#PIJANSACHET. Azione collettiva di pulizia urbana (Gianfranco Conforti)

 

Sul numero 7/2021 del settimanale cuneese La Guida, in prima pagina, c’era un articolo dal titolo curioso firmato Erica Giraudo. “Pijansachet”, iniziava; cioè “prendi un sacchetto” in piemontese.

 

 

Mi sono incuriosito anche perché il seguito del titolo faceva capire che parlava di un’iniziativa di ripulitura degli ambienti urbani dai (troppi) rifiuti che troviamo per strada.

Leggendo l’articolo si capiva che si tratta di un’iniziativa spontanea partita da una coppia di Cuneo che, stufi di camminare tra cartacce, mascherine, guanti, bottiglie di plastica o vetro, hanno pensato di prendere guanti e sacchetti e raccogliere i rifiuti. Hanno coinvolto amici ed hanno sparso la voce, dando appuntamento per le ore 10 del mattino della domenica. I punti di ritrovo, per quest’ultima domenica, sono stati il Rondò Garibaldi e la Stazione.

 

Ho pubblicato l’articolo di Erica Giraudo sul sito della nostra Associazione MenteInPace e l’ho condiviso sulla chat di whatsapp, sempre di MenteInPace. Altri nostri volontari hanno aderito: Rossana, Ivana con suo marito Stefano, Giovanna, Concetta.

Concetta, per comodità, si è recata alla Stazione, mentre Rossana, Ivana, Stefano ed io ci siamo trovati al Rondò Garibaldi. Giovanna all’ultimo non è potuta venire, mentre Alice è venuta all’appuntamento per salutarci e condividere l’iniziativa, non potendo però fermarsi oltre. Abbiamo così conosciuto Stefano, promotore con sua moglie dell’iniziativa ed altri due giovani volontari.

Ci siamo divisi: tre sono andati verso il Parco della Gioventù per risalire verso il Viale Angeli mentre noi quattro, divisi in due coppie, abbiamo fatto il Viale.

 

Devo dire che, mentre camminavamo e raccoglievamo scontrini, stelle filanti, mascherine ed altri rifiuti, mi sembrava di stare pulendo qualcosa di mio. Certo mi facevano piacere i commenti dei passanti, che in modo molto discreto, ci ringraziavano. Ma quello che mi dava gioia era di vivere in concreto un atto semplice, umile, ma che migliora concretamente la nostra bella città. Certo ciò richiede un po’ di coraggio, perché magari, mentre raccogli una bottiglia di plastica puoi incontrare l’insegnante di tuo figlio oppure il padrone di casa o il tuo direttore e tu sei lì con i guanti ed un sacchetto pieno di sporcizia. Ma ne vale la pena, anche perché adesso le giornate hanno un clima più mite.

 

Alla prossima domenica allora, per pulire Cuneo, per sentirla più nostra, senza la pretesa di fare granché.

 

Gianfranco Conforti

Volontario MenteInPace

 

 

Sul nostro sito aggiorneremo ogni settimana i punti di ritrovo e l’ora e anche se, per maltempo o altro, non si facesse. Sul lato destro del sito c’è il volantino con gli aggiornamenti (per i cellulari occorre andare nella versione standard).

 

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#PIJANSACHET

Domenica 7 marzo 2021,

ore 10 (salvo annullamenti per maltempo).

Due punti di ritrovo: al Rondò Garibaldi o al Bar Dotta (Piazza della Libertà vicino alla Stazione ferroviaria) a Cuneo. Munirsi di guanti e sacchetti della spazzatura.

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 Mario Nicola Rosso

La primavera di San Martino

   

Araba Fenice Editore

 

Il romanzo è ambientato a Cuneo, fra il 1854 e il 1859, dove vivono i giovani protagonisti prima di essere chiamati a combattere nella battaglia di San Martino: una battaglia sanguinosissima, nella quale ebbe un ruolo determinante la Brigata Cuneo, formata oltre che da cuneesi, da emigrati di ogni parte d'Italia, e a cui parteciparono, ignorate dalle cronache ufficiali, molte donne nei ruoli di infermiere e di vivandiere.

Gli anni che precedettero la Seconda Guerra di Indipendenza, anni che cambiarono il volto del Regno Sardo e della città di Cuneo, sono visti attraverso gli occhi dei protagonisti. Fu un'epoca di grandi trasformazioni, un'autentica primavera, che aprì il nostro Paese al progresso economico e allo sviluppo sociale: dal treno e dall'illuminazione a gas, alla costituzione delle prime casse di risparmio.
Il romanzo, che si conclude con la battaglia di San Martino, vuole anche essere un rispettoso omaggio alla povera gente, dimenticata dalla retorica ufficiale e quasi sempre inconsapevole degli ideali ispiratori dell'unificazione italiana, cui diede un fondamentale contributo di sangue.

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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