LA SALUTE NON E’ UNA MERCE, LA SANITA’ NON E’ UNA AZIENDA (Medicina Democratica)

DA segreteria@medicinademocratica.org

 

20/6/2020 12:12

 

A  menteinpace@libero.it 

 

UN VIRUS PANDEMICO SI AGGIRA PER L’EUROPA : LA SALUTE NON E’ UNA MERCE, LA SANITA’ NON E’ UNA AZIENDA

 

 

giugno 19, 2020 

 

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Diritti

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SanitàServizio sanitario nazionale

 

 

 

 

Riportiamo la sintesi del documento emerso dalla discussione di circa 40 associazioni e oltre 100 persone per la messa al centro della salute quale obiettivo fondamentale anche tramite il rilancio (e la riforma) della sanità pubblica, per imparare dalle lezioni della pandemia e non continuare nella deriva privatistica, ben poco salutare, dei servizi.

Su questa piattaforma, condivisa dalle associazioni che l’hanno discussa e continuano nella discussione su obiettivi specifici, con gruppi di lavoro aperti a chiunque, intendiamo chiamare, appena possibile, a iniziative e manifestazioni di cui daremo conto.

 

manifesto licenziato 18 giugno 2020

 

LA SALUTE NON E’ UNA MERCE, LA SANITA’ NON E’ UNA AZIENDA

Un virus pandemico si aggira per l’Europa e scalza convinzioni e convenienze in tema di salute e di servizi sanitari. In Italia la conduzione dell’emergenza pandemica ha fatto emergere gravi inadeguatezze frutto delle politiche di privatizzazione attuate in modo bipartisan negli ultimi due decenni.
La “normalità” ante covid si è dimostrata malata e occorre una inversione di rotta. Per noi la salute non è solo uno stato di benessere psico-fisico ma il risultato del rapporto tra gli individui nel proprio contesto di vita; se quest’ultimo è malato il malessere individuale è un sintomo e occorre curare il contesto. La salute è un bene e un diritto, l’organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale deve avere quale obiettivo prioritario l’attuazione di questo diritto.

I punti focali da cui partire e sui quali poniamo l’attenzione e le proposte sono i seguenti.

– Il Servizio Sanitario Nazionale deve essere universale, senza discriminazioni di accesso e finanziato dalla fiscalità generale (e progressiva per reddito); l’efficacia va misurata in termini di salute collettiva, anziché di volumi e tempi di prestazioni erogate.

– La spesa sanitaria pubblica deve essere adeguata e indirizzata verso la prevenzione primaria. Il sistema sanitario pubblico deve essere costituito da personale stabile, numericamente congruo, con livelli retributivi consoni e con una disponibilità di posti letto ospedalieri in linea con le esigenze di prevenzione, assistenza, cura e riabilitazione che si vogliono perseguire.

– I LEA devono essere rimodulati e finanziati sulla base della appropriatezza e sostenuti da prove di efficacia.

– La prevenzione deve avere come perno una medicina territoriale coordinata con gli ospedali, sottoforma di “case della salute punti di incontro delle esigenze locali (servizi sanitari, socio-sanitari e sociali), con anche una funzione di “sentinelle” dell’ambiente e comprendere servizi di medicina del lavoro; vi troveranno sede i Centri di Salute Mentale, eliminando ogni forma di contenzione anche in caso di TSO.

– Va superata l’impostazione aziendalistica fondata sulle “compatibilità” economiche, slegata dai reali risultati di salute, basata sulla figura monocratica dei direttori generali; va eliminata anche la catena del “rapporto fiduciario” dei lavoratori ridotti al silenzio. Va azzerata la normativa che permette la libera professione intramoenia, altro fattore di diseguaglianza.

– Va rimosso ogni finanziamento alla sanità privata, abolire le agevolazioni fiscali per la spesa sanitaria privata eliminare ogni commistione pubblico-privato.

 

– Realizzare un’industria pubblica del farmaco, dei reattivi di laboratorio e dei dispositivi biomedicali contro le speculazioni e i ricatti delle multinazionali farmaceutiche.

 

– Intervenire nella formazione universitaria e delle specializzazioni eliminando la precarietà dei giovani medici laureati bloccati nell’ “imbuto formativo” e poi nell’ “imbuto lavorativo.

 

– La salute della donna va promossa riconoscendo la specificità, con la medicina e la farmacologia di genere; attuando i diritti e le pari opportunità in tutti i campi : all’autodeterminazione nelle scelte di vita, alla partecipazione, al lavoro rafforzando le azioni di prevenzione, attraverso servizi territoriali a partire dai consultori.

 

– Ripristinare i servizi di medicina scolastica, rivalutandoli come Centri per la Salute nelle Scuole.

 

– Rinnovare una regia centrale, non centralistica, di un servizio sanitario per diffusione e qualità dei servizi, rimuovendo ogni ipotesi di “regionalismo differenziato”, garantendo uniformità di accesso, e di qualità, alle cure.

 

– Le residenze sanitarie assistenziali come quelle per disabili fisici e psichici vanno poste in carico al SSN: va riconosciuta la necessità di cura della persona anziana, cronica, non autosufficiente; con la partecipazione di Comitati di familiari; le strutture devono essere aperte al territorio.

 

– Anche la sanità animale e le produzioni alimentari sono decisive; bisogna procedere ad una trasformazione agro-ecologica delle produzioni riconvertendo gli allevamenti intensivi, estendendo le coltivazioni biologiche e riducendo l’uso di concimi chimici e pesticidi.

 

– La tutela della salute (dentro e fuori i luoghi di lavoro) e dell’ambiente sono connesse e interdipendenti e vanno affrontate in modo unitario e non distribuite su competenze diverse.

 

– Il riconoscimento delle malattie professionali deve passare dall’INAIL alle USL/ASL; il medico competente deve essere convenzionato con il SSN. Gli infortuni dei medici di base devono essere riconosciuti dall’INAIL.

 

– Adottare una nuova organizzazione del lavoro che sia fonte di benessere per i lavoratori e non di stress. Dovrà essere rafforzato il ruolo dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS); nessun “scudo penale” per gli infortuni da Covid.

 

– Va affermato l’obiettivo del MAC zero (cambio delle produzioni, eliminazione dalle produzioni delle sostanze tossiche).

 

Questi sono i temi per una nuova riforma che inverta il declino e la progressiva riduzione dei servizi e la deviazione dalle finalità costitutive della riforma sanitaria del 1978.

Chiamiamo le associazioni, i comitati, le lavoratrici e i lavoratori, i sindacati, ad una collaborazione a un impegno fattivo e partecipato per il raggiungimento di questi obiettivi, con una nuova stagione straordinaria di lotte per l’affermazione e la piena realizzazione del diritto alla salute per tutti, nell’ambito di un SSN pubblico dove tutela ambientale, diritto e difesa della salute, diritti sociali e del lavoro siano l’espressione della riconversione complessiva del SSN nell’interesse dei cittadini in una società più equa e rispettosa dei loro bisogni e della salute collettiva e individuale.

CAMPAGNA DICO32

COORDINAMENTO NAZIONALE PER IL DIRITTO ALLA SALUTE

Per info e contatti :

www.medicinademocratica.org

segreteria@medicinademocratica.org

 

Tratto da: https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=10110

 

 

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