IMPATTO PSICOLOGICO DEL LOCKDOWN. (Ester Maragò)

Impatto psicologico del lockdown.

Ansia e regressione per sei minori su dieci.

Indagine dell’Irccs Gaslini

 

DA quotidianosanita@qsedizioni.it

 

 

A  menteinpace@libero.it  



Irritabilità, disturbi del sonno e disturbi d’ansia, sensazione di mancanza d’aria e una significativa alterazione del ritmo del sonno hanno colpito bambini e gli under 18. Nel 65% dei bambini al di sotto dei sei anni e nel 71% di quelli sopra questa età sono insorte problematiche comportamentali e sintomi di regressione. I risultati dell'indagine presentata oggi al ministero della Salute. Zampa ai ragazzi: “Grazie per avere protetto non solo voi stessi, ma anche i vostri familiari” L'INDAGINE

 

16 GIU - Irritabilità, difficoltà ad addormentarsi per poi svegliarsi durante il sonno. Senso di inquietudine, ansia a separarsi dai propri cari, paura del buio e pianto inconsolabile, ma anche regressione comportamentale.
 
Il lockdown ha segnato i nostri bambini perché, come hanno descritto nei loro disegni, il virus che ci ha costretti e li ha costretti a cambiare le abitudini “è brutto”. Ma se i più piccoli hanno accusato il colpo anche i bambini più grandi e gli adolescenti non sono rimasti indenni, la sensazione di fiato corto li ha accompagnati i questi mesi. Anche loro hanno avuto disturbi del sonno con una tendenza ad andare a letto molto più tardi e non riuscire a svegliarsi al mattino. Un tempo difficile con un’aumentata instabilità emotiva con irritabilità e cambiamenti dell’umore.

A fotografare l’impatto psicologico della pandemia Covid-19 nelle famiglie in Italia è un’indagine promossa dall’Irccs Giannina Gaslini di Genova e presentata oggi al ministero della Salute dal sottosegretaria di Stato alla Salute Sandra Zampa, insieme a Paolo Petralia, direttore generale del Gaslini e allo psichiatra Fabrizio Starace, membro della task force di Vittorio Colao per la ripartenza economica e sociale del Paese.


L’indagine, promossa dal neurologo Lino Nobili, che dirige il dipartimento di Neuropsichiatria infantile dell’istituto genovese, è stat aavviata  a quindici giorni di distanza dall’inizio del lockdown, tra il 24 marzo e il 3 aprile, ha visto l’adesione di 6.800 persone da tutta Italia (in particolare dalle regioni del Nord e alta Toscana), di cui quasi la metà (3.245) con figli minorenni a carico. (E.M.)

Dall’analisi delle risposte è emerso che la situazione di isolamento ha determinato una condizione di stress con ripercussioni non solo sulla salute fisica ma anche su quella emozionale-psichica, sia dei genitori che dei piccoli e degli adolescenti,
 
Bambini e ragazzi che la Sottosegretaria Zampa ha voluto ringraziare per aver risposto in maniera esemplare all’emergenza: “Grazie per avere protetto non solo voi stessi ma anche i vostri familiari. Vorremmo che sapeste che in testa alle nostre preoccupazioni c’è sempre stata la vostra salute e che l’Italia oggi sta combattendo sul fronte scientifico per avere il vaccino ed esiste la possibilità di difendersi e vincere sul virus”.
È importante oggi, ha aggiunto, essere consapevoli di quanto le misure assunte dal governo di chiusura e isolamento, che pure hanno messo in sicurezza la salute delle famiglie italiane, abbiano pesato su bambine, bambini e adolescenti: “Sono loro quelli che hanno pagato un prezzo particolarmente alto durante il lockdown. Non poter andare a scuola, non poter vedere le proprie maestre e i propri compagni di classe, non poter correre e giocare in un parco con i propri amici li ha certamente penalizzati. Per questo dobbiamo oggi fare in modo di accompagnarli per mano fuori per far ritorno a una quotidianità che vorremmo fosse la più bella e sicura possibile. Dobbiamo fare in modo che alla fine di un’esperienza che ricorderanno per tutta la vita, si sentano più forti e sicuri, consapevoli che si può combattere e vincere anche una battaglia difficilissima come quella che abbiamo condiviso contro il coronavirus”.
E chissà, ha concluso, che qualcuno di loro non decida in futuro di dedicarsi alla ricerca per aiutare la scienza.

“L’Irccs Gaslini ha scelto di raccogliere durante il lockdown il prezioso e irripetibile contributo di quasi settemila famiglie in Italia che ne descrivevano gli effetti sulla propria salute – ha spiegato Paolo Petralia, direttore generale del Gaslini – l’analisi dei dati emersi consente ora di offrire risposte precoci e fondate ai tanti disturbi rilevati. Il prendersi cura precede il curare – ha proseguito – per questo abbiamo avviato un programma “Ciao come stai” attivando uno sportello di ascolto. Questa indagine ha quindi un valore di presa presa in carico più che di studio ecco perché è stata lanciata tempestivamente in un momento in cui navigavamo a vista. Per non ladciare soli i nostri bambini”.

