-la-vita-le-donne-in-nero-tornano-a-manifestare-ad-alba

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 Matteo Spicuglia

Noi due siamo uno

Storia di Andrea Soldi, morto per un Tso

add editore

 

Il 5 agosto 2015 la città è caldissima, qualcuno è già in vacanza, altri cercano un po’ d’aria nei giardini del quartiere.

Anche Andrea Soldi è seduto su una panchina, ma quella è la “sua” panchina sempre, in ogni stagione. Lì si rifugia quando i pensieri lo assalgono, lì trova conforto e si sente a casa. Andrea soffre da anni di schizofrenia, la madre, il padre e la sorella sono il suo sostegno e piazza Umbria il posto del cuore.

Ha quarantacinque anni, non è violento, non è mai stato pericoloso, eppure, quel 5 agosto morirà a causa di un Trattamento sanitario obbligatorio eseguito da alcuni vigili urbani e dal personale medico. Il processo è arrivato ora alla fase d’appello, ma questa forse è la cosa meno importante della storia.

Dopo la morte, la famiglia Soldi ha trovato alcune pagine che erano il diario di Andrea in cui la trascrizione lucidissima della sofferenza illumina il percorso psicologico e i silenzi che per anni lo avevano avvolto.

Matteo Spicuglia è un giornalista che ha seguito il caso e che non ha voluto fermarsi alla cronaca: a partire da quel diario allarga lo sguardo dalla panchina su cui è morto Andrea alla realtà dei TSO, dalla sua esistenza difficile al mondo della malattia psichica, dalla famiglia torinese alle tante altre che si trovano a convivere con pregiudizi e inadeguatezza dei servizi medici e sociali nella gestione di patologie che soffrono ancora lo stigma sociale.

Nel diario Andrea aveva scritto di sperare che la sua fatica e il suo dolore non passassero invano; questo libro è il motivo per cui ciò non avverrà.

 

Per visualizzare il sito della casa editrice e la pagina dedicata al libro

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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