UNA SETTIMANA DENTRO TIKTOK (Adele Sarno)

Ho deciso di passare qualche giorno sul social della Generazione Z.

È iniziato così il mio viaggio su questa piattaforma. TikTok per quello che ho visto e sentito è tanto altro: un piccolo universo, uno spazio dove la genZ sta crescendo.

 

 

DA info@mail.huffpost.com

30/01/2021 11:00

A menteinpace@libero.it

 

 Ok boomer, parliamo di TikTok. Ho deciso di passare qualche giorno sul social della GenZ (Generazione Z: con il termine Generazione Z, o Gen Z, iGen, Post-Millennials, Centennials, Zoomers, Plurals, s'identifica la generazione che segue ai Millennials, generalmente circoscritta dal 1996 fino all'anno 2010 - NdR). Ho scaricato l’applicazione venerdì 22 gennaio. Ho inserito la mia data di nascita, ho digitato il mio nome. Avrei tranquillamente potuto mentire come potrebbe farlo ogni ragazzino. Alla fine del download, armata dei migliori pregiudizi, ho iniziato a scrollare. Il giorno prima, giovedì 21 gennaio, una bambina di 10 anni è morta soffocata per aver partecipato a una “blackout challenge”. Digitando il giorno stesso su TikTok “#blackoutchallenge” ho trovato migliaia di video: centinaia di ragazzi spiegavano quanto fossero tristi per la scomparsa della piccola Antonella. Oggi di quei video non c’è più traccia ma solo “pagina non trovata”. Ho provato a sentire qualche assiduo frequentatore del social ma sono tutti convinti che sia difficile che questo tipo di contenuti possa passare le censure di TikTok. “Io un’idea me la sono fatta”, mi spiega Carlotta. “Potrebbe essere rimasto solo qualche ora online, magari ‘mascherato’ da altro”. Insomma un episodio sporadico, una coincidenza sfortunata.

È iniziato così il mio viaggio su questa piattaforma. TikTok per quello che ho visto e sentito è tanto altro: un piccolo universo, uno spazio dove la genZ sta crescendo.

 

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Adele Sarno

 

Tratto da:

https://www.huffingtonpost.it/entry/tik-tok_it_60104658c5b67848ee7bc3ce?ncid=newsltithpmgnews

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In un bosco nei dintorni di Ginevra, in circostanze casuali, si consuma il cruento omicidio del vicedirettore della HEGA, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di economia sanitaria mondiale.

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L’Autore

Psichiatra, dal 1999 al 2010 è stato direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Abuso di Sostanze dell’Organizzazione mondiale della Salute a Ginevra. In precedenza ha lavorato all’Ospedale psichiatrico di Trieste sotto la direzione di Franco Basaglia e Franco Rotelli, ed è stato a capo del Laboratorio di Epidemiologia e Psichiatria sociale presso l’Istituto Mario Negri.

Membro onorario del Royal College of Psychiatry, attualmente è segretario generale del Lisbon Institute of Global Mental Health. Ha all’attivo oltre duecento articoli su riviste scientifiche internazionali.

Tra i suoi ultimi volumi pubblicati ricordiamo: Psicopolitica. Città, salute, migrazioni (DeriveApprodi, 2019); Sulla povertà della psichiatria (DeriveApprodi, 2017); Discorso globale, sofferenze locali. Analisi critica del Movimento di salute mentale globale (il Saggiatore, 2014).

 

 

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