NON ABBIAMO BISOGNO (Gianfranco Conforti)

Non sappiamo quando né come ne usciremo da questo difficile periodo. Possiamo solo dire, con ragionevole certezza, che ne usciremo. Abbiamo bisogno di tante cose per uscirne.

 

Certo, non abbiamo bisogno:

·         di sentire chi si lamenta continuamente perché non può andare al mare, o a fare le vacanze. Facciamogli vedere le foto di quei bambini che, in terra di Siria, non conoscono altro che guerra. Facciamogli vedere le ferite inferte dai torturatori libici a chi cerca un futuro migliore. Facciamogli vedere gli occhi pieni di terrore di quelle donne abusate, che non riusciranno più a dormire tranquille, né a vivere il sesso in modo sereno;

·         di sentire gli alibi di chi dice che volentieri darebbe una mano agli altri ma bisogna stare attenti perché l’indice di contagio del covid 19 e cioè l’RT è ancora sopra l’1. Senza voler fare gli eroi ci sono molti modi di aiutare chi ha bisogno, senza correre eccessivi rischi. Basta guardare fuori dalla porta di casa, senza necessariamente chiuderla a doppia mandata, alzando il volume della televisione per non sentire;

·         di vedere che siamo tutti esperti di virologia, di amministrazione della sanità, di gestione dell’emergenza e che queste capacità riusciamo a svolgerle preferibilmente seduti sul divano con il telecomando in mano;

·         di sentire che c’è chi vede con terrore la divisa del Generale Figliuolo, perché pare che getti un’ombra golpista sull’emergenza covid. Ma, durante le emergenze dovute ad alluvioni o terremoti, le divise degli alpini hanno sempre rappresentato un sollievo per le popolazioni colpite. A me non interessa se il Commissario Straordinario è un militare o meno; quel che mi interessa è che sia all’altezza del compito assegnatogli. E questo lo sapremo a posteriori, non giudicandolo a priori;

·         di una ripresa bulimica, esagerata, iperbolica, insensata. Quando l’economia potrà riprendere a funzionare, quando i consumi riporteranno nelle tasche i guadagni di un tempo c’è da sperare che questa economia non giri come una trottola impazzita;

·         di vedere aumentare l’inquinamento come prima o, peggio, più di prima. Le foto dei cervi a bordo strada, delle meduse nei canali di Venezia sono certo immagini legate ad una situazione contingente e che non rappresenteranno la normalità futura. Ma vedere il cielo più pulito non mi pare che rappresenti un dramma, se non per il fatto che dipende da una pandemia;

·         di sentire che c’è chi intesse le lodi del personale sanitario, che ringrazia la Sanità pubblica senza rendersi conto che ha consentito a governanti, sia a livello locale che nazionale, di ridurre drasticamente i suoi finanziamenti. Puntare ad una sanità d’eccellenza non vuol dire solo utilizzare macchinari all’avanguardia ma anche puntare ad un’assistenza di prossimità, alla prevenzione, all’educazione sanitaria, alla riabilitazione in centri specializzati ma anche accessibili;

·         di politici che strumentalizzano il malcontento;

·         di agitatori digitali che sui social vomitano rabbia e sciocchezze.

 

Mi fermo per non annoiare. Tutti ci auguriamo che questi anni ci servano per capire gli errori commessi e per non ripeterli ma anzi per correggerli.

 

Ma se ciò che vorremo seguire in futuro sarà il nostro egoismo, il nostro tornaconto senza pensare che un piccolo sacrificio finalizzato all’interesse comune ci potrà evitare probabili sacrifici ben più grandi in futuro, allora sarà stato tutto inutile.

Quel piccolo sacrificio si chiama partecipazione, responsabilità, moderazione. Si nutre di piccole cose, di umanità, disponibilità. Piccole cose che, se viste con occhi diversi, così piccole non sono. Abbiamo potuto verificarlo in questi mesi quando anche una semplice passeggiata ci sembrava una cosa bellissima.

Quel piccolo sacrificio, che poi sacrificio non è ma è cambio di mentalità, si tratta di comportamenti quotidiani, di piccoli obiettivi che però occorre attuare in modo perseverante…come il lavoro delle api sulle piccole margherite.

