CHE RUMORE FA UN’AULA VUOTA? (Giovanna Mazza, maestra)

DA varieventuali@rossetorri.it

 

23/6/2020 00:46

 

A  menteinpace@libero.it  

 

 

Il racconto di una chiusura di anno scolastico anomala, senza bimbi. La chiusura di un’aula rimasta come sotto incantesimo dal febbraio scorso. La speranza di riaprire tante aule, ma l’incertezza è grande. La scuola non è stata finora fra le priorità di chi guida il paese.

Primi di giugno.

La nostra aula è al secondo piano.

Un silenzio surreale mi accompagna fino alla porta. La scritta in rosso, con i cuoricini, “CLASSE 2°”.

Lo sguardo si apre su ventiquattro piccoli banchi, la cattedra, i cartelloni alle pareti. Sotto i banchi libri, disegni incominciati e mai finiti, bigliettini spiegazzati.
Su uno dei davanzali, il nostro barattolo delle emozioni, su un altro la scatola degli oggetti smarriti.

Appeso ad un gancio, un asciugamano solitario dimenticato in classe.
Alle finestre, maschere di carnevale e grossi coriandoli di carta colorati.
Svuoto i banchi.

In ogni sacchetto metto quegli oggetti quotidiani, semplici e preziosi: il disegno non finito, il messaggio ricevuto scritto in stampatello, quel libro della biblioteca di classe da cui era difficile staccarsi. Ci infilo anche la gomma consumata, il pennarello senza tappo, il pezzo di lego conservato, e poi il libro sui dinosauri e sui mostri portato da casa da mostrare ai compagni, il pacchetto di fazzoletti già iniziato, le carte di UNO usate durante l’intervallo.
Ho finito.

Su ogni banco un sacchetto col nome, scritto col pennarello indelebile.
Mi fermo sulla porta, i miei occhi percorrono l’aula.

Il nostro spazio, il nostro tempo.

E vedo sorrisi e musetti imbronciati, abbracci, lacrime, carezze, dita nel naso e mani alzate, cerotti, trenini interminabili di lego e case fatte di carta, origami e lavoretti.

E sento voci, discussioni, liti per la proprietà di una matita, chiacchiere, domande e barzellette, gare di tabelline e di mesi dell’anno, medaglie, lavoretti, parole sillabate e letture, pensieri ed emozioni.

Ecco! Prima di andare faccio delle foto…sì…così poi le invio ai bambini. Ma no. Forse è meglio di no. Abbasso il cellulare.

Chiudo la porta con la scritta in rosso.

In un silenzio surreale scendo le scale addobbate di stelle filanti e maschere, ai primi di giugno.

 

Giovanna Mazza – maestra

                    

 

Tratto da: http://www.rossetorri.it/che-rumore-fa-unaula-vuota/

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In un bosco nei dintorni di Ginevra, in circostanze casuali, si consuma il cruento omicidio del vicedirettore della HEGA, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di economia sanitaria mondiale.

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Psichiatra, dal 1999 al 2010 è stato direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Abuso di Sostanze dell’Organizzazione mondiale della Salute a Ginevra. In precedenza ha lavorato all’Ospedale psichiatrico di Trieste sotto la direzione di Franco Basaglia e Franco Rotelli, ed è stato a capo del Laboratorio di Epidemiologia e Psichiatria sociale presso l’Istituto Mario Negri.

Membro onorario del Royal College of Psychiatry, attualmente è segretario generale del Lisbon Institute of Global Mental Health. Ha all’attivo oltre duecento articoli su riviste scientifiche internazionali.

Tra i suoi ultimi volumi pubblicati ricordiamo: Psicopolitica. Città, salute, migrazioni (DeriveApprodi, 2019); Sulla povertà della psichiatria (DeriveApprodi, 2017); Discorso globale, sofferenze locali. Analisi critica del Movimento di salute mentale globale (il Saggiatore, 2014).

 

 

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