COM’È LA SITUAZIONE NEI SERVIZI PSICHIATRICI? PARLIAMONE (Associazione +Diritti)

Come Associazione, negli ultimi mesi,  abbiamo promosso incontri online per confrontarsi  sull'esperienza della pandemia e  sulla ricaduta che questa ha avuto e potrà avere sui Servizi di Salute Mentale. I contenuti sono riassunti nella lettera più avanti. 

 

DA associazionepiudiritti@gmail.com

 

A   menteinpace@libero.it  

 

 

A partire dal principio   di Partecipazione Attiva che costituisce uno degli elementi  fondanti la nostra Associazione è emersa l'esigenza di confrontarsi con i Referenti Istituzionali. 

Nella fase attuale abbiamo inviato la richiesta  sul territorio dove l'Associazione è nata e ha la sede delle sue attività  (Comune di Settimo Torinese, DSM, Unione NEt ). 

 Riteniamo che le tematiche affrontate possano essere condivise e si possa chiedere l'apertura di un confronto sia  nell'ambito dell'ASLTO4 sia a livello Regionale.  

 

Se condividete I CONTENUTI DELLA LETTERA  aspettiamo una vostra mail di sostegno all'iniziativa. La nostra mail è: associazionepiudiritti@gmail.com

 

La partecipazione è la nostra forza !!

 

 

LA LETTERA DELL’ASSOCIAZIONE +DIRITTI

 

Nella foto si vede il testo dell'incipit che invitava le persone a partecipare all'incontro, online, organizzato dall'Associazione +DIRITTI per il 10 dicembre.

Partivamo da riflessioni su solitudine e isolamento ed  il confronto ha evidenziato aspetti ancora più drammatici e dolorosi:

       Emerge una disomogeneità del funzionamento dei servizi all'interno della nostra ASL. Centri diurni aperti /centri diurni chiusi. In base a quali principi, a partire da quali scelte se la direzione del dipartimento è unica? Dalle informazioni in nostro possesso non sembra che questo sia legato a un problema di spazi. Molti hanno sottolineato come Il centro diurno costituisca un punto di riferimento. Importante nelle situazioni critiche per curarsi sul territorio ed evitare di essere ricoverati. Ma importante anche nel supporto alla quotidianità e come punto di riferimento per contrastare l’isolamento.

 

Azzerare l’accesso a questi Servizi, in un momento così drammatico, ci sembra molto Grave!!!

Quale è il progetto: depotenziare i Centri Diurni? Convogliare le risorse sul “Servizio Territoriale Integrato “? Non vogliamo sottovalutare l’importanza dell’intervento individuale ma la “terapia di comunità” in tutte le sue declinazioni (confronto tra persone, socialità, casa, lavoro) è la sola che porta a combattere la follia, lo stigma, l’emarginazione.

 

Chiediamo l’attivazione a pieno regime delle strutture semiresidenziali sul territorio con il coinvolgimento nelle attività di Esperti per Esperienza.

L' emergenza pandemica ha ulteriormente indebolito il Sistema dei Servizi già duramente messo alla prova da anni di tagli alle strutture, al personale, alla formazione. Come documentato dall’ osservatorio GIMBE e Dalla SIEP

Il report n 7/2019 dell’Osservatorio GIMBE (Gruppo Italiano per La Medicina Basata sulle Evidenze) si intitola: “Il Definanziamento 2010-2019 del Servizio Sanitario Nazionale “. Il titolo è esaustivo di cosa viene analizzato e descritto nel rapporto. Tra tagli e minore Entrate il SSN ha perso negli ultimi 10 anni 37 miliardi!!

Il rapporto della SIEP (Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica), presentato nel Webinar del 10 ottobre 2020, entra nei dettagli dell’organizzazione e del funzionamento dei Servizi di Salute Mentale analizzano il trend nel periodo 2015 -2018:

                Descrive l’impoverimento dei servizi di Salute Mentale in cui a una riduzione del personale superiore al 10%e una riduzione delle prestazioni e dei trattamenti ambulatoriali /territoriali del12,4%, si accompagna un aumento del 30 % della durata media dei trattamenti residenziali, e un aumento del 44,3% (33,6 persone ogni 1000 abitanti assumono antipsicotici) dei soggetti trattati con antipsicotici.

Quale è la direzione verso cui si muovono i servizi? Quale il modello che li ispira?