Il messaggio che i bambini hanno comunicato con le parole e in particolare nei loro disegni è quello della paura, perché il virus è “brutto”, ha spiegato Petralia: “Ma se il lockdown ha segnato i nostri piccoli, sono state tante anche le difficoltà dei bambini sopra i sei anni e gli adolescenti. Hanno mostrato maggiore difficoltà ad addormentarsi ma anche a svegliari. Ossessione per la pulizia e di contro anche una scarsa collaborazione alle attività domestiche. Fiato corto e somatizzazione dei problemi, abuso dei media”.
Ma ora bisogna guardare avanti e l’attività del Gaslini non si fermerà ha detto Petralia: “Attiveremo al Gaslini un servizio ambulatoriale di presa in carico e proveremo a rispondere ai problemi. Il nostro obiettivo è non lasciare nessuno da solo e fare tesoro dei dati raccolti per dare risposte adeguate”.

“La ricerca è un ulteriore stimolo a recuperare al più presto, pur con le necessarie precauzioni, le opportunità di interazione diretta tra coetanei, strumento essenziale per lo sviluppo emotivo e l’acquisizione di competenze”, ha affermato lo psichiatra Fabrizio Starace, membro della task force di Vittorio Colao per la ripartenza economica e sociale del Paese. “Anche in altri Paesi, come la Cina sono stati notati sintomi come questo fra i ragazzi – ha aggiunto – per primi ci siamo posti il problema dei ragazzi con Adhd o altre patologie mentali, costretti a casa o magari in spazi non sempre ariosi. Abbiamo premuto perché vi fossero possibilità di deroga alle restrizioni per bilanciare il rischio di un potenziale contagio che poteva essere evitato adottando accortezze, con la certezza di conseguenze estremamente negative e critiche per queste persone”.
 
Per gli esperti tutte le manifestazioni di disagio emerse dall’indagine sono conseguenza della perdita delle routine. Per questo sono state offerte delle indicazioni ai genitori per riportare la situazione in carreggiata: “La prima indicazione – ha detto Starace – è ridefinire la routine includendo attività di gioco e di movimento. Occorre assegnare specifiche attività non facendo però scegliere a bambini e ragazzi le modalità con le quali trascorrere il tempo. Bisogna evitare il disperdersi nella rete e le tante ore davanti allo schermo”. Ma se occorre stare attenti ai ragazzi bisogna prestare attenzione anche ai genitori per sostenerli nell’interazione: “Nel comitato Colao abbiamo attivato misure di contrasto alla povertà infantile con supporti economici per l’educazione a distanza dei ragazzi”.

Soprattutto bisogna saper comunicare: “La non comunicazione diventa un problema che lascia spazio a fantasie disparate e non sempre positive”. E alla domanda se tutto questo lascerà strascichi irreversibili, Starace ha risposto che la irreversibilità memoria si accompagna sempre alla capacità di aver superato il peggio.
 
Ma vediamo cosa è emerso nel dettaglio.

Dall’analisi dei dati relativi alle famiglie con figli minori di 18 anni è emerso che nel 65% e nel 71% dei bambini con età rispettivamente minore o maggiore di 6 anni sono insorte problematiche comportamentali e sintomi di regressione. Per quel che riguarda i bambini al di sotto dei sei anni i disturbi più frequenti sono stati l’aumento dell’irritabilità, disturbi del sonno e disturbi d’ansia (inquietudine, ansia da separazione).
Nei bambini e adolescenti (età 6-18 anni) i disturbi più frequenti hanno interessato la “componente somatica” (disturbi d’ansia e somatoformi come la sensazione di mancanza d’aria) e i disturbi del sonno (difficoltà di addormentamento, difficoltà di riveglio per iniziare le lezioni per via telematica a casa). In particolare, in questa fascia di età è stata osservata una significativa alterazione del ritmo del sonno con tendenza al ”ritardo di fase” (adolescenti che vanno a letto molto più tardi e non riescono a svegliarsi al mattino), come in una sorta di “jet lag” domestico. Nei più grandi è stata inoltre riscontrata una aumentata instabilità̀ emotiva con irritabilità̀ e cambiamenti del tono dell’umore.

Lo studio ha inoltre messo in luce che il livello di gravità dei comportamenti disfunzionali dei bambini e dei ragazzi è statisticamente associato al grado di malessere dei loro genitori. Questo significa che all’aumentare dei sintomi di stress causati dall’emergenza Covid-19 nei genitori (disturbi d’ansia, dell’umore, del sonno, consumo di farmaci ansiolitici), aumentano i disturbi comportamentali e della sfera emotiva nei bambini e negli adolescenti.

Ester Maragò

 

 

Tratto da: http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=86247

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