ESSERE PIÙ VITALI, ESSERE INNAMORATI (Nicoletta Cinotti)

DA info@nicolettacinotti.net

 

5/7/2020 07:02

 

A  menteinpace@libero.it

 

Le emozioni non sono voli dell’immaginazione. Si riferiscono a processi fisici reali che ne sono la causa.

Percorrere la strada del corpo significa acquistare consapevolezza dei nostri processi emotivi, significa ampliare lo spettro delle emozioni che possiamo provare, significa tollerare una maggiore quantità di eccitazione e quindi di gioia e piacere.

È vero che per fare tutto questo dobbiamo invertire l’abitudine, acquisita negli anni, a non sentire. A evitare di sentire il dolore.

Questo percorso però ci rende più vitali e innamorati e questo vale sempre la pena.

 

L’esperienza di un grande dolore durante l’infanzia può rendere l’individuo adulto riluttante ad amare. Ciò non significa che non vorrà o non potrà amare, ma la sua spinta ad aprirsi sarà incerta ed esitante, non incondizionata.
Il desiderio di amare può essere presente nel suo cuore ma se il ricordo del dolore rimane vivo nell’inconscio, la paura gli impedirà di aprirsi.

A. Lowen

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MEDITAZIONE DELLA MONTAGNA

La meditazione della montagna è una delle meditazioni tipiche del protocollo MBSR e ha la caratteristica di sostenere una equanimità di sguardo nei confronti delle varie vicissitudini della nostra vita.

"Il benessere del nostro corpo è come una montagna. Succedono un sacco di cose su una montagna: grandina, si alza il vento, piove, nevica. Molte cose che vanno e vengono ma lei se ne sta semplicemente lì. Quando abbiamo osservato noi stessi completamente, c'è una immobilità del corpo che è come una montagna. Significa che non c'è nulla di forzato". Pema Chödrön

 


sicomoro61

sei splendida, conosco da sempre la meditazione, ma la tua calma e la tua dolcezza  la trasformano in una meditazione unica,

grazie

 

Angela Mammino

Meravigliosa meditazione grazie. Ne ho proprio bisogno in questo momento, per farmi scivolare tutto ciò che mi attacca

 

Chiara Albanese

Trasforma una meditazione in un incontro poetico con la propria presenza. Grazie Nicoletta

 

 

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#PIJANSACHET

Domenica 7 marzo 2021,

ore 10 (salvo annullamenti per maltempo).

Due punti di ritrovo: al Rondò Garibaldi o al Bar Dotta (Piazza della Libertà vicino alla Stazione ferroviaria) a Cuneo. Munirsi di guanti e sacchetti della spazzatura.

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 Mario Nicola Rosso

La primavera di San Martino

   

Araba Fenice Editore

 

Il romanzo è ambientato a Cuneo, fra il 1854 e il 1859, dove vivono i giovani protagonisti prima di essere chiamati a combattere nella battaglia di San Martino: una battaglia sanguinosissima, nella quale ebbe un ruolo determinante la Brigata Cuneo, formata oltre che da cuneesi, da emigrati di ogni parte d'Italia, e a cui parteciparono, ignorate dalle cronache ufficiali, molte donne nei ruoli di infermiere e di vivandiere.

Gli anni che precedettero la Seconda Guerra di Indipendenza, anni che cambiarono il volto del Regno Sardo e della città di Cuneo, sono visti attraverso gli occhi dei protagonisti. Fu un'epoca di grandi trasformazioni, un'autentica primavera, che aprì il nostro Paese al progresso economico e allo sviluppo sociale: dal treno e dall'illuminazione a gas, alla costituzione delle prime casse di risparmio.
Il romanzo, che si conclude con la battaglia di San Martino, vuole anche essere un rispettoso omaggio alla povera gente, dimenticata dalla retorica ufficiale e quasi sempre inconsapevole degli ideali ispiratori dell'unificazione italiana, cui diede un fondamentale contributo di sangue.

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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