IL B&B DEI RAGAZZI DOWN (Alice Facchini)

Essere ricevuti da Giovanni, che oltre a spiegarti il funzionamento dell’appartamento ti offre consigli sui film in tv e sulla musica da ascoltare per la serata. E poi fare il laboratorio di cucina con Elena e Agnese. Abbiamo dormito nel nuovo bed&breakfast dell’Associazione d’Idee, per sperimentare un nuovo tipo di accoglienza in uno spazio bello e inclusivo

 

 

Una notte in Via delle idee, il nuovo b&b dei ragazzi con sindrome di Down

di Alice Facchini

 

DA nl@redattoresociale.it

 

A  menteinpace@libero.it  

 

BOLOGNA - “Eccoti qui, ti aspettavo. Prego, vieni pure, puoi parcheggiare dentro la bicicletta”. È emozionato Giovanni quando apre il portone di via Saragozza 76 e mi accompagna nel cortile interno, in mezzo agli antichi palazzi bolognesi. “Questo è lo spazio all’aperto che mettiamo a disposizione, in estate è molto bello. Ora vedrai anche l’appartamento”. Saliamo le vecchie scale strette, primo piano, ci fermiamo davanti a una porta con una grande ghirlanda natalizia. Giovanni gira la chiave e infila la mano nel buio, sulla sinistra trova l’interruttore. Click. “Benvenuta in Via delle idee”. Davanti a me una stanza molto ampia, dai colori caldi, curata nei minimi dettagli: il nuovo bed&breakfast dell’associazione d’Idee ha aperto pochi giorni fa in pieno centro a Bologna e ha già accolto diversi ospiti.

A riceverli è sempre lui, Giovanni, che appena entrato ride: “Scusa, mi si appannano sempre gli occhiali con questa mascherina! Ora ti faccio vedere cosa c’è nella camera”. Il b&b è un’occasione per mettersi in gioco con un nuovo lavoro, quello di chi accoglie turisti e viaggiatori: infatti sono proprio le persone con sindrome di Down dell’associazione, come Giovanni, a gestire l’appartamento, occupandosi delle pulizie, del rifornimento della dispensa e della cura degli ospiti. Un nuovo lavoro in cui sperimentarsi, soprattutto ora che molti sono rimasti a casa, o in cassa integrazione, a causa dell’emergenza Covid.

Giovanni inizia subito la spiegazione di come funziona il b&b, aiutato dall’educatore Giacomo Busi, che lo accompagna: “Quello è il letto. Sotto, nei cassetti, trovi altri piumini, nel caso avessi freddo”. Sorridiamo: nella stanza ci saranno 25 gradi. “Gli asciugamani sono sul letto, insieme alle ciabatte ecologiche, che sono un nostro omaggio. Anzi, qui tutte le cose usa e getta sono riciclabili, abbiamo pensato all’ambiente”. Si volta e indica dall’altra parte. “Quello è il divano, e quella è la tv al plasma. Stasera ti consiglio di vedere il film che danno su Rai2, l’Alligatore. Di fianco trovi anche le casse Bluetooth, le abbiamo messe per chi vuole ascoltare buona musica. Il mio cantante preferito è Gianni Morandi”. Lo ringrazio dei suggerimenti e gli chiedo di cosa parla il film, ma Giovanni non si lascia distrarre e continua, molto professionale.  

Questa è la cucina: frigo, lavastoviglie, microonde, macchina del caffè, bollitore. Per la colazione trovi fette biscottate, marmellata, tè e caffè”. Sul tavolo vedo un pacco di patatine: e quelle? “Per fare un aperitivo prima di cena! Non potevano mancare”. Passiamo al bagno: in questo caso Giovanni non perde tempo e semplifica con una frase: “Qui dentro c’è tutto quello di cui puoi aver bisogno”. Successivamente mi sarei in effetti accorta che, oltre ai classici shampoo, bagnoschiuma e saponetta monodose, i ragazzi hanno inserito anche un “vanity kit” con la lima per unghie e i cotton fioc, lo spazzolino da denti, e addirittura le salviette lustrascarpe.

Infine, arriviamo al punto forte: la libreria. C’è di tutto: classici, gialli, libri di politica. “Gli ospiti se vogliono possono prendere un libro e portarselo a casa. È il nostro regalo di Natale, per lasciare un ricordo del nostro b&b”. Tra i titoli, intravedo Il piccolo principe: “Ce l’ha regalato l’ultima coppia che è stata qui, si sono presi un altro libro e in cambio ci hanno lasciato questo”. Di fianco, un quaderno contiene le recensioni degli ospiti, tutti entusiasti: “Ci siamo sentiti a casa”, “Ritorneremo”, “In bocca al lupo per la bellissima avventura”. Giovanni mi ha spiegato tutto e ora ha fretta di andarsene: stasera parla Conte e non vuole arrivare in ritardo. Mi lascia il libro con le istruzioni degli elettrodomestici e i consigli su cosa vedere a Bologna, saluta e se ne va.

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Tratto da: https://www.redattoresociale.it/article/notiziario/una_notte_in_via_delle_idee_il_nuovo_b_b_dei_ragazzi_con_sindrome_di_down?UA-11580724-2

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 Matteo Spicuglia

Noi due siamo uno

Storia di Andrea Soldi, morto per un Tso

add editore

 

Il 5 agosto 2015 la città è caldissima, qualcuno è già in vacanza, altri cercano un po’ d’aria nei giardini del quartiere.

Anche Andrea Soldi è seduto su una panchina, ma quella è la “sua” panchina sempre, in ogni stagione. Lì si rifugia quando i pensieri lo assalgono, lì trova conforto e si sente a casa. Andrea soffre da anni di schizofrenia, la madre, il padre e la sorella sono il suo sostegno e piazza Umbria il posto del cuore.

Ha quarantacinque anni, non è violento, non è mai stato pericoloso, eppure, quel 5 agosto morirà a causa di un Trattamento sanitario obbligatorio eseguito da alcuni vigili urbani e dal personale medico. Il processo è arrivato ora alla fase d’appello, ma questa forse è la cosa meno importante della storia.

Dopo la morte, la famiglia Soldi ha trovato alcune pagine che erano il diario di Andrea in cui la trascrizione lucidissima della sofferenza illumina il percorso psicologico e i silenzi che per anni lo avevano avvolto.

Matteo Spicuglia è un giornalista che ha seguito il caso e che non ha voluto fermarsi alla cronaca: a partire da quel diario allarga lo sguardo dalla panchina su cui è morto Andrea alla realtà dei TSO, dalla sua esistenza difficile al mondo della malattia psichica, dalla famiglia torinese alle tante altre che si trovano a convivere con pregiudizi e inadeguatezza dei servizi medici e sociali nella gestione di patologie che soffrono ancora lo stigma sociale.

Nel diario Andrea aveva scritto di sperare che la sua fatica e il suo dolore non passassero invano; questo libro è il motivo per cui ciò non avverrà.

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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