SOTTO L’ALBERO LE MASCHERINE DECORATE DA ARTISTI CON DISABILITÀ (Alice Facchini)

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di Alice Facchini

 

A Bologna, i lavoratori dell’Atelier di ceramica della fondazione Opimm, che dall’inizio dell’emergenza hanno dovuto interrompere la loro produzione artistica, usano i loro disegni per produrre mascherine personalizzate. È la campagna #operaalsicuro, il cui ricavato permetterà a 120 lavoratori con disabilità di continuare la propria attività nel 2021

 

BOLOGNA – Ci sono i pesci che nuotano in un branco, i gatti innamorati che si guardano e le mongolfiere che si alzano nel cielo. Sono le decorazioni delle nuove mascherine disegnate dagli artisti con disabilità della fondazione Opimm (Opera dell’Immacolata onlus), che in vista del Natale lancia la campagna #operaalsicuro: i disegni sono gli stessi realizzati dall’Atelier di ceramica, che purtroppo dall’inizio dell’emergenza ha dovuto interrompere la sua produzione artistica. Ecco allora che le forme e i colori, anziché essere realizzati su vasi, piatti e bicchieri, migrano sulla stoffa delle mascherine e dei portamascherine personalizzati, che diventano così un regalo di Natale alternativo e, naturalmente, inclusivo.

“In questo momento storico, che ci impegnerà ancora a lungo, vogliamo tenere viva la consapevolezza dello specifico valore umano e sociale di esperienze lavorative e di assistenza per le persone con disabilità come quella di Opimm - afferma Maria Grazia Volta, direttore generale della fondazione -. La necessarietà di mantenere le distanze per preservarci dal contagio deve portarci a superare i limiti della condizione, attivando azioni di informazione e sensibilizzazione che facciano sapere che ci sono realtà dove le persone con disabilità possono lavorare nonostante il Covid-19, dove gli operatori si impegnano ogni giorno con passione a cambiare e ad adattare le forme di attività. Esperienze dove si creano ponti, alleanze, collaborazioni, inclusione e non separazione”.

I fondi raccolti dalla vendita serviranno ad assicurare ai 120 lavoratori e lavoratrici con disabilità e alle 34 persone dello staff che frequentano le due sedi cittadine del Centro di lavoro protetto di continuare la propria attività nel 2021: verranno coperti così i costi per l’acquisto di dispositivi di sicurezza come mascherine, guanti e gel disinfettante, nonché per la sanificazione dei locali e per periodici tamponi di monitoraggio.

Opimm vuole combattere il Covid-19 con la creatività e l’innovazione – conclude Volta –. Per dirci che non ci sentiamo vinti, ma obbligati ad essere migliori: più attenti alle persone, più vicini con le risposte ai bisogni, più bravi ad usare le tecnologie, più in rete con tutte le risorse della nostra bella comunità civile e istituzionale di Bologna”.

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Bianco è il colore del danno

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Il corpo di una scrittrice, in apparenza integro eppure danneggiato, diventa lo specchio della fragilità umana e insieme della nostra inarrestabile pulsione di vita. Francesca Mannocchi guarda il mondo attraverso la lente della malattia per rivelare, con una voce letteraria nuda, luminosa, incandescente, tutto ciò che è inconfessabile.


Quattro anni fa Francesca Mannocchi scopre di avere una patologia cronica per la quale non esiste cura. È una giornalista che lavora anche in zone di guerra, viaggia in luoghi dove morte e sofferenza sono all'ordine del giorno, ma questa nuova, personale convivenza con l'imponderabile cambia il suo modo di essere madre, figlia, compagna, cittadina. La spinge a indagare sé stessa e gli altri, a scavare nelle pieghe delle relazioni piú intime, dei non detti piú dolorosi, e a confrontarsi con un corpo diventato d'un tratto nemico. La spinge a domandarsi come crescere suo figlio correndo il rischio di diventare disabile all'improvviso e non potersi quindi occupare di lui come prima. Essere malata l'ha costretta a conoscere il Paese attraverso le maglie della sanità pubblica, e ad abitare una vergogna privata e collettiva che solo attraverso l'onestà senza sconti della letteratura lei ha trovato il coraggio di raccontare.

 

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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