GIORNATA MONDIALE DELLA SALUTE MENTALE: messaggio della Pastorale per la Salute (Conferenza Episcopale Piemontese)

MESSAGGIO DELLA CONSULTA REGIONALE PASTORALE SALUTE, PRESIEDUTA DAL VESCOVO DELEGATO CEP MONS. MARCO BRUNETTI, IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DELLA SALUTE MENTALE

 

(10 ottobre 2020)

 

L’esperienza della pandemia da Covid-19 ci costringe ad affrontare situazioni del tutto inedite ed ha acuito molte delle criticità già presenti. Abbiamo vissuto mesi di ridotta mobilità, riduzione ed informatizzazione delle relazioni sociali, sospensione delle attività che da sempre occupano il nostro tempo. A ciò si aggiunge il timore per il futuro, ulteriormente intensificato da questa nuova emergenza, spesso associato ad una forte sensazione di precarietà e disorientamento economico, relazionale, spirituale. Le conseguenze sulla Salute Mentale possono essere pesanti, sia nelle persone che già presentano disturbi mentali, con tutte le difficoltà ad ottenere assistenza e supporto in periodo di chiusure generalizzate, sia in coloro che reggono a fatica questa nuova realtà. Emergono, attraverso i mezzi di informazione ma anche nei nostri luoghi di vita, le storie di chi si isola e si ritira dal contesto sociale perché dominato dall’angoscia scatenata nella mente dalla pandemia, di chi ha iniziato inesorabilmente la discesa verso una sinora sconosciuta povertà, di chi vede la propria vita frantumarsi sotto le molteplici complicazioni portate dalla diffusione del virus. Le situazioni di solitudine, aggravate dal distanziamento sociale imposto dal Covid-19, sono in sensibile crescita, ed alle non poche persone in difficoltà già presenti nelle nostre comunità se ne aggiungono tante altre, sino a pochi mesi fa in situazione di relativo benessere. Il ruolo dei Mass-Media risulta qui particolarmente delicato: il modo in cui l’informazione viene veicolata può risultare discriminante per un approccio verso la pandemia che sia certamente responsabile, ma anche ragionato ed equilibrato, senza far necessariamente leva su paure ed angoscia. Auspichiamo che le Istituzioni Pubbliche preposte alla presa in carico delle persone con sofferenza psichica, dopo i comprensibili momenti di difficoltà, riprendano appieno il loro Servizio, potenziandolo quando opportuno, attrezzandosi per affrontare un contesto in fase di progressivo peggioramento. Sono molte le situazioni dove ritardi e rinvii si sono accumulati concorrendo ad aggravare situazioni già difficili e complesse. Il Covid-19 ha causato e causerà ancora purtroppo tanta sofferenza, ma ugualmente questo deve essere periodo fecondo per la Chiesa, per riflettere sulla nostra Pastorale ed agire con Creatività, Speranza, Prossimità, anche riconsiderando, per migliorare, attività e metodi che magari si ritengono ormai consolidati. Dobbiamo migliorare e rinnovare la nostra capacità di “farci vicini” ai sofferenti: è una urgenza anche per la Testimonianza “generativa” che la nostra Chiesa può offrire all’umanità dolente. La ripresa, per quanto faticosa e lunga, dovrà essere pensata e concretizzata insieme. Siamo “Tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda…” (Papa Francesco, Momento straordinario di preghiera, San Pietro, 27 marzo 2020).

 

Torino, 30 settembre 2020

 

+ Mons. Marco BRUNETTI

Vescovo di Alba

Delegato Conferenza Episcopale Piemontese per la Pastorale della Salute

 

Don Domenico Bertorello

Incaricato Regionale per la Pastorale della Salute

 

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 Matteo Spicuglia

Noi due siamo uno

Storia di Andrea Soldi, morto per un Tso

add editore

 

Il 5 agosto 2015 la città è caldissima, qualcuno è già in vacanza, altri cercano un po’ d’aria nei giardini del quartiere.

Anche Andrea Soldi è seduto su una panchina, ma quella è la “sua” panchina sempre, in ogni stagione. Lì si rifugia quando i pensieri lo assalgono, lì trova conforto e si sente a casa. Andrea soffre da anni di schizofrenia, la madre, il padre e la sorella sono il suo sostegno e piazza Umbria il posto del cuore.

Ha quarantacinque anni, non è violento, non è mai stato pericoloso, eppure, quel 5 agosto morirà a causa di un Trattamento sanitario obbligatorio eseguito da alcuni vigili urbani e dal personale medico. Il processo è arrivato ora alla fase d’appello, ma questa forse è la cosa meno importante della storia.

Dopo la morte, la famiglia Soldi ha trovato alcune pagine che erano il diario di Andrea in cui la trascrizione lucidissima della sofferenza illumina il percorso psicologico e i silenzi che per anni lo avevano avvolto.

Matteo Spicuglia è un giornalista che ha seguito il caso e che non ha voluto fermarsi alla cronaca: a partire da quel diario allarga lo sguardo dalla panchina su cui è morto Andrea alla realtà dei TSO, dalla sua esistenza difficile al mondo della malattia psichica, dalla famiglia torinese alle tante altre che si trovano a convivere con pregiudizi e inadeguatezza dei servizi medici e sociali nella gestione di patologie che soffrono ancora lo stigma sociale.

Nel diario Andrea aveva scritto di sperare che la sua fatica e il suo dolore non passassero invano; questo libro è il motivo per cui ciò non avverrà.

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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