QUANDO LA TELEVISIONE E’ VEICOLO DI STIGMA (COMIP-Children Of Mentally ill Parents)

“DI QUALE PATOLOGIA PUÒ SOFFRIRE UNO CHE SFASCIA UNA MACCHINA A UN INFERMIERE, SCHIZOFRENIA,DEPRESSIONE, SINDROME DEL DEFICIENTE?”

L’ASSOCIAZIONE COMIP – FIGLI DI GENITORI CON UN DISTURBO MENTALE, SEGNALA AD AGCOM GEPPI CUCCIARI E LA TRASMISSIONE “CHE SUCC3DE?” DI RAI 3.

 

Durante la trasmissione “Che Succ3de?”, andata in onda su Rai3 il 27 ottobre 2020, nel corso dell’intervista al sig. Massimo Raggini, carrozziere romagnolo, in merito agli atti di vandalismo compiuti nei giorni scorsi da ignoti ai danni delle autovetture di infermieri e medici a Rimini, la conduttrice Geppi Cucciari ha pronunciato quanto segue:

“Lei è laureato in psicologia. Quindi adesso parlo allo psicologo e non al carrozziere. Di quale patologia può soffrire uno che sfascia una macchina a un infermiere? Schizofrenia, depressione, sindrome del deficiente? Di cosa?”

Affermazioni gravissime, che la nostra associazione COMIP – CHILDREN OF MENTALLY ILL PARENTS, la prima associazione italiana creata da e per i figli di genitori che soffrono di un disturbo psichico, non può lasciar passare sotto silenzio. Anche se certamente le intenzioni di autori e conduttrice non erano di ledere la dignità di alcuno, di fatto le parole – come chi sceglie di farne il proprio mestiere sa molto bene – hanno un peso. Spesso anche in passato abbiamo assistito a battute e contenuti poco edificanti riguardanti persone affette da disturbi psichici, ma in questa circostanza abbiamo ritenuto si sia oltrepassato un limite e in ragione di questo abbiamo deciso di agire.

In qualità di cittadini, utenti e contribuenti del servizio pubblico offerto dalla RAI Radiotelevisione Italiana, in qualità di figli – che sono stati bambini e adolescenti, oggi adulti – di genitori che soffrono e hanno sofferto di disturbi psichici gravi e invalidanti come quelli menzionati dalla sig.ra Cucciari, in qualità di attivisti, Agenti Attivi di Cambiamento, che si adoperano ogni giorno per lottare contro lo stigma che circonda la salute mentale in tutto il mondo e per dare voce a una realtà molto spesso invisibile o mal raccontata, non possiamo più tollerare che un ente come la RAI, e in particolare un canale come RAI 3, faccia da cassa di risonanza ad affermazioni gravissime come quelle da noi segnalate.

In circostanze come quelle che l’attuale pandemia da Covid-19 ci costringe a vivere e che, in modo particolare, sta colpendo pesantemente una fascia della popolazione già ampiamente provata da annosi e sempre più scarsi investimenti pubblici in prevenzione e cure adeguate, e che vede in questo momento ancora più negati i diritti fondamentali di pazienti, caregiver e famiglie, ascoltare parole così lesive della dignità umana, così stigmatizzanti, è davvero inaccettabile.

Abbiamo inviato opportuna segnalazione all’AGCOM, alla stessa RAI Radiotelevisione Italiana, al Ministero della Salute e al CODACONS. Chiediamo siano presi gli opportuni provvedimenti perché mai più si ripetano episodi di stigmatizzazione nei confronti di cittadini affetti da patologie psichiatriche e delle loro famiglie da parte di trasmissioni televisive e radiofoniche.

“Chiediamo altresì con forza”, afferma Stefania Buoni, presidente dell’associazione COMIP, “l’istituzione di un’apposita commissione che monitori e vigili perché sia garantito il rispetto dei cittadini che soffrono di disturbi mentali e che siano fornite al pubblico informazioni in merito a prevenzione e cure, coinvolgendo in prima persona utenti dei servizi di salute mentale, operatori e famiglie. La Salute Mentale non è uno scherzo e proprio in un momento come questo, in cui molte più persone a causa dello stress pandemico sono a rischio di sviluppare disturbi psichici, è richiesto da parte di tutti un impegno anche e soprattutto culturale per eliminare lo stigma e promuovere sempre di più una comunicazione eticamente corretta e realmente inclusiva”.

