NUOVA SPERIMENTAZIONE PER L’INSERIMENTO LAVORATIVO NEI SERVIZI DI SALUTE MENTALE DI CUNEO

Cresce il numero di aziende che, al di là di un mero adempimento di legge,  considera  l’inclusione  lavorativa  di  persone  con  disabilità  una  risorsa  da valorizzare. Il Diversity Management mira a conciliare il diritto delle persone alle pari opportunità, con le esigenze di competitività ed efficienza espresse dalle Aziende.

 

 

 

 

 

 

 

La Determina Dirigenziale della Regione Piemonte n. 1666 del 04/12/2019 riferita ai PROGETTI SPECIALI PER L’INCLUSIONE SOCIO-LAVORATIVA DI PERSONE CON DISABILITA’, invitava alla costituzione di una rete di soggetti siti sul territorio regionale, finalizzata a valutare e sperimentare occasioni per l’inserimento di persone con svantaggio.

AFP scarl, storica Agenzia formativa con sede legale a Dronero, accreditata per i SERVIZI al LAVORO, in rete con il Dipartimento interaziendale di Salute Mentale ASLCN1/ASO S.CROCE e con “IL LABORATORIO- Società Cooperativa Sociale, sita in Dronero , ha ottenuto l’approvazione di un interessante ed innovativo Progetto dal titolo : “Dal train and place al place and train: il supporto all’impiego delle persone con disturbi mentali” approvato con DD 496/A1500A/2020 del 11/08/2020.

Con l’intento di presentare e far conoscere il Progetto, abbiamo intervistato i rappresentanti della rete, formalizzata in Associazione temporanea di Scopo, cercando di far comprendere potenzialità, opportunità e obiettivi dell’intervento.

 

Al dr. Francesco Risso, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’ ASLCN1 abbiamo chiesto:

 

Quale impatto può generare questo progetto sugli utenti del Dipartimento da Lei diretto?

 

“Si tratta di un’ occasione importante, che molto volentieri cogliamo come proposta, finalizzata a rendere più agevole l’inserimento lavorativo di categorie per loro natura svantaggiate. Da questo punto di vista il progetto è molto innovativo e possiede grandi potenzialità che scaturiscono da una nuova metodologia, sviluppata negli anni 90 da D. Becker e R. Drake (Dartmouth University, USA).

Sulla base delle esperienze sul campo negli Stati Uniti, la metodologia IPS è stata sperimentata presso i Dipartimenti di Salute Mentale in Emilia Romagna con successo permettendo tecnicamente di analizzare e di concretizzare le specifiche individuali dei soggetti coinvolti e di sperimentare situazioni on the job”.

 

Di che cosa si tratta?

 

“La metodologia si chiama IPS (Individual Placement and Support): è la pratica di riferimento per aiutare le persone con disturbi mentali gravi come schizofrenia o disturbo bipolare, a raggiungere e mantenere un lavoro effettivo nella società”.

 

Quali sono le professionalità del suo Team

coinvolte e con quali ruoli?

 

“Il mio Dipartimento interviene inizialmente con un’infermiera senior, un educatore professionale specialista, un tecnico della riabilitazione psichiatrica ed un medico psichiatra.

Lo sviluppo attivo del progetto prevederà un coinvolgimento dell’équipe dei Centri di Salute Mentale (medici psichiatri ed infermieri) per l’individuazione e la segnalazione dei possibili beneficiari della proposta riabilitativa.

Mi preme ringraziare tutti i miei collaboratori: il Dr. Ugo Palomba, la Caposala Fulvia Serra,

l’Educatore Professionale Cristiano Cravanzola, la Responsabile dell’ Ufficio Amministrativo dr.ssa Elena Del Bono ed inoltre la Direzione Generale dell’ ASL CN1 perché ha fermamente creduto nel Progetto”.

 

Quali sono gli obiettivi che sottendono al Progetto?

 

L’introduzione del modello IPS nei Servizi di salute mentale crea una “rivoluzione” culturale che necessita di supporto e promozione da parte della leadership dipartimentale.

L’obiettivo, del breve periodo, è quello di utilizzare il ruolo del lavoro nel processo di recovery (guarigione) dei pazienti più giovani, conferendo loro maggiore dignità ed autostima per arrivare alla costruzione di un’autentica identità attraverso l’acquisizione di un ruolo sociale.

 

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Alla Dr.ssa Ingrid Brizio, Direttrice Generale dell’ AFP abbiamo chiesto:

 

Quali sono gli elementi valorizzati dal Progetto?

 

“Il progetto, promuovendo la collaborazione tra i servizi pubblici e privati che si occupano

d’inclusione lavorativa di persone con grave disabilità, favorisce la realizzazione di interventi integrati idonei facilitare inserimenti occupazionali stabili nel mercato del lavoro

competitivo grazie da una forte componente di personalizzazione del percorso”.

 

Quali sono i tempi e le modalità organizzative previste?

 

“La conclusione del progetto, avviato nel mese di dicembre 2020, è prevista per il mese di

giugno 2022.

