ASL CN1 - CENTRO PER I DISTURBI ALIMENTARI. Un aiuto contro i comportamenti alimentari errati (Gabriele Destefanis, Ideawebtv.it)

A Cuneo il centro coordinato da Anna Maria Pacilli al fianco di chi soffre di dipendenze da abuso o rifiuto di cibo

 

 

 

GABRIELE DESTEFANIS  

 

 

 

La pandemia ci ha imposto un confronto “fre­quen­te” e “serrato” con noi stessi; abbiamo dovuto fare i conti con i nostri limiti e le nostre paure. Ecco perché sono stati mesi piuttosto difficili per le persone che soffrono di disturbi del comportamento alimentare, già fragili e, dunque, rese ancora più vulnerabili da questa emergenza. A Cuneo, al loro fianco, c’è sempre stato il Centro Dca (disturbi del comportamento alimentare) di corso Fran­cia, la cui attività non si è mai interrotta, coordinata dalla responsabile, la psichiatra Anna Maria Pacilli. Noi di IDEA la abbiamo intervistata.

Dottoressa Pacilli, come avete affrontato questo periodo?

«Abbiamo proseguito l’attività, alternando le presenze e cercando di sfruttare l’ampio giardino che abbiamo a disposizione. Per chi non se la sentiva di recarsi in sede abbiamo utilizzato telefono e Skype».

 

Quali le conseguenze dell’emergenza sui pazienti?

«Ci sono state due reazioni differenti. In alcuni casi la patologia si è acuita, perché ai disturbi alimentari si sono associate delle vere e proprie forme fobiche nei confronti del virus che hanno portato ad avere una tal paura del contagio da non volere venire al centro, nonostante le rassicurazioni. Al contrario, per altri pazienti avere un motivo per uscire di casa è stato terapeutico, specie per chi a casa vive situazioni familiari problematiche».

 

Quali attività proponete presso il vostro centro?

«Dal lunedì al venerdì diamo la possibilità alle persone che soffrono di disturbi alimentari di incontrarci per ricevere supporto e per poter seguire una terapia. Il momento più delicato è quello dei pasti, che viene curato da nutrizionisti e consumato con il controllo dei nostri operatori. Al termine, vengono proposte attività di tipo riabilitativo, tra cui la cura dell’orto, che consentono alle ragazze seguite dal nostro centro di non pensare eccessivamente al fatto di aver appena ingerito cibo o, comunque, all’eventuale desiderio di smaltire calorie in fretta».

 

Quali sono i disturbi principali che vi trovate ad affrontare?

«Anoressia, bulimia e disturbo dell’alimentazione incontrollata. Le patologie si manifestano prevalentemente in età adolescenziale, anche se ultimamente si assiste anche a esordi più precoci, intorno ai 10-11 anni, e a forme tardive, che interessano donne di 40-50 anni».

 

Si registrano casi anche tra gli uomini?

«Anni fa no. Oggi ci sono, ma in percentuale decisamente bassa, pari all’1-2%. Nella popolazione maschile si verificano principalmente due forme di anoressia: quella simile alla patologia femminile, che si manifesta con l’estrema magrezza, oppure l’“anoressia inversa”, tipica dei frequentatori di palestre, che sembrano avere un pe­so corretto ma in realtà hanno un ec­cesso di massa muscolare e, in molti casi, si nutrono solo di cibi iperproteici».

 

Quali sono le cause?

«Si è spesso alla ricerca di un’immagine del corpo molto “magra” che si pensa possa risultare attraente da un punto di vista estetico e sessuale. Può condizionare anche il ruolo della famiglia: a volte le nostre pazienti vivono situazioni difficili o hanno genitori soggetti agli stessi problemi, aspetto, quest’ultimo, che incide dal punto di vista comportamentale. L’obiettivo è la presa di coscienza da parte dei pazienti. Una ragazza che ora è tornata a stare bene mi ha detto: “La mia struttura fisica è questa, il problema è che io volevo andare contro la mia genetica”».

«Si tratta di una dipendenza dal cibo, sia in caso di rifiuto che di abuso. Il buon esito delle terapie non è facile da raggiungere anche perché c’è il rischio di ricadute. Tuttavia, circa il 60-65% dei casi porta a termine il percorso positivamente, riuscendo talune volte a guarire definitivamente».

