USARE I BIT PER CONSUMARE MENO – CONSUMARE MENO PER USARE I BIT (Norberto Patrignani)

DA varieventuali@rossetorri.it

 

16/9/2020 12:21

 

A  menteinpace@libero.it  

 

Il Green Deal rappresenta il più grande progetto strategico della storia dell’Europa: entro il 2050 diventare il primo continente carbon-neutral.

 

Il piano prevede:

·         la transizione verso le energie rinnovabili e una svolta epocale verso l’economia circolare (affordable secure energy, zero pollution, 2030: -50% emissions, 2050: zero emissions);

·         la mobilità sostenibile e intelligente (smarter transport);

·         il rispetto degli ecosistemi e della biodiversità e una grande attenzione all’intera filiera del cibo (high-quality food) (EU, 2019).

Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Information and Communication Technologies, ICT) svolgono un ruolo centrale in questa strategia sia per abbattere la produzione di CO2 (“usare i bit per consumare meno“), sia nella nuova attenzione all’impatto ambientale delle stesse tecnologie (“consumare meno per usare i bit“).
L’importanza delle ICT nel prossimo futuro è sostenuto anche da filosofi attenti al ruolo delle tecnologie nella società. Floridi sottolinea la necessità di coniugare politiche “
verdi” (come l’economia circolare e la sharing economy) e politiche “blu” (economia digitale), favorendo stili di vita non più basati sul consumo e sugli oggetti ma centrati sulla qualità delle relazioni e dei processi (Floridi, 2020).

 

Usare i bit per consumare meno

In generale, il raggiungimento degli obiettivi europei nel 2050 richiede una grande svolta in termini di disinvestimenti nelle fonti fossili e investimenti per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, per il risparmio energetico e la richiusura dei cicli nel rispetto degli ecositemi. In particolare, basterebbe investire l’1,2% del PIL globale in tecnologie climate-friendly per raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi (mantenere il riscaldamento globale sotto i 1,5 ºC) e quelli del Green Deal (emissioni zero entro il 2050) (De Weert, 2020).

Le ICT possono svolgere un ruolo fondamentale per la gestione più efficiente delle risorse e per la sensibilizzazione verso nuovi stili di vita più consapevoli. Alcuni esempi:

·         il software per la gestione energetica degli edifici, uno dei punti centrali dello scenario futuro, permette di risparmiare circa 1,68 GtCO2;

·         il software al cuore delle smart grid per la gestione efficiente della domanda/offerta nelle comunità energetiche, forse l’applicazione più promettente con risparmi stimati in 2,03 GtCO2;

·         i sistemi per la gestione avanzata della logistica con la creazione di magazzini temporanei condivisi tra molti attori – lo stesso paradigma dei router di Internet che spostano bit – per spostare merci in modo efficiente, permetterebbe di ottimizzare l’uso delle risorse con risparmi di 1,52 GtCO2.

 

 

Altre applicazioni possono includere la gestione informatizzata delle mobilità, la dematerializzazione di processi, la diminuzione del traffico pendolare tramite un equilibrato mix tra lavoro in presenza e lavoro a distanza, la sensoristica per migliorare il rendimento dei motori elettrici (uno dei consumi principali del settore industriale) e per diminuire i consumi in agricoltura.
Nel loro insieme tutti questi contributi potrebbero far risparmiare circa 6,3 GtCO2 entro il 2050 (
GeSI, 2015).
Un altro studio recente si è focalizzato sulle applicazioni basate su “intelligenza” artificiale in settori come energia, trasporti, gestione delle acque e agricoltura; i risultati sono globalmente interessanti: si potrebbero risparmiare fino a 2,4 GtCO2 entro il 2030 (
PWC, 2020).
Complessivamente le ICT potrebbero dare un contributo significativo, considerando che le ultime stime danno le emissioni totali di CO2 nel 2019 pari a circa 43 GtCO2 (
Harvey e al., 2019).

Un altro piano di lavoro completamente nuovo è quello della simulazione dei sistemi complessi, lo studio degli ecosistemi attraverso lo sviluppo di loro “gemelli virtuali”. Nella protezione civile, l’integrazione di grandi quantità di dati dai sistemi idrologici e dalle previsioni meteorologiche, permette di simulare eventi estremi e studiare i migliori strumenti di prevenzione delle catastrofi. Come pure lo studio di sistemi viventi complessi in modo non-invasivo per fare ricerca sulla biodiversità analizzando le tracce degli organismi (environmental DNA) tramite la raccolta e l’analisi di grandi basi di dati (Big Data) (Blair, 2020). Lo sviluppo di modelli software ad alta precisione, la grande disponibilità di dati e la potenza di elaborazione fornite dal digitale, permettono di migliorare la capacità di prendere decisioni per affrontare le sfide ambientali dei prossimi anni: dal monitoraggio dei consumi energetici al rilevamento dell’inquinamento atmosferico, dal monitoraggio dello scioglimento dei ghiacci (il termine “nevi perenni” sta per essere cancellato dalla glaciologia) alla prevenzione e gestione dei disastri ecologici.

 

(omissis)

Norberto Patrignani
(pubblicato anche su www.connettere.org)

 

Testo completo dell’articolo al link:

http://www.rossetorri.it/usare-i-bit-per-consumare-meno-consumare-meno-per-usare-i-bit/

 

 

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