CI SARÀ UNA TRANSIZIONE ECOLOGICA? (Angelo Tartaglia)

Il neoministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani, si è cimentato, prima della nomina, con un libro sul tema. Testo interessante, che sottolinea l’insufficienza dell’innovazione tecnologica a risolvere i problemi ambientali e sociali. Vedremo se quelle affermazioni avranno un seguito nella attività di governo.

 

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di: Angelo Tartaglia

 

Il titolo non è felicissimo ma il libro (Prevenire. Manifesto per una tecnopolitica, di Paolo Vineis, Luca Carra e Roberto Cingolani, Einaudi, 2020) è decisamente interessante e, in qualche misura, ha a che fare con quella transizione ecologica che, almeno nominalmente, è venuta alla ribalta della politica e a cui è stato preposto, nel Governo Draghi, uno degli autori del libro, Roberto Cingolani.

Il testo analizza le radici dell’insostenibilità del nostro (dell’umanità) modo di vita globalizzato e lo fa con rigore scientifico, soprattutto mediante gli strumenti dell’epidemiologia e della sociologia. Gli autori chiariscono, pur sottolineando il ruolo fondamentale dell’innovazione tecnologica, che è illusorio sperare di risolvere tutto solo con quella, così come evidenziano la necessità di andare oltre belle frasi e proclami. L’emergenza incombente che viene descritta con abbondanza di dati e di statistiche non è solo e né tanto quella materiale-ambientale, quanto quella umana e sociale. Si ricorda, ad esempio, che le disuguaglianze sociali sono in crescita ovunque, ma in particolare dove la narrazione abituale dell’economia capitalista ha sempre lasciato intendere che la mobilità sociale fosse invece più alta: gli Stati Uniti e l’Inghilterra. La mobilità sociale risulta migliore nell’Europa continentale che nei due paesi tradizionalmente considerati come la culla della moderna economia di mercato.

Del pari si evidenzia, dati alla mano, come anche la salute sia direttamente connessa alla condizione sociale, con speranza di vita più breve e incidenza di diverse malattie più elevata per gli appartenenti agli strati sociali più bassi. Non è di per sé una novità, ma dà particolarmente da pensare il vedere argomentate queste osservazioni sulla base di patologie specifiche e relative statistiche.

Si trovano poi delle valutazioni sugli effetti della diffusione della robotica, della telematica e in generale della penetrazione capillare degli strumenti della cosiddetta intelligenza artificiale. Ne vengono riconosciuti tanto l’ineluttabilità e, in un certo senso la positività, quanto i risvolti negativi sulla salute psicologica e sociale, soprattutto dei soggetti e degli strati più deboli.

Si legge anche della debolezza della politica, incapace di impostare azioni di governo che sappiano andare al di là di orizzonti a cortissimo termine, e, en passant, si trova che non ci si può aspettare che sia il mercato, di per sé, a risolvere i problemi che incombono sul futuro dell’umanità.

Ciò detto, manca, anche per via delle competenze specifiche degli autori, un’analisi esplicita e altrettanto razionale dei meccanismi dell’economia globale contemporanea che sottende tutte le patologie e le emergenze fisiche, psicologiche e sociali illustrate. Anche se implicita, non emerge la strutturale insostenibilità e iniquità della crescita e della competizione, come ancora ripetutamente sostenute e rilanciate da chi trae i maggiori vantaggi, per quanto a corto termine, dal vigente ordine economico mondiale.

La lettura è comunque stimolante e istruttiva.

Dopo la pubblicazione del libro, uno degli autori – come si è detto – è divenuto ministro della transizione ecologica. Bisognerà ora vedere quanto e se potrà impostare azioni di governo concrete e incisive in coerenza con quanto scritto, pur con le necessità di mediazione tipiche della politica e nonostante la riconosciuta debolezza di quest’ultima di fronte alle impellenti esigenze di cambiamento di rotta.

 

Angelo Tartaglia è professore emerito di Fisica presso il Dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia del Politecnico di Torino. Si occupa, tra l’altro, di impatto delle attività umane sull’ambiente, di effetto serra e di perturbazioni dell’atmosfera generate da immissioni di gas. Da anni è impegnato nell’applicazione della logica dei sistemi ai problemi trasportistici, con particolare riferimento al progetto delle ferrovie ad Alta Velocità. È consulente della Unione Montana Val Susa e del Comune di Torino sulle questioni del TAV.

 

Tratto da:

 

https://volerelaluna.it/in-primo-piano/2021/03/15/ci-sara-una-transizione-ecologica/

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Dalla selva oscura alla tutela costituzionale

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Il nuovo Testo Unico in materia di Foreste e Filiere forestali (d.lgs. n. 34/2018) offre l’occasione per approfondire il tema dell’evoluzione della vita della foresta nel suo incontro-scontro con gli obiettivi dell’uomo. Il diritto interviene in questa relazione col suo ruolo regolatore, ricercando un punto di equilibrio tra la funzione ambientale e quella economico-produttiva e superando le polemiche che le scelte del legislatore hanno provocato tra gli studiosi della materia. Con un linguaggio piano e accessibile il libro approfondisce alcune tra le questioni giuridiche maggiormente dibattute a livello forestale e ambientale e le loro premesse di ordine costituzionale. Si analizzano le problematiche legate alla governance nella tutela della foresta, così come viene affrontato il tema della frammentazione delle proprietà boschive. Fra la categoria dei beni privati e quella dei beni pubblici si affaccia quella dei beni comuni; ne vengono prospettati pregi e difetti, prospettive di sviluppo e collegamenti con le tradizioni e con il principio di solidarietà. Si ipotizza poi un nuovo approccio alla «fiscalità ambientale», affinché venga abbandonata la funzione soltanto disincentivante e risarcitoria del tributo e vengano invece maggiormente apprezzate e incentivate le condotte virtuose. Si evidenziano i principi richiamati con decisione dall'enciclica «Laudato si'» di papa Francesco e il sempre più importante ruolo dell’Unione Europea rispetto all’ambiente e in particolare nell’azione di contrasto al commercio illegale del legno. Si guarda, infine, al futuro approccio del mondo economico-finanziario rispetto alle tematiche ambientali.

Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte costituzionale, ministro della Giustizia nel governo Prodi I, è professore emerito di diritto penale. È autore di monografie sui temi della Costituzione, della giustizia, dei rapporti fra diritto penale ed economia, della criminalità organizzata, dei diritti umani e del diritto ambientale. Maurizio Flick, avvocato, è presidente della Camera civile di Genova. Collabora dal 2005 con la cattedra di Diritto civile dell’Università della medesima città, dove insegna nella Scuola di specializzazione per le professioni legali.

 

 

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