BOOM DI ADESIONI PER DONAZIONE DI ORGANI (AIDO Cuneo)

 

Boom di adesioni nella giornata nazionale della donazione di organi e tessuti

 

DA csvcuneo.ufficiostampa@gmail.com

 

A  menteinpace@libero.it  

 

Si sono da poco spenti i riflettori sulla giornata legata al “dono” proposta dal Ministero della Salute e dal Centro Nazionale Trapianti ed AIDO Piemonte ancora una volta è scesa in campo dando evidenza di squadra nutrita, compatta, coesa con l’intera rete territoriale legata alle Sezioni Provinciali che si son adoperate per veicolare un messaggio importante, un messaggio di vita.

E’ se è vero che tante le piazze illuminate con un SI alla vita, non ultima a Torino la Mole Antonelliana ed a Cuneo la Torre Antica, tante le manifestazioni d’interesse esternate sui social da chi è stato stimolato ad una riflessione sulla vita.

Siamo davvero soddisfatti che anche sul 2021, nonostante il periodo di certo non facile, l’iniziativa utile occasione d’informazione e cultura sulla donazione di organi e tessuti abbia riscontrato un buon successo” – dice il Presidente AIDO Piemonte Valter Mione che aggiunge – “Tante le amministrazioni comunali che hanno voluto AIDO al proprio fianco nel dar concretezza ad azioni di conoscenza all’evento ministeriale sì tanto da illuminare piazze e monumenti con i colori della vita”.

Con i nuovi strumenti di diffusione delle notizie (Face book, Instagram e Linkedin) abbiamo avuto tante richieste di chiarimento e delucidazione legate al dono per un’azione associativa sempre più volta a dar cultura ed informazione” – replica Fabio Arossa Vice Presidente Vicario della regione a cui fa eco il Vice Presidente Vicario Provinciale AIDO Sezione di Cuneo Enrico Giraudo che aggiunge – “Abbiamo ricevuto tantissime manifestazioni di volontà che ancora una volta evidenziano la generosità dei cuneesi con un forte messaggio di speranza anche se non possiamo abbassare la guardia visti i 8400 malati (220 bimbi) in lista d’attesa. Per questo speriamo che siano ancora in tanti a scaricare il modulo di adesione dal sito internet “www.aido.it” inviandolo, opportunamente compilato, alla casella email “aidoprovincialecuneo@hotmail.com”.

 

 

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Farhad Bitani

L'ultimo lenzuolo bianco

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«Sono tante, forse troppe, le cose che ho visto nei miei primi trentatré anni di vita. Adesso le racconto. Ho lasciato le armi per impugnare la penna. Traccio i fatti senza addolcirli, senza velarli. Dopo aver vissuto l’infanzia, l’adolescenza e la prima giovinezza nell’ipocrisia, ho un tremendo bisogno di verità».

Inizia così la sconvolgente testimonianza di Farhad Bitani, ex capitano dell’esercito, un giovane uomo che ha attraversato da osservatore privilegiato la storia dell’Afghanistan: dal potere dei mujaheddin ai talebani fino al governo attuale, che vive sotto l’ombrello occidentale.
Farhad nasce a Kabul nel 1986, ultimo di sei fratelli. Suo padre è un generale dell’esercito di Mohammad Najibullah Ahmadzai, il quarto e ultimo presidente della Repubblica Democratica dell’Afghanistan. Ma, con la presa del potere da parte dei 
mujaheddin, nel 1992, le cose cambiano. Solo rinnegando il passato e diventando un mujahed, il padre di Farhad avrà salva la vita.

Da quel momento l’esistenza del giovane Farhad cambia radicalmente. La sua famiglia si trasferisce in una grande casa, presidiata dagli uomini della scorta. È a loro che Farhad chiede in prestito le armi, per i suoi giochi di bambino. Quello che sogna è un futuro da combattente, alla testa di un manipolo di uomini. Sparare, uccidere, avere potere e ricchezza: non c’è nulla che desideri di più. Ma le cose sono destinate a mutare ancora. Quando i talebani strappano il potere ai mujaheddin, la sua famiglia cade in disgrazia. Mentre suo padre si trova in prigione, Farhad conosce la fame, la miseria, l’indottrinamento forzato all’Islam. Condotto allo stadio, viene costretto ad assistere alle lapidazioni del venerdì, le punizioni per gli infedeli, coloro che trasgrediscono le leggi del fondamentalismo. Sarebbe facile cedere all’imbarbarimento, credere a ciò che viene inculcato, diventare come coloro che professano la pace, alimentando la guerra. Ma se fosse possibile un destino diverso? Si può attraversare l’inferno e uscirne redenti?
Da guerriero islamista a dialogatore per la pace, attraverso questo libro possente e drammatico Farhad Bitani offre al mondo il vero volto dell’Afghanistan, raccontando in maniera vivida la guerra civile, la violenza gratuita, le perversioni del potere e l’uso della religione come strumento politico. 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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