 

 

 

Tratto da: https://www.ideawebtv.it/2020/05/28/un-aiuto-contro-i-comportamenti-alimentari-errati/?fbclid=IwAR3wPThAUludt3LgevsaNwlKfR8e2-XoC4Yn6Rn_P8jtN5bhfF4ZUDf3rHE

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Commenti: 2
  • #1

    Marta (domenica, 29 agosto 2021 07:33)

    Buongiorno
    Sono Marta e ho 25 anni:
    Vorrei iniziare un percorso con uno psicoterapeuta. Ne ho già fatto uno e sentivo quanto mi era di aiuto. Ora penso di averne bisogno più di altri momenti.
    Ho sempre avuto un rapporto più che conflittuale con l’alimentazione, mi è stato detto più volte dai medici di avere un disturbo alimentare, ma non sono mai stata in pericolo di vita per questi miei comportamenti di disequilibrio. Questo è un periodo di particolare fatica e non voglio più essere sola e tentare di “gestire” la cosa a modo mio, quindi mi piacerebbe un percorso che partisse proprio da questo.
    Vi contatto perché non so a chi rivolgermi.
    Potete indirizzarmi?

  • #2

    Gianfranco Conforti (domenica, 29 agosto 2021 10:02)

    Buongiorno signora Marta,

    intanto bisognerebbe sapere in che località vive per saperla indirizzare ad un centro specializzato per i disturbi del comportamento alimentare.

    Comunque Le indico questo sito dove può vedere i centri in Italia (clicchi sul link sottostante):

    http://www.disturbialimentarionline.it/mappadca/index.php?option=com_content&view=article&id=16&Itemid=6

    Spero possa trovare aiuto e migliorare la sua situazione.

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In un bosco nei dintorni di Ginevra, in circostanze casuali, si consuma il cruento omicidio del vicedirettore della HEGA, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di economia sanitaria mondiale.

L’autore materiale è un alto funzionario della stessa agenzia, Andreas Krause, per il quale la vittima rappresenta l’unico ostacolo apparentemente insormontabile alle proprie ambizioni di carriera. Assediato dal timore di essere scoperto e dai sospetti che cominciano ad addensarsi su di lui, si ritrova lentamente risucchiato in un gorgo di paure e ossessioni, che degenera in un’autentica paranoia. Arriva addirittura ad assoldare un killer per sbarazzarsi di un collega che, secondo il suo lucido delirio, sarebbe pronto a denunciarlo. In breve tempo la sua vita privata e professionale va a rotoli, e ogni tentativo di fare marcia indietro e confessare il proprio delitto è vanificato da continue oscillazioni emotive e confusi progetti di fuga. Nel chiuso, ovattato quanto spregiudicato ambiente diplomatico internazionale affiorano intanto intrighi e personaggi di dubbia moralità, disposti a tutto pur di non perdere potere e privilegi. Tra rituali bizantini, scandali messi sotto silenzio e subdoli conflitti d’interesse, emerge un quadro a tinte fosche tratteggiato con inquietante precisione. Nella sua pur riluttante connivenza, di questo perverso mosaico Krause è un tassello fondamentale.

 

Le lingue della paura è un raffinato noir psicologico, una storia intrisa di cinismo, avidità e umana fragilità, con un finale sorprendente.

 

L’Autore

Psichiatra, dal 1999 al 2010 è stato direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Abuso di Sostanze dell’Organizzazione mondiale della Salute a Ginevra. In precedenza ha lavorato all’Ospedale psichiatrico di Trieste sotto la direzione di Franco Basaglia e Franco Rotelli, ed è stato a capo del Laboratorio di Epidemiologia e Psichiatria sociale presso l’Istituto Mario Negri.

Membro onorario del Royal College of Psychiatry, attualmente è segretario generale del Lisbon Institute of Global Mental Health. Ha all’attivo oltre duecento articoli su riviste scientifiche internazionali.

Tra i suoi ultimi volumi pubblicati ricordiamo: Psicopolitica. Città, salute, migrazioni (DeriveApprodi, 2019); Sulla povertà della psichiatria (DeriveApprodi, 2017); Discorso globale, sofferenze locali. Analisi critica del Movimento di salute mentale globale (il Saggiatore, 2014).

 

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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