BOMBE TRASFORMATE IN GIOIELLI: IL RICICLO DI NO WAR FACTORY

I nostri gioielli sono realizzati in Laos da artigiani locali e ricavati prevalentemente dall’alluminio di ordigni bellici risalenti alla guerra del Vietnam, a seconda della disponibilità dei materiali e dal contesto geopolitico. Gli artigiani laotiani realizzano questi manufatti con una tecnica chiamata a staffa, ovvero per mezzo di semplici stampi in argilla entro cui viene colato l’alluminio fuso.

 

I pezzi grezzi così ottenuti sono importati in Italia, dove vengono modificati ed impreziositi.

 

Ecco come avviene.

 

SMINAMENTO UXOLAO & MAG

1.    La ricerca degli ordigni e preparazione del terreno

Il terreno da liberare dagli ordigni inesplosi (UXO) viene diviso in griglie. Le squadre di sgombero, lavorano lungo le griglie con i metal detector per identificare gli oggetti e liberano gli ordigni. I team ripuliscono principalmente i terreni agricoli. La zona viene quindi liberata ad un minimo di 2,5 mt consentendo la lavorazione sicura del trattore e degli aratri trainati da bufali tradizionalmente utilizzati per questo lavoro in Laos. Un metal detector portatile (come nella foto) rileva frammenti di metallo fino a 60 cm di profondità. Per eseguire approfondimenti, vengono utilizzati diversi rivelatori come l’Ebinger, che ha una portata di circa 2mt.
Quando un metal detector identifica la presenza di metallo, il luogo viene marcato sul terreno e trascritto su di una mappa con l’aiuto di un GPS.

2.    Lo Scavo

L’estrazione di ordigni inesplosi dal terreno è un lavoro potenzialmente pericoloso e richiede nervi saldi e molta pazienza. Vengono individuati frammenti di metallo presenti nel suolo ma non si può sapere quali di questi siano ordigni o semplice metallo bisogna prima estrarli dal terreno. In seguito viene scavato il terreno mediante una pala apposita, fino a scoprire la natura dell’oggetto, una volta identificato verrà deciso se rimuoverlo o distruggerlo.

3.    Distruzione dell’ordigno

A seconda del tipo di ordigno e dove è situato, il team decide se distruggerlo sul posto o spostarlo in un luogo più sicuro. In alcuni casi si decide di rimuovere l’ innesco prima di procedere alla distruzione.

4.    Avvisare gli abitanti dei villaggi

La sicurezza è alla base di tutto per le operazioni del team di sminamento. Il team si assicura che tutti gli abitanti siano stati evacuati prima della rimozione o della detonazione dell’ordigno.

Per concludere si preme il pulsante ed un altra bomba verrà distrutta.

 

No War Factory

Via Zanardelli 104

Viareggio, LU 55049

Italy

Per saperne di più CLICCA QUI

 

Tratto: https://www.nowarfactory.com/

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 Matteo Spicuglia

Noi due siamo uno

Storia di Andrea Soldi, morto per un Tso

add editore

 

Il 5 agosto 2015 la città è caldissima, qualcuno è già in vacanza, altri cercano un po’ d’aria nei giardini del quartiere.

Anche Andrea Soldi è seduto su una panchina, ma quella è la “sua” panchina sempre, in ogni stagione. Lì si rifugia quando i pensieri lo assalgono, lì trova conforto e si sente a casa. Andrea soffre da anni di schizofrenia, la madre, il padre e la sorella sono il suo sostegno e piazza Umbria il posto del cuore.

Ha quarantacinque anni, non è violento, non è mai stato pericoloso, eppure, quel 5 agosto morirà a causa di un Trattamento sanitario obbligatorio eseguito da alcuni vigili urbani e dal personale medico. Il processo è arrivato ora alla fase d’appello, ma questa forse è la cosa meno importante della storia.

Dopo la morte, la famiglia Soldi ha trovato alcune pagine che erano il diario di Andrea in cui la trascrizione lucidissima della sofferenza illumina il percorso psicologico e i silenzi che per anni lo avevano avvolto.

Matteo Spicuglia è un giornalista che ha seguito il caso e che non ha voluto fermarsi alla cronaca: a partire da quel diario allarga lo sguardo dalla panchina su cui è morto Andrea alla realtà dei TSO, dalla sua esistenza difficile al mondo della malattia psichica, dalla famiglia torinese alle tante altre che si trovano a convivere con pregiudizi e inadeguatezza dei servizi medici e sociali nella gestione di patologie che soffrono ancora lo stigma sociale.

Nel diario Andrea aveva scritto di sperare che la sua fatica e il suo dolore non passassero invano; questo libro è il motivo per cui ciò non avverrà.

 

Per visualizzare il sito della casa editrice e la pagina dedicata al libro

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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