Dopo una prima fase di formazione, il gruppo di lavoro, in collaborazione con operatori e medici psichiatrici del Dipartimento di Salute Mentale, individuerà i destinatari del progetto per i quali è prevista una presa in carico multidimensionale. In ottica di personalizzazione delle azioni, ad integrazione dell’accompagnamento e del sostegno nella ricerca del lavoro sono previsti momenti di formazione finalizzati a rafforzare le soft skills richieste dal mercato del lavoro.

I dati elaborati durante la sperimentazione, sulla base di indicatori predefiniti, verranno resi noti nel corso di un evento al quale saranno invitati a partecipare a tutti i soggetti del territorio coinvolti a vario titolo nella gestione di soggetti con disabilità”.

 

Quali sono le professionalità del suo Team coinvolte e con che ruoli?

 

“Ogni partner, a garanzia di una reale sinergia, ha contribuito alla costituzione del gruppo di lavoro individuando specifiche professionalità al proprio interno coerentemente con i ruoli previsti dal progetto.

AFP ha garantito, oltre alla Progettazione, coordinata dalla Dr.ssa Nicoletta Cucchietti, che ringrazio per il suo lavoro puntuale e competente, ha incaricato due psicologi psicoterapeuti ai quali verrà affidata la presa in carico degli utenti. Il loro ruolo sarà fondamentale dal momento che il buon esito delle azioni dipenderà dalla loro capacità di instaurare una relazione di fiducia con la persona che dovrà essere stimolata ad assumere un ruolo attivo nella ricerca del lavoro, fissando mete lavorative raggiungibili”.

 

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Al responsabile della cooperativa sociale “Il laboratorio” di Dronero, Cristian , abbiamo

chiesto:

 

Il Laboratorio” ha una lunga esperienza di inserimento di persone svantaggiate: quali sono le opportunità concrete per la valorizzazione del lavoro dei disabili?

 

“Il laboratorio è una realtà sociale che in 25 anni ha offerto e continua ad offrire, opportunità lavorative a persone fragili, escluse dal mondo del lavoro. La nostra è una realtà dinamica, professionale ed organizzata.

La persona inserita ha l’opportunità di sperimentarsi in un contesto lavorativo vero e proprio, mediante in un processo formativo finalizzato ad acquisire sia abilità trasversali (preziose ed indispensabili, in ogni contesto lavorativo) che competenze professionalizzanti”.

 

Quali sono le professionalità del suo Team e

con che ruoli vengono coinvolte?

 

“All’interno del nostro Team di lavoro sono presenti: tre educatori professionali (che seguono il percorso educativo e lavorativo), una figura che coordina l’area di manutenzione del Verde, due figure Responsabili della produzione, della Qualità e del Personale oltre ad una figura attualmente impegnata in un percorso formativo in Disabily Management”.

 

Che significato ha per voi la partecipazione a

questo progetto?

 

“Riuscire a fare Rete per promuovere e garantire l’inclusione lavorativa.

Siamo fermamente convinti che: La DISABILITA’ è NEGLI OCCHI DI CHI LA GUARDA.

La sfida consiste nella creazione e diffusione di valore culturale e consapevolezza delle potenzialità, anche lavorative, delle persone svantaggiate”.

Il progetto ci insegna che l’inclusione lavorativa delle persone con disturbi mentali è possibile ed è responsabilità di ciascuno di noi.

 

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Per informazioni rivolgersi a

Cristiano CRAVANZOLA
collaboratore sanitario Educatore Professionale
A.S.L. CN1 - PSICHIATRIA TERRITORIALE CUNEO
Tel.: 0171450122 - 0171450459

 

Per visualizzare il sito del DIPARTIMENTO DI SALUTE MENTALE dell’ASL CN1

 

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La famiglia, all'origine della civiltà, oggi ne sta decretando la fine. È una crisi che investe l'intera società perché ciò che accade all'interno della famiglia ha rilevanza sul sociale e sul futuro dell'uomo. I genitori hanno rinunciato al ruolo di guida proteggendo all'infinito i figli: è il plusmaterno che nasce dal fallimento della cura e sospende il momento della responsabilità. La generazione che ha contestato sta crescendo figli e nipoti docili, pronti all'assoggettamento. Cosa è successo? I giovani che non dissentono permettono al fantasma mai sconfitto dell'antica tendenza dell'essere umano alla sottomissione di giocare la partita della vita al posto loro, rovesciandola in morte. Laura Pigozzi, psicoanalista, esplora in questo saggio come lo scacco della famiglia sia la radice di una tragedia sociale più vasta e ferocemente distruttiva. Attraverso il concetto di disobbedienza civile elaborato da Hannah Arendt, prende forma in queste pagine una inedita rilettura delle origini del totalitarismo che per la prima volta riesce a spiegare le conseguenze politiche della pulsione di morte freudiana e ci permette di riscoprire alcuni casi emblematici di rapporti genitoriali fallimentari, come quello di Hitler con sua madre. «L'adattamento di un giovane» ci ricorda l'autrice «ha sempre qualcosa di immorale» perché sia un soggetto che una comunità si fondano sulla divergenza. È nelle famiglie che i ragazzi dovrebbero allenarsi a trovare lo slancio verso l'esterno, diventando adulti. Fallire questa trasformazione significa condannarli a un'eterna infanzia, che apre le porte non solo ai dittatori bambini ma anche a quelli veri.

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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