UOMINI. METTERSI IN DISCUSSIONE TRA DUBBI E CONTRADDIZIONI (Adil Mauro)

Dipinto di Sandro Chia

 

Da due anni partecipo agli incontri e alle iniziative promosse dal gruppo romano di Maschile Plurale, attività stimolante e formativa che non mi ha evitato, anche in tempi recenti, di essere definito persona “che ama spacciarsi per il salvatore delle donne”.

Ribattere, puntualizzare e inoltrarsi nelle pieghe di un rapporto finito male avrebbe poco senso: un giudizio così netto è inappellabile.

Vorrei tuttavia partire da questo episodio che mi vede protagonista mio malgrado per condividere alcune riflessioni più ampie.

“Un gruppo di condivisione al maschile legato alle tematiche del ripensare la mascolinità fuori dalle maglie del patriarcato tradizionale”.

Gli incontri di Maschile in gioco, il gruppo romano di Maschile Plurale, sono preziosi momenti di condivisione e apertura. Si tratta di occasioni rare e assai diverse dalle “chiacchiere da spogliatoio” cui molti di noi sono abituati. Sessualità, affettività, fantasie, paure… Tutti argomenti che gli uomini difficilmente affrontano con altri uomini, figuriamoci con perfetti sconosciuti.

È innegabile che un’attività così inconsueta possa farti sentire “diverso”, non però necessariamente “superiore” o “migliore”.

Più di una volta infatti durante i nostri incontri ho sentito affermare che non siamo “quelli buoni”, perché se c’è qualcosa di cui le donne non hanno proprio bisogno è di eroi che le salvino.

Ma si può prendere posizione (anche pubblicamente) contro la violenza sulle donne, partecipare a convegni e manifestazioni sul tema ed essere al tempo stesso un uomo che nella propria vita abbia ferito emotivamente altre persone?

Non ho una risposta, ma sarebbe utile avviare un dibattito onesto su quanto ingarbugliate e dolorose possano essere le relazioni tra uomini e donne.

Un confronto necessario per tracciare, insieme, una qualche linea di demarcazione tra la violenza (fisica o psicologica, non fa differenza) e la sofferenza che ci viene inflitta da chi riteniamo abbia tradito la nostra fiducia o ci abbia in qualche modo feriti.

Postilla. Non ho preso parte alle attività di Maschile Plurale per ottenere il “patentino di uomo perfetto”, convinto come sono che noi uomini dovremmo tutti metterci in discussione, soprattutto quelli che – come me – si sentano ancora ingabbiati nelle maglie del patriarcato.

Adil Mauro

Dal blog dell’autore

 

Tratto da:

 

https://www.maschileplurale.it/iqdv-50-uomini-mettersi-in-discussione-tra-dubbi-e-contraddizioni/

Scrivi commento

Commenti: 0

 Questo sito è iniziato

il 02-06-2014

 

TOTALE

VISITE: 109.569

 

MEDIA 

GIORNALIERA

VISITE 

negli ultimi 30 giorni: 115

Dati aggiornati

al 27-09-2021

---------------------------------

DATI COMPLETI SITO MENTEINPACE
anni 2014-2020
DATI SITO 2014-2020.pdf
Documento Adobe Acrobat 798.9 KB

PROGETTO

"COSA SI FA DI BELLO?"

anni 2020-2021

PROGETTO: "COSA SI FA DI BELLO?"
anni 2020-2021
cosa si fa di bello.pdf
Documento Adobe Acrobat 523.8 KB

PROGETTO

"ANCORA INSIEME" Relazione finale

PROGETTO "ANCORA INSIEME"
Relazione finale
ANCORA INSIEME - REL. FINALE.pdf
Documento Adobe Acrobat 83.2 KB
PROGETTO RESTART AND RECOVERY. Una rete di comunità per la salute mentale
Cooperativa Proposta 80
PROGETTO Restart and Recovery.pdf
Documento Adobe Acrobat 1'011.6 KB

---------------------------

---------------------------------------------

NEWSLETTER DI MENTEINPACE

per riceverla

     scrivi una mail a      menteinpace@libero.it

----------------------------------------------

 

GUARDA LE NOVITA' della

CASA DEL QUARTIERE DONATELLO

http://www.casadelquartieredonatello.it

---------------------------------------------------------

 

Farhad Bitani

L'ultimo lenzuolo bianco

Edizioni Neri Pozza

 

«Sono tante, forse troppe, le cose che ho visto nei miei primi trentatré anni di vita. Adesso le racconto. Ho lasciato le armi per impugnare la penna. Traccio i fatti senza addolcirli, senza velarli. Dopo aver vissuto l’infanzia, l’adolescenza e la prima giovinezza nell’ipocrisia, ho un tremendo bisogno di verità».

Inizia così la sconvolgente testimonianza di Farhad Bitani, ex capitano dell’esercito, un giovane uomo che ha attraversato da osservatore privilegiato la storia dell’Afghanistan: dal potere dei mujaheddin ai talebani fino al governo attuale, che vive sotto l’ombrello occidentale.
Farhad nasce a Kabul nel 1986, ultimo di sei fratelli. Suo padre è un generale dell’esercito di Mohammad Najibullah Ahmadzai, il quarto e ultimo presidente della Repubblica Democratica dell’Afghanistan. Ma, con la presa del potere da parte dei 
mujaheddin, nel 1992, le cose cambiano. Solo rinnegando il passato e diventando un mujahed, il padre di Farhad avrà salva la vita.

Da quel momento l’esistenza del giovane Farhad cambia radicalmente. La sua famiglia si trasferisce in una grande casa, presidiata dagli uomini della scorta. È a loro che Farhad chiede in prestito le armi, per i suoi giochi di bambino. Quello che sogna è un futuro da combattente, alla testa di un manipolo di uomini. Sparare, uccidere, avere potere e ricchezza: non c’è nulla che desideri di più. Ma le cose sono destinate a mutare ancora. Quando i talebani strappano il potere ai mujaheddin, la sua famiglia cade in disgrazia. Mentre suo padre si trova in prigione, Farhad conosce la fame, la miseria, l’indottrinamento forzato all’Islam. Condotto allo stadio, viene costretto ad assistere alle lapidazioni del venerdì, le punizioni per gli infedeli, coloro che trasgrediscono le leggi del fondamentalismo. Sarebbe facile cedere all’imbarbarimento, credere a ciò che viene inculcato, diventare come coloro che professano la pace, alimentando la guerra. Ma se fosse possibile un destino diverso? Si può attraversare l’inferno e uscirne redenti?
Da guerriero islamista a dialogatore per la pace, attraverso questo libro possente e drammatico Farhad Bitani offre al mondo il vero volto dell’Afghanistan, raccontando in maniera vivida la guerra civile, la violenza gratuita, le perversioni del potere e l’uso della religione come strumento politico. 

CLICCA QUI

 

-----------------------------------------------------------

 UNA BLOGGER IN CUCINA

 

Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

Cucini insieme a me?

 

Per visitare il blog

CLICCA QUI