I dati suggeriscono modelli incentrati sulla sedazione della sofferenza psichica, sullo spegnimento delle emozioni e sulla esclusione/reclusione del sofferente.

Ci opponiamo a questi modelli lesivi dei diritti delle persone, non supportati da evidenze scientifiche. Che indicano come positive la centralità di: interventi orientati alla recovery e di interventi incentrati sull’analisi dei determinanti sociali di malattia.

 

       l’EMERGENZA PANDEMICA sarà seguita da una crisi sociale complessa, da un aumento della sofferenza psichica e da un aumento delle richieste di supporto e di cura ai Servizi.

 

Come si intende prepararsi a questi cambiamenti. Con quali risorse ma soprattutto con quale progettualità.

 

Non arrivano buone notizie nemmeno dal PNNR (Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza) volgarmente detto Recovery Found :a fronte di uno stanziamento di 194,48 miliardi di euro solo 9,1 miliardi ( 4,6 % )sono destinati alla sanità. Negli ultimi giorni la quota stanziata è stata raddoppiata. Questo a testimonianza di come sia importante una partecipazione attiva dei cittadini nei confronti dei poteri decisionali. Resta sempre aperta la domanda del come verranno spese le risorse, di chi verrà coinvolto nel tavolo di progettazione e di quale percentuale verrà destinata alla tutela della Salute Mentale .

A partire da queste riflessioni Chiediamo:

 

         L’apertura di un Tavolo di Confronto a livello locale con la partecipazione dei referenti

 

territoriali dell’ASL TO4 (direttore DSM, responsabili CSM, responsabili Distretti), dei referenti degli Enti Locali (Comuni, Servizi Sociali) per discutere sulle scelte portate avanti in questo periodo di COVID , e confrontarsi su nuovi aspetti progettuali per la Difesa della Salute Mentale.

 

         L’avvio di incontri a livello regionale con Assessorato alla Sanità e alle Politiche Sociali che preveda la partecipazione di tutte le Associazioni di utenti e famigliari presenti sul territorio.

 

L’Associazione +DIRITTI

Settimo torinese

associazionepiudiritti@gmail.com

 

 

 

 

Settimo T.se, 15 gennaio 2021

 

 

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Dalla selva oscura alla tutela costituzionale

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Il nuovo Testo Unico in materia di Foreste e Filiere forestali (d.lgs. n. 34/2018) offre l’occasione per approfondire il tema dell’evoluzione della vita della foresta nel suo incontro-scontro con gli obiettivi dell’uomo. Il diritto interviene in questa relazione col suo ruolo regolatore, ricercando un punto di equilibrio tra la funzione ambientale e quella economico-produttiva e superando le polemiche che le scelte del legislatore hanno provocato tra gli studiosi della materia. Con un linguaggio piano e accessibile il libro approfondisce alcune tra le questioni giuridiche maggiormente dibattute a livello forestale e ambientale e le loro premesse di ordine costituzionale. Si analizzano le problematiche legate alla governance nella tutela della foresta, così come viene affrontato il tema della frammentazione delle proprietà boschive. Fra la categoria dei beni privati e quella dei beni pubblici si affaccia quella dei beni comuni; ne vengono prospettati pregi e difetti, prospettive di sviluppo e collegamenti con le tradizioni e con il principio di solidarietà. Si ipotizza poi un nuovo approccio alla «fiscalità ambientale», affinché venga abbandonata la funzione soltanto disincentivante e risarcitoria del tributo e vengano invece maggiormente apprezzate e incentivate le condotte virtuose. Si evidenziano i principi richiamati con decisione dall'enciclica «Laudato si'» di papa Francesco e il sempre più importante ruolo dell’Unione Europea rispetto all’ambiente e in particolare nell’azione di contrasto al commercio illegale del legno. Si guarda, infine, al futuro approccio del mondo economico-finanziario rispetto alle tematiche ambientali.

Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte costituzionale, ministro della Giustizia nel governo Prodi I, è professore emerito di diritto penale. È autore di monografie sui temi della Costituzione, della giustizia, dei rapporti fra diritto penale ed economia, della criminalità organizzata, dei diritti umani e del diritto ambientale. Maurizio Flick, avvocato, è presidente della Camera civile di Genova. Collabora dal 2005 con la cattedra di Diritto civile dell’Università della medesima città, dove insegna nella Scuola di specializzazione per le professioni legali.

 

 

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