LE PAROLE RITROVATE. Prossimo Coordinamento nazionale (Renzo De Stefani)

Finalmente il 2020 se ne è andato e tutti ci aspettiamo un nuovo anno che ci ridia la vita e la libertà!

Intanto noi andiamo avanti con tanti piccoli ma importanti progetti che stanno vedendo la luce.

 

DA renzodestefani48@gmail.com

3/1/2021 12:45

A menteinpace@libero.it

 

Carissime & Carissimi

 

Il nostro ultimo Coordinamento nazionale è andato in onda il 28 novembre e se volete potete rileggere il verbale cliccando qui (VERBALE 28/11/2020)

Il prossimo era già stato fissato per sabato 23 gennaio dalle 9.30 alle 13.00 ed è confermato.

 

Il link è il consueto   https://us02web.zoom.us/j/84756110868.

 

Come sempre lo gestisce Franco di Verona che sarà collegato già alle 9.15 e ci farà entrare nella ‘stanza’ man mano che arriviamo. Se qualcuno avesse problemi può scrivere sulla Chat di INCONTRI o telefonare a Franco al 348 3243219. Grazie Franco!

È un coordinamento importante perché dovremmo avviarci a decidere l’impianto di Cammina Italia e decidere altre cose che abbiano avviato e sono in dirittura d’arrivo. Chiaro che il virus è ancora attivo e potrebbe crearci problemi per incontri in presenza, ma noi dobbiamo ragionare in positivo e ragionare sulle strade che vogliamo cercare di prendere. Alcuni eventi sono già programmati, altri stanno maturando e il 23 al Coordinamento dobbiamo arrivare ‘preparati’!

 

All’ordine del giorno i temi che ci hanno tenuti impegnati negli ultimi incontri, con la possibilità, come sempre, di portare nuove idee e percorsi:

 

  1. Report dei gruppi di lavoro

·         Cammina Italia, impianto generale, tempistica, eventi

·         Formazione (vademecum)

·         Terre vergini (Val d’Aosta e non solo)

 

  1. Coordinamenti regionali
  2. Dépliant di parole ritrovate (Errico e Jacopo)
  3. Incontro nazionale 2021: cominciamo a pensarci
  4. Progetto India
  5. Varie ed eventuali (di tutto e di più)

 

Ci vediamo sabato 23

Baci tanti

Renzo, il vostro sempre più antico segretario

 

 

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ZONA FRANCA 

è un laboratorio di inclusione sociale, in cui si sperimentano forme alternative di partecipazione, protagonismo ed espressione.

 

È ideato e prodotto dalla Cooperativa Proposta 80 

in collaborazione con l’Associazione Culturale Kosmoki 

e dagli

utenti del Servizio di Salute Mentale del Dipartimento di Salute Mentale di Cuneo.

 

Collaborano al progetto la Città di Cuneo, la Cooperativa Momo, MenteInPace, DiAPsi Cuneo e la Casa del Quartiere Donatello.                       

  

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Daniele Mencarelli

Fame d'aria

 Mondadori

Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D'un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento peggiore: di venerdì pomeriggio, in mezzo al nulla. Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese più vicino, Sant'Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall'auto è evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l'auto, padre e figlio trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, è proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant'Anna del Sannio, poche centinaia di anime, è un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana. Ad aiutare Agata nel bar c'è Gaia, il cui sorriso è perfetta sintesi del suo nome. Sarà proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneità ogni apparenza. Perché Pietro è un uomo che vive all'inferno. "I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione." Ma la povertà non è la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all'altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca. Il dolore di Pietro, però, si troverà di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l'umanità che ancora resiste, fatta il più delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole. Con "Fame d'aria", Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti più intensi: l'amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

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