SALUTE MENTALE IN CRISI. Meno personale e servizi, più psicofarmaci e accessi al PS (Massimo Cozza)

DA quotidianosanita@qsedizioni.it

 

4/9/2020 22:16

 

A  menteinpace@libero.it

 

Adesso, c’è però una occasione storica da non perdere, con la possibilità di nuove risorse europee, da destinare in particolare alla sanità e per quanto riguarda la salute mentale non si tratta solo della priorità di investire nelle risorse umane e sui servizi territoriali, ma di implementare le modalità di lavoro di tipo comunitario, a partire dal budget di salute. Infine, c'è bisogno di una maggiore attenzione sulle problematiche di salute mentale dei minori e degli adolescenti

 

Ogni giorno in Italia si recano al Pronto Soccorso 1.691 persone con diagnosi principale di natura psichiatrica, il 3% del numero totale degli accessi. Questa la media annuale nel 2018, mentre nel 2017 sono state 1.622, circa il 2,8% degli accessi. È questo il dato dal quale è opportuno partire per arrivare ad alcune considerazioni che si possono trarre dalla lettura del Rapporto Salute Mentale Anno 2018 del Ministero della Salute.

 

Si tratta, infatti, di un significativo aumento del numero degli accessi al PS che si può spiegare con un generale impoverimento dei servizi territoriali dei 143 Dipartimenti di Salute Mentale (2 in meno rispetto al 2017), così come confermato da altri indicatori.

 

In primo luogo, rispetto all’anno precedente, si registra una incisiva diminuzione del personale, con 2.476 unità in meno (da 28.692 a 26.216). Va sottolineato che in salute mentale il personale rappresenta la risorsa principale, in quanto è centrale la relazione tra operatore ed utente, famiglia, contesto di vita. Va ricordato che il rapporto tendenziale indicato dal Progetto Obbiettivo Tutela Salute Mentale 1998-2000 era di un operatore ogni 1.500 abitanti. La carenza, secondo il PO, è di oltre 14mila unità: manca oltre un terzo del personale.

 

Se poi andiamo a verificare i numeri in percentuale relativi alle diverse figura professionali, si evidenzia in particolare rispetto al 2017 una significativa diminuzione degli psicologi (dal 7,1% al 6,3%). Ma oltre al personale si registra una diminuzione dei servizi territoriali (da 1.481 a 1.374), delle strutture residenziali (da 2.346 a 2.220), delle strutture semiresidenziali (da 908 a 879) e degli stessi ricoveri ospedalieri (da 109.622 a 107.662).

 

Complessivamente le prestazioni erogate nel 2018 dai servizi territoriali ammontano a 11.039.492 (434.810 in meno rispetto al 2017) passando da 15,3 per utente a 14,2. In particolare le attività di riabilitazione e risocializzazione territoriale sono diminuite dal 15,6% al 13,7%.

 

D’altro canto, dobbiamo prendere in considerazione l’incremento di circa 1 mln del numero di confezioni di antidepressivi in regime di assistenza convenzionata (da 35 mln a 36 mln) e di circa mezzo mln del numero di confezioni di antipsicotici (da 5 mln a 5,5mln). Meno personale e servizi, più psicofarmaci e accessi al PS.

 

Il quadro generale sembra indicare una crescente difficoltà dei cittadini a trovare una risposta nei Dipartimenti di Salute Mentale, ai quali si sono rivolti 837.189 utenti psichiatrici rispetto a 851.190 nel 2017, con 12mila persone in meno che sono entrate in contatto per la prima volta con i DSM. E va registrato che la spesa per la salute mentale complessivamente è ferma al 3,5% del Fondo Sanitario Nazionale rispetto al 5% necessario, come già indicato nel passato dagli stessi Presidenti delle Regioni.

 

A fronte di questa situazione la rete dei servizi di salute mentale, nonostante l’impoverimento, ha comunque offerto una risposta ai problemi psicologici da pandemia. Ma le problematiche psichiche legate al Covid-19 continuano, anche in correlazione con le condizioni sociali ed economiche, come evidenziato nel libro Positivi. Ritrovarsi dopo il disagio emotivo da pandemia”. E rischiano di acuirsi con le preoccupazioni legate all’apertura delle scuole, che vedrà il coinvolgimento di circa la metà della popolazione italiana, dai genitori ai professori, e degli stessi studenti.

 

Adesso, c’è però una occasione storica da non perdere, con la possibilità di nuove risorse europee, da destinare in particolare alla sanità. Per quanto riguarda la salute mentale non si tratta solo della priorità di investire nelle risorse umane e sui servizi territoriali, ma di implementare le modalità di lavoro di tipo comunitario, a partire dal budget di salute che per la prima volta è stato inserito in una legge (L. 77/220 di conversione del Decreto Rilancio), rivolto all’assistenza anche delle persone con disturbi mentali.

