TORINO PER LA SALUTE MENTALE E L'EQUITÀ (Matteo Bessone)

DA torino@sportellotiascolto.it

 

A  menteinpace@libero.it

 

 

 

Buongiorno a tutte e tutti,


Insieme ad un gruppo di colleghi e cittadini abbiamo redatto un documento che porteremo all'attenzione di tutte le forze politiche che concorreranno alle elezioni amministrative con il fine unico di portare la salute mentale della popolazione al centro dell'agenda politica secondo un approccio "salute mentale in tutte le politiche". 

Vorremmo che la salute mentale della popolazione fosse inserita all'interno dell'agenda politica cittadina e perseguita soprattutto attraverso politiche e azioni, in tutti i settori, che rendano i contesti di vita più sani e l'organizzazione sociale più giusta, meno disuguale e quindi maggiormente capace di promuovere salute, fisica e mentale.


In allegato l'intero documento (CLICCANDO QUI) qui sintetizzato nei suoi messaggi chiave e richieste.


Messaggi chiave:

1)Salute mentale e benessere dei cittadini devono costituire una priorità per l’agenda politica cittadina
2) L’amministrazione cittadina deve, attraverso politiche in tutti i settori e la tutela dei principali diritti, promuovere l’equità, fondamentale per il benessere e la salute, fisica e mentale, di tutte e tutti;

3)Occorre dare ad ogni bambino le migliori opportunità di sviluppo agendo, prima e dopo la sua nascita, anche con politiche di sostegno alle famiglie;

4)I contesti di vita rappresentano il luogo privilegiato in cui prendersi cura della salute mentale degli individui.


Richieste:

L’adozione di un approccio “Salute Mentale in Ogni Politica”

Una nuova “Consulta Permanente Cittadina della Salute Mentale”

L’Istituzione del referente per la salute mentale nei contesti di vita

Tavoli periodici per la salute mentale

Sensibilizzazione e comunicazione efficace


Speriamo che, qualora ne condividiate il contenuto, possiate sottoscrivere il documento e aiutarci nel farlo circolare e diffondere


Buona giornata


Matteo Bessone

per

"TiAscolto!"
SPORTELLO SOSTENIBILE DI ASCOLTO,

SOSTEGNO PSICOLOGICO, COUNSELING e PSICOTERAPIA

Accessibilità e diritto alla salute

 

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Tel. 389/ 21 57 377 

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Farhad Bitani

L'ultimo lenzuolo bianco

Edizioni Neri Pozza

 

«Sono tante, forse troppe, le cose che ho visto nei miei primi trentatré anni di vita. Adesso le racconto. Ho lasciato le armi per impugnare la penna. Traccio i fatti senza addolcirli, senza velarli. Dopo aver vissuto l’infanzia, l’adolescenza e la prima giovinezza nell’ipocrisia, ho un tremendo bisogno di verità».

Inizia così la sconvolgente testimonianza di Farhad Bitani, ex capitano dell’esercito, un giovane uomo che ha attraversato da osservatore privilegiato la storia dell’Afghanistan: dal potere dei mujaheddin ai talebani fino al governo attuale, che vive sotto l’ombrello occidentale.
Farhad nasce a Kabul nel 1986, ultimo di sei fratelli. Suo padre è un generale dell’esercito di Mohammad Najibullah Ahmadzai, il quarto e ultimo presidente della Repubblica Democratica dell’Afghanistan. Ma, con la presa del potere da parte dei 
mujaheddin, nel 1992, le cose cambiano. Solo rinnegando il passato e diventando un mujahed, il padre di Farhad avrà salva la vita.

Da quel momento l’esistenza del giovane Farhad cambia radicalmente. La sua famiglia si trasferisce in una grande casa, presidiata dagli uomini della scorta. È a loro che Farhad chiede in prestito le armi, per i suoi giochi di bambino. Quello che sogna è un futuro da combattente, alla testa di un manipolo di uomini. Sparare, uccidere, avere potere e ricchezza: non c’è nulla che desideri di più. Ma le cose sono destinate a mutare ancora. Quando i talebani strappano il potere ai mujaheddin, la sua famiglia cade in disgrazia. Mentre suo padre si trova in prigione, Farhad conosce la fame, la miseria, l’indottrinamento forzato all’Islam. Condotto allo stadio, viene costretto ad assistere alle lapidazioni del venerdì, le punizioni per gli infedeli, coloro che trasgrediscono le leggi del fondamentalismo. Sarebbe facile cedere all’imbarbarimento, credere a ciò che viene inculcato, diventare come coloro che professano la pace, alimentando la guerra. Ma se fosse possibile un destino diverso? Si può attraversare l’inferno e uscirne redenti?
Da guerriero islamista a dialogatore per la pace, attraverso questo libro possente e drammatico Farhad Bitani offre al mondo il vero volto dell’Afghanistan, raccontando in maniera vivida la guerra civile, la violenza gratuita, le perversioni del potere e l’uso della religione come strumento politico. 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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