 

 

Gianfranco Conforti

Volontario di MenteInPace

 

 

 

 

Scrivi commento

Commenti: 1
  • #1

    Béatrice (domenica, 18 aprile 2021 11:46)

    Condivido pienamente.
    Grazie Paco per avere espresso il pensiero di molte persone che cercano di "guardare fuori dalla porta di casa" e sperano tanto che quando usciremo finalmente da questa Pandemia, saremo veramente tutti un po' "migliori", più altruisti, solidali e ricchi dentro.

 Questo sito è iniziato

il 02-06-2014

 

TOTALE

VISITE: 95455

 

MEDIA 

GIORNALIERA

VISITE 

negli ultimi 30 giorni: 70

Dati aggiornati

al 11-05-2021

---------------------------------

DATI COMPLETI SITO MENTEINPACE
anni 2014-2019
DATI SITO 2014-2019.pdf
Documento Adobe Acrobat 797.1 KB

PROGETTO

"COSA SI FA DI BELLO?"

anni 2020-2021

PROGETTO: "COSA SI FA DI BELLO?"
anni 2020-2021
cosa si fa di bello.pdf
Documento Adobe Acrobat 523.8 KB

PROGETTO

"ANCORA INSIEME" Relazione finale

PROGETTO "ANCORA INSIEME"
Relazione finale
ANCORA INSIEME - REL. FINALE.pdf
Documento Adobe Acrobat 83.2 KB
PROGETTO RESTART AND RECOVERY. Una rete di comunità per la salute mentale
Cooperativa Proposta 80
PROGETTO Restart and Recovery.pdf
Documento Adobe Acrobat 1'011.6 KB

---------------------------

---------------------------------------------

NEWSLETTER DI MENTEINPACE

per riceverla

     scrivi una mail a      menteinpace@libero.it

----------------------------------------------

 

GUARDA LE NOVITA' della

CASA DEL QUARTIERE DONATELLO

http://www.casadelquartieredonatello.it

---------------------------------------------------------

 

 

Francesco De Filippo

Maria Frega

Filosofia per i prossimi umani

Come sarà la nostra vita tra vent'anni secondo

letterati, storici, antropologi e climatologi

 

Giunti Editore

 

Se vi chiedessero all'improvviso: pensate a un'immagine che possa rappresentare la nostra realtà occidentale contemporanea, cosa vi verrebbe in mente? Forse una risposta azzeccata potrebbe essere quella di una comunità nevrotica, instancabile, ebbra di miliardi di connessioni, relazioni, produzioni, che corre disperatamente, ma priva di meta e senza avere uno specifico obiettivo. Ciò che manca in questa immagine è un orientamento, una consapevolezza, un senso; in una parola, filosofia. È il paradosso che serpeggia nelle nostre società: scarseggia non la materia di Socrate e Kant, considerata oggi disciplina antica, lenta, apparentemente incompatibile con i social, la genetica, le neuroscienze, i viaggi spaziali; ma ciò che da essa scaturisce: la capacità di critica, di riflessione e comprensione delle dinamiche sociali e della relazione tra l'essere umano e il contesto in cui trascorre la propria esistenza. Siamo alla vigilia di una nuova rivoluzione tecnologica e la necessità di "avvolgere" tutti i cambiamenti in un reticolo di nuovo umanesimo, si fa ancora più urgente. Potremmo dire che abbiamo individuato il paradosso dopo aver terminato il precedente volume Prossimi umani, una fotografia del mondo come sarà dal punto di vista scientifico-tecnologico. Un'incoerenza che questo nuovo libro tenta di risolvere con un approccio umanistico, nella convinzione che non solo scienziati ma filosofi, sociologi, giornalisti e letterati siano chiamati a rispondere a domande sul ruolo degli esseri umani in un mondo di macchine e robot, all'organizzazione da dare a comunità composte da uomini frutto di modifiche genetiche o neuronali, alle cautele da adottare per difendersi da un pianeta controllato da quattro o cinque technocorporations.

 

 

CLICCA QUI

-----------------------------------------------------------

 UNA BLOGGER IN CUCINA

 

Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

Cucini insieme a me?

 

Per visitare il blog

CLICCA QUI