PROGETTO RESTART AND RECOVERY (Coop. Proposta 80)

PROGETTO RESTART AND RECOVERY

Una rete di comunità per la salute mentale 

 

Con riferimento al bando di Fondazione Compagnia di San Paolo “Salute effetto comune – Promuovere la salute mentale delle comunità, il progetto Restart and Recovery. Una rete di comunità per la salute mentale è stato finanziato per l’ambito territoriale afferente il Centro di Salute Mentale di Cuneo. Il soggetto capofila è la Cooperativa Proposta 80, i partner di progetto sono la cooperativa Momo, il Comune di Cuneo, l’APS Casa del Quartiere Donatello, l’Associazione Menteinpace e l’ Associazione Di.A.Psi. Cuneo. Le azioni di progetto si svilupperanno in un arco temporale che va da Aprile 2021 a Dicembre 2022. Come da indicazioni del bando il Centro di Salute Mentale dell’ASL CN1 sede di Cuneo è coinvolto negli aspetti operativi poiché le azioni di progetto sono principalmente rivolte a promuovere percorsi di miglioramento della qualità di vita delle singole persone con disagio psichico. Ciò avverrà attraverso l’implementazione della rete territoriale di soggetti pubblici e privati che a diverso titolo si occupano di salute mentale e in particolare con la valorizzazione del ruolo delle associazioni di utenti dei servizi e delle associazioni dei familiari. I percorsi individualizzati si articoleranno su tre dimensioni del lavoro riabilitativo: la risocializzazione, l’inserimento lavorativo, l’abitare.

 

A livello operativo il progetto prevede al netto delle attività istituzionali di struttura (monitoraggio, comunicazione, diffusione risultati, ecc.) le seguenti azioni:

·         Promozione di un tavolo di coprogettazione tra enti pubblici e privati per favorire lo sviluppo di una rete tra soggetti presenti sul territorio disponibili a sostenere i percorsi individuali;

·         Articolazione di un processo selettivo partecipato che consenta l’individuazione dei destinatari dei percorsi;

·         Attivazione dei percorsi individuali e dei relativi tutoraggi.

 

Le risorse ottenute da progetto ammontano a 140.000 euro da impiegarsi nell’arco di venti mesi e dopo la rimodulazione saranno così destinate:

750 ore di educatore professionale per tutoraggio su area abitazione/domiciliarità;

900 ore di educatore professionale per tutoraggio su area socialità

Indennità di tirocinio socializzante 11.500 euro per 15 persone circa 750 a persona;

650 ore di educatore professionale per tutoraggio su area inserimenti lavorativi

Indennità di tirocinio lavorativo 30.000 euro per 15 persone circa 2.000 euro a pers.;

800 ore di educatore professionale su tutoraggio dei percorsi;

 

Potenzialmente i percorsi da attivare saranno 30 e saranno possibili modulazioni funzionali al quadro psicopatologico in atto. La non linearità dei percorsi è un dato che viene considerato imprescindibile, tuttavia si auspica l’attivazione di processi di recovery attraverso la mobilitazione e il supporto della comunità locale che consentano di tracciare una direzione nei percorsi individuali orientata al raggiungimento e al consolidamento degli obiettivi dei singoli percorsi. La procedura di selezione dei destinatari come da indicazioni del bando sarà un percorso partecipato tra i partner di progetto, i medici curanti del CSM e le persone coinvolte come potenziali destinatari. E’ prevista l’individuazione di circa 60 potenziali destinatari tra cui si selezioneranno circa 30 destinatari finali. Il ruolo degli psichiatri curanti del CSM di Cuneo sarà di proporre candidature proprie ed esprimere un parere circa le candidature di persone in carico al servizio provenienti dalle associazioni di familiari e di pazienti. Una volta terminato il processo partecipato di selezione fondato sulla condivisione dei criteri di scelta verrà richiesta ai medici psichiatri curanti la collaborazione con l’équipe di progetto circa la definizione degli obiettivi di un percorso con relativi monitoraggi in itinere.

 

 

Finalità complessiva dell’intervento è riattivare le risorse della singola persona all’interno della comunità locale attraverso una strutturata articolazione di sostegni e tutoraggi, con l’auspicio che il periodo di progetto consenta modificazioni della qualità di vita tali da poter avvantaggiarsi delle positive ricadute a livello terapeutico per orizzonti temporali protratti ben oltre la durata del progetto stesso. 

 

 

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con vari linguaggi, specie i video,  con l’obiettivo di costituire una redazione di una rivista crossmediale.

 

Il progetto è condotto da Silvia Bongiovanni dell’Associazione culturale Kosmoki. Rientra nel più ampio progetto Restart & Recovery che ha come capofila la Cooperativa sociale “Proposta 80”. Partecipa anche la Cooperativa sociale “Momo” e l’Associazione “MenteInPace”.

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Oltre la 180
 
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Sono passati più di quarant’anni da quando Franco Basaglia, coraggioso riformatore, ha realizzato il sogno di curare la malattia mentale senza i manicomi. La “sua” legge 180 doveva rivoluzionare l’intera cultura psichiatrica, ma la riforma del 1978 si è presto incagliata in ostacoli culturali, sociali, ideologici e organizzativi ed è ormai inadeguata nel fronteggiare i problemi della società contemporanea e dei nuovi malati. Ivan Cavicchi spiega perché il progetto di Basaglia è in realtà incompiuto e come la psichiatria sia ancora in larga parte da riformare, e propone di andare “oltre la 180”, rimuovendone le contraddizioni interne e sfondando il muro dell’apologia per evitare il rischio di regressività o di controriforma. Particolare attenzione va riservata ai professionisti sanitari che si occupano delle esistenze delle persone e dei loro “equilibri” nei contesti di vita e di lavoro, di ogni età e di ogni condizione sociale: un’adeguata riforma delle prassi degli operatori della salute mentale è infatti la più grande sfida del futuro della psichiatria e di tutta la medicina.

 

L’Autore

Ivan Cavicchi è filosofo della medicina, sociologo e antropologo; insegna all’Università Tor Vergata di Roma. 

 

 

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