 

Si tratta di coniugare le risorse sociali e sanitarie di ciascun utente, della famiglia e della comunità locale, compresi il volontariato e il terzo settore, per offrire risposte complessive e flessibili, da adottare per ciascuna persona sulla base della sua storia.

 

Infine, c'è bisogno di una maggiore attenzione sulle problematiche di salute mentale dei minori e degli adolescenti, a partire da una rilevazione puntuali dei dati e dello stato dei servizi. Investire in questo ambito, oggi forse il punto maggiormente critico in salute mentale, con più informazione, progettualità e risorse, rappresenta un obbiettivo centrale sul quale intervenire, anche in una ottica di prevenzione.  



Massimo Cozza
Psichiatra, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale ASL Roma 2

 

Tratto da: http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=87657&fr=n

 

 

Scrivi commento

Commenti: 0

 Questo sito è iniziato

il 02-06-2014

 

TOTALE

VISITE: 94254

 

MEDIA 

GIORNALIERA

VISITE 

negli ultimi 30 giorni: 67

Dati aggiornati

al 22-04-2021

---------------------------------

DATI COMPLETI SITO MENTEINPACE
anni 2014-2019
DATI SITO 2014-2019.pdf
Documento Adobe Acrobat 797.1 KB

PROGETTO

"COSA SI FA DI BELLO?"

anni 2020-2021

PROGETTO: "COSA SI FA DI BELLO?"
anni 2020-2021
cosa si fa di bello.pdf
Documento Adobe Acrobat 523.8 KB

PROGETTO

"ANCORA INSIEME" Relazione finale

PROGETTO "ANCORA INSIEME"
Relazione finale
ANCORA INSIEME - REL. FINALE.pdf
Documento Adobe Acrobat 83.2 KB
PROGETTO RESTART AND RECOVERY. Una rete di comunità per la salute mentale
Cooperativa Proposta 80
PROGETTO Restart and Recovery.pdf
Documento Adobe Acrobat 1'011.6 KB

---------------------------

---------------------------------------------

NEWSLETTER DI MENTEINPACE

per riceverla

     scrivi una mail a      menteinpace@libero.it

----------------------------------------------

 

GUARDA LE NOVITA' della

CASA DEL QUARTIERE DONATELLO

http://www.casadelquartieredonatello.it

---------------------------------------------------------

 Matteo Spicuglia

Noi due siamo uno

Storia di Andrea Soldi, morto per un Tso

add editore

 

Il 5 agosto 2015 la città è caldissima, qualcuno è già in vacanza, altri cercano un po’ d’aria nei giardini del quartiere.

Anche Andrea Soldi è seduto su una panchina, ma quella è la “sua” panchina sempre, in ogni stagione. Lì si rifugia quando i pensieri lo assalgono, lì trova conforto e si sente a casa. Andrea soffre da anni di schizofrenia, la madre, il padre e la sorella sono il suo sostegno e piazza Umbria il posto del cuore.

Ha quarantacinque anni, non è violento, non è mai stato pericoloso, eppure, quel 5 agosto morirà a causa di un Trattamento sanitario obbligatorio eseguito da alcuni vigili urbani e dal personale medico. Il processo è arrivato ora alla fase d’appello, ma questa forse è la cosa meno importante della storia.

Dopo la morte, la famiglia Soldi ha trovato alcune pagine che erano il diario di Andrea in cui la trascrizione lucidissima della sofferenza illumina il percorso psicologico e i silenzi che per anni lo avevano avvolto.

Matteo Spicuglia è un giornalista che ha seguito il caso e che non ha voluto fermarsi alla cronaca: a partire da quel diario allarga lo sguardo dalla panchina su cui è morto Andrea alla realtà dei TSO, dalla sua esistenza difficile al mondo della malattia psichica, dalla famiglia torinese alle tante altre che si trovano a convivere con pregiudizi e inadeguatezza dei servizi medici e sociali nella gestione di patologie che soffrono ancora lo stigma sociale.

Nel diario Andrea aveva scritto di sperare che la sua fatica e il suo dolore non passassero invano; questo libro è il motivo per cui ciò non avverrà.

 

Per visualizzare il sito della casa editrice e la pagina dedicata al libro

CLICCA QUI

 

-----------------------------------------------------------

 UNA BLOGGER IN CUCINA

 

Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

Cucini insieme a me?

 

Per visitare il blog

CLICCA QUI