COME IL COVID MI STA CAMBIANDO, MIO MALGRADO (Mila Brollo)

Ho avuto il Covid due mesi fa, brutto.

Ho vissuto tutto questo anno seguendo con attenzione i suggerimenti dati per contenere il contagio e l’ho fatto per salvaguardare gli altri, me e per uscire presto da questo incubo. E l’ho preso lo stesso.

Posso farcela ancora a seguire le regole ma non mi piace per nulla quel che sta succedendo nella mia testa: dare per scontato che sia giusto stare lontano dalle persone, agli amici, evitare ogni stretta di mano, ogni abbraccio, non pensare più ad organizzare nulla di sociale, nè in famiglia nè in altro ambito od occasione.

Mi sto abituando a comportamenti che solo un anno fa mi sarebbero parsi frutto di un vero e proprio disagio psichico.

In altre epoche saremmo morti in molti. La malattia si sarebbe diffusa e chi avesse traballato per età, per malattia o per sfiga, se ne sarebbe andato.

Noi resistiamo ma cosa significa in termini di esistenza? Vale la pena di vivere in questo isolamento? Per quanto ce la faremo? E i giovani chi li sta aiutando?

Vacillo. Ho bisogno di sani assembramenti, di contatti umani, di libertà di movimento. E mi sto abituando a non considerarli più desideri esaudibili.

Continueró a seguire i suggerimenti anti contagio, per gli altri, per chi adesso è impossibilitato a svolgere il proprio lavoro e rischia il fallimento, perchè tutto questo possa finire presto anche grazie alle nostre attenzioni, per chi ha diritto di vivere, per chi non vuol morire nè di malattia, nè d’inedia nè di fame.

Personalmente mi sento sospesa, come in una sorta di interminabile attesa e non mi pare di vivere.

Fiducia e speranza mi ripeto. Fiducia e speranza non ci abbandonate...

 

 

Mila Brollo

Le Parole Ritrovate

Gemona del Friuli

 

 

(dal suo profilo facebook e dalla chat whatsapp Coordinamento Parole Ritrovate)

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Commenti: 1
  • #1

    Silvana Palleria (mercoledì, 03 marzo 2021 13:09)

    Forza, non molliamo mai! Ma ti capisco,: è dura!

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Benedetto Saraceno

LE LINGUE DELLA PAURA

Edizioni Alpha Beta Verlag

 

In un bosco nei dintorni di Ginevra, in circostanze casuali, si consuma il cruento omicidio del vicedirettore della HEGA, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di economia sanitaria mondiale.

L’autore materiale è un alto funzionario della stessa agenzia, Andreas Krause, per il quale la vittima rappresenta l’unico ostacolo apparentemente insormontabile alle proprie ambizioni di carriera. Assediato dal timore di essere scoperto e dai sospetti che cominciano ad addensarsi su di lui, si ritrova lentamente risucchiato in un gorgo di paure e ossessioni, che degenera in un’autentica paranoia. Arriva addirittura ad assoldare un killer per sbarazzarsi di un collega che, secondo il suo lucido delirio, sarebbe pronto a denunciarlo. In breve tempo la sua vita privata e professionale va a rotoli, e ogni tentativo di fare marcia indietro e confessare il proprio delitto è vanificato da continue oscillazioni emotive e confusi progetti di fuga. Nel chiuso, ovattato quanto spregiudicato ambiente diplomatico internazionale affiorano intanto intrighi e personaggi di dubbia moralità, disposti a tutto pur di non perdere potere e privilegi. Tra rituali bizantini, scandali messi sotto silenzio e subdoli conflitti d’interesse, emerge un quadro a tinte fosche tratteggiato con inquietante precisione. Nella sua pur riluttante connivenza, di questo perverso mosaico Krause è un tassello fondamentale.

 

Le lingue della paura è un raffinato noir psicologico, una storia intrisa di cinismo, avidità e umana fragilità, con un finale sorprendente.

 

L’Autore

Psichiatra, dal 1999 al 2010 è stato direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Abuso di Sostanze dell’Organizzazione mondiale della Salute a Ginevra. In precedenza ha lavorato all’Ospedale psichiatrico di Trieste sotto la direzione di Franco Basaglia e Franco Rotelli, ed è stato a capo del Laboratorio di Epidemiologia e Psichiatria sociale presso l’Istituto Mario Negri.

Membro onorario del Royal College of Psychiatry, attualmente è segretario generale del Lisbon Institute of Global Mental Health. Ha all’attivo oltre duecento articoli su riviste scientifiche internazionali.

Tra i suoi ultimi volumi pubblicati ricordiamo: Psicopolitica. Città, salute, migrazioni (DeriveApprodi, 2019); Sulla povertà della psichiatria (DeriveApprodi, 2017); Discorso globale, sofferenze locali. Analisi critica del Movimento di salute mentale globale (il Saggiatore, 2014).

 

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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