Cosa sarebbe successo se, al posto delle parole schizofrenia e depressione, Geppi Cucciari all’interno della trasmissione di RAI3 avesse usato le parole Sindrome di Down o Autismo o Cancro o Alzheimer nella stessa frase e in quello stesso contesto? La sua uscita infelice (e quella della redazione che con lei ha scritto e montato il programma) sarebbe passata sotto silenzio? Se questo per alcune patologie o condizioni non accade più o con minor frequenza non è un caso, ma il frutto di lunghe lotte e di un paziente lavoro di advocacy e sensibilizzazione. Nel campo della Salute Mentale in questo senso abbiamo ancora tanta strada da fare in merito alla lotta ai tabù, allo stigma ed alla disinformazione. E’ tempo di rompere finalmente questo silenzio e di costruire, pacatamente ma lucidamente, e insieme!, il futuro che desideriamo.

Il nostro non è un intento né polemico né censorio. La satira e la comicità sono una cosa, e siamo i primi ad apprezzarla. Il rispetto per la dignità e la sofferenza delle persone, sono un’altra. Per questo abbiamo scelto la strada della segnalazione ad una autorità competente in materia. La mera indignazione da social sarebbe stata la reazione più facile, ma spesso, come ben sappiamo, non fa che alimentare sterili polemiche e raramente porta a cambiare realmente lo status quo. L’obiettivo della nostra segnalazione è invece tracciare un limite etico oltre il quale i media, che hanno una risonanza e un ruolo importante dal momento che raggiungono milioni di persone compresi noi e i nostri genitori, non possono spingersi. E’ un richiamo al rispetto che non vuole essere un invito alla pesantezza, anzi!, ma a non sottrarsi in quanto servizio pubblico al compito di contribuire ad eliminare lo stigma che circonda la salute mentale in tutto il mondo.

Abbiamo deciso, assumendocene il rischio, di farci portavoce di una richiesta lucida e concreta – che crediamo collettiva – di prestare maggiore attenzione anche al modo in cui si comunica e si parla di patologie psichiatriche sui canali radiotelevisivi. Affermazioni come quelle pronunciate dalla conduttrice della trasmissione “Che Succ3de” di Rai3 in prime time ricadono in modo pesante e concreto sulle vite di milioni di famiglie. È tempo di dire basta a parole pronunciate con fin troppa leggerezza e sciocche battute su questo argomento. Non ci fa più ridere.

Siamo fiduciosi che la nostra segnalazione sarà accolta e che quanto accaduto – ci auguriamo per mero errore! – non si ripeta più. E’ un momento pesante per tutti, tutti stiamo vivendo in un clima complesso e difficile. Lo scivolone può capitare. E’ nostro compito però segnalare tempestivamente per tutelare chi, troppo spesso, purtroppo non ha voce. E in questo momento delicato ancora più vulnerabile.

Per dare maggiore risonanza alla nostra richiesta abbiamo lanciato l’hashtag: #LaSaluteMentaleNonE’UnoScherzo. Vi invitiamo, se riterrete la nostra una segnalazione legittima, a condividerla sui social usando lo stesso hashtag. Perché i cambiamenti li possiamo ottenere soltanto insieme.

Invitiamo inoltre chi volesse unirsi ed inviare la propria segnalazione all’Agcom a farlo seguendo le istruzioni riportate sul loro sito: https://www.agcom.it/contenuti-audiovisivi

La puntata in questione è possibile rivederla qui: Rai Play – Che Succ3de – 27-10-2020
Il passaggio che abbiamo segnalato inizia al minuto 19:00. 

Qui è possibile visionare la parte che abbiamo ritenuto lesiva.

Tratto da:

https://www.comip-italia.org/quando-la-televisione-e-veicolo-di-stigma-comip-segnala-ad-agcom-la-trasmissione-che-succ3de-di-rai-3/?fbclid=IwAR1ptZTuQDKuPMT49xar9fQ5f92ZQz-fXdVfwf3hLzUNe55nqsdJdFENtu8

 

 

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