IMMERSI IN UN MONDO CHE CHIEDE SALVEZZA (Psicoradio)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Dialogo con Daniele Mencarelli, autore del libro "Tutto chiede salvezza" e vincitore del Premio Strega Giovani 2020


La sofferenza e la speranza. Il dramma del trattamento sanitario obbligatorio di chi a vent'anni è "passato dai banchi a questo bianco lettino", incontrando psichiatri talmente distratti da confondere un paziente con l'altro.

Ma anche la consapevolezza che malessere e malattia non sono affatto la stessa cosa e che le persone sono molto più delle diagnosi che, inevitabilmente, quando stanno male, incontrano nella propria storia di cura.


Psicoradio propone la primaparte di una conversazione che abbiamo fatto con 
Daniele Mencarelli, vincitore del Premio Strega Giovani 2020 con il romanzo autobiografico "Tutto chiede salvezza", edito da Mondadori.

Con sagacia e limpidità insieme, Mencarelli ci racconta: "Nella fase di preparazione di scrittura ero spaventato di poter dare giudizi negativi sugli psichiatri. Di giudizi su di me nella mia vita ne ho avuti moltissimi e non voglio essere proprio io a darne. Ci sono psichiatri ed operatori straordinari, ma che possono sbagliare in buona fede. Sono umani come noi e, come noi, fanno errori, hanno momenti di stanchezza e mal di testa. La maledizione dei medici è che un loro errore coincide spesso con i momenti più drammatici della vita di una persona e questo può far fallire tutto, 'bruciare' il lavoro fatto".


"Quello che mi spaventa - continua Mencarelli - è che mentre la ricerca e la scienza sono ormai concordi a vedere un individuo a 360 gradi e non solo come un 'depresso' o un 'bipolare', nelle grandi università italiane si privilegia ancora l'approccio biochimico.

Lì si formano i medici del futuro e c'è il rischio che un giovane psichiatra fresco di studi possa dirmi che la mia depressione è dovuta soltanto ad una mancanza di serotonina. Ecco, questo ridurre la ricchezza di una persona alla sua diagnosi proprio non lo accetto".

 

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PIGOZZI LAURA

TROPPA FAMIGLIA FA MALE

COME LA DIPENDENZA MATERNA CREA ADULTI BAMBINI (E PESSIMI CITTADINI)

Rizzoli

La famiglia, all'origine della civiltà, oggi ne sta decretando la fine. È una crisi che investe l'intera società perché ciò che accade all'interno della famiglia ha rilevanza sul sociale e sul futuro dell'uomo. I genitori hanno rinunciato al ruolo di guida proteggendo all'infinito i figli: è il plusmaterno che nasce dal fallimento della cura e sospende il momento della responsabilità. La generazione che ha contestato sta crescendo figli e nipoti docili, pronti all'assoggettamento. Cosa è successo? I giovani che non dissentono permettono al fantasma mai sconfitto dell'antica tendenza dell'essere umano alla sottomissione di giocare la partita della vita al posto loro, rovesciandola in morte. Laura Pigozzi, psicoanalista, esplora in questo saggio come lo scacco della famiglia sia la radice di una tragedia sociale più vasta e ferocemente distruttiva. Attraverso il concetto di disobbedienza civile elaborato da Hannah Arendt, prende forma in queste pagine una inedita rilettura delle origini del totalitarismo che per la prima volta riesce a spiegare le conseguenze politiche della pulsione di morte freudiana e ci permette di riscoprire alcuni casi emblematici di rapporti genitoriali fallimentari, come quello di Hitler con sua madre. «L'adattamento di un giovane» ci ricorda l'autrice «ha sempre qualcosa di immorale» perché sia un soggetto che una comunità si fondano sulla divergenza. È nelle famiglie che i ragazzi dovrebbero allenarsi a trovare lo slancio verso l'esterno, diventando adulti. Fallire questa trasformazione significa condannarli a un'eterna infanzia, che apre le porte non solo ai dittatori bambini ma anche a quelli